Un sostegno che va al di là della fornitura di liquidità: è quello che le imprese italiane si aspettano per la loro crescita dalle banche – e in generale dal sistema finanziario. È quanto è emerso dalla prima mattinata (11 novembre 2025) della 15esima edizione dell’evento Tomorrow Speaks di CRIF, quest’anno intitolato “Boosting sustainable growth with CRIF Metadata”. Ne hanno parlato, fra gli altri, Elena Goitini, amministratore delegato di BNL BNP Paribas, Saverio Perissinotto, presidente, Eurizon, Massimo Tononi, presidente Banco Bpm, Antonio Valitutti, amministratore delegato, isybank.
«Le banche devono essere utili, oltre che fare utili» è la dichiarazione di Carlo Gherardi, ceo di CRIF, che sintetizza lo spirito della mattinata.
Imprese e crescita, la parola alle banche
Elena Goitini, nel riconoscere all’Italia una forte resilienza, ha rilevato che la crescita rimane ancora bassa, alimentata tutt’ora «in maniera importante dagli investimenti legati al PNR. Ora dobbiamo far sì che diventi strutturalmente più elevata, gli investimenti ne sono il vero motore».
Perciò, «oltre che sul credito, le banche devono sviluppare la capacità di riuscire ad accompagnare l’impresa nel disegno del suo modello di business, offrendo accesso ai mercati internazionali, nonché capacità di differenziare fonti di finanziamento. Si parla tanto di mercato unico dei capitali, ma il 98% delle fonti di finanziamento dell’impresa è ancora bancario».
Del resto, prosegue l’ad di BNL BNP Paribas, «competitività e produttività, finanza e innovazione sono leve strategiche per lo sviluppo economico del paese, in modo strutturale e sostenibile nel lungo periodo; ciò in un’azione combinata pubblico-privato che possa favorire la realizzazione di programmi di crescita nazionale e di espansione internazionale. BNL e il Gruppo BNP Paribas sono attivi nel supportare l’economia reale e i suoi attori, facendo leva su piattaforme specialistiche internazionali, sull’expertise dei propri professionisti e sull’innovazione tecnologica, intercettando transizioni e cambiamenti del nostro tempo per trasformarli in opportunità»
In Italia, come afferma Saverio Perissinotto, c’è una grandissima ricchezza, che risponde al nome di risparmio, «11.000 miliardi di euro. 1500 miliardi di euro circa sono liquidità sui conti correnti. Ma il grande tema è sempre lo stesso: come tutto questo risparmio potrebbe in parte contribuire meglio alla crescita del sistema italiano delle imprese». Un punto che si scontra con il grado di conoscenza finanziaria dei nostri concittadini, assolutamente migliorabile. Mancava, ai risparmiatori italiani, l’incentivo a investire sul lunghissimo termine, ora però «questo incentivo esiste, a causa delle pensioni». Un cambio di mentalità lo avevano introdotto i Pir.
L’importanza dei consulenti finanziari
Un ruolo cruciale lo giocheranno i consulenti finanziari, le reti distributive del sistema bancario per convincere il cliente ad allungare l’orizzonte degli investimenti, facendo loro capire che il tempo è il loro migliore alleato per le performance.
Massimo Tononi: «Dipendiamo ancora troppo dal credito bancario; oltre il 90% del credito all’impresa arriva ancora dalle banche. L’effetto di tutto questo è che oggi il 50% della capitalizzazione globale di borsa è americana, il 10% europea».
Italia, fotografia del sistema paese
Negli ultimi tredici anni, l’Italia ha registrato una crescita media reale dello 0,4% annuo, a fronte di un pil nominale in aumento del 2,2%. Un ritmo ancora flebile per sostenere una ripresa strutturale, soprattutto in presenza di un debito pubblico che è arrivato al 133% nel 2013 per poi rimanere sempre in quell’intorno (ad eccezione del 2020 con la pandemia).
Il sistema bancario ha mostrato un’evoluzione disomogenea: mentre la raccolta è cresciuta a un ritmo medio superiore al 4% annuo, grazie al risparmio delle famiglie, gli impieghi (al netto delle sofferenze) sono scesi di circa lo 0,5% annuo, con il rapporto impieghi/PIL sceso dal 110% all’80% (fonte: Banca d’Italia). In questo contesto, risulta però che le banche hanno saputo rafforzare la propria solidità patrimoniale, migliorare la qualità del credito e mantenere la propria redditività grazie all’incremento della produttività del personale e all’automazione e digitalizzazione dei pagamenti. In definitiva, oggi il sistema bancario appare molto più robusto e resiliente e potenzialmente in grado di supportare più efficacemente la crescita del sistema paese.
Parallelamente, anche gli altri canali finanziari (mercato azionario, private equity e venture capital) risultano ancora sottodimensionati rispetto al potenziale del paese. Tra il 2011 e il 2024, il numero complessivo di società quotate è cresciuto per i mercati non regolamentati, che però a livello di valore sono marginali: a fronte di una capitalizzazione complessiva di 811 miliardi di euro, questi rappresentano solo 8 miliardi.
Nello stesso periodo, il capitale incrementale raccolto attraverso private equity e venture capital ha raggiunto complessivamente 76 miliardi di euro, che diventano 80 miliardi includendo il private debt (fonte: AIFI). Pur mostrando dei trend positivi, questi strumenti rappresentano ancora una componente modesta del financing totale.
I nuovi motori della crescita: dati, AI, sostenibilità per l’innovazione e il rilancio
Tornare a crescere non significa solo rilanciare il credito, ma innovare il modo in cui il sistema finanziario misura, interpreta e trasforma i dati in valore. I dati di qualità, integrati tramite modelli di machine learning e intelligenza artificiale, rappresentano oggi una leva imprescindibile per gestire il rischio in modo predittivo e migliorare l’efficienza dei processi decisionali, favorendo al contempo una maggiore inclusione finanziaria di imprese e famiglie. In questo scenario, CRIF nel 2024 ha fornito oltre 30 milioni di report creditizi, quasi 20 milioni di verifiche antifrode e antiriciclaggio e più di 3 milioni di valutazioni Esg sulle imprese italiane.
«L’innovazione tecnologica continua – dichiara Antonio Valitutti – è centrale nel servizio che offriamo alla clientela. isybank, non è solo la banca digitale di Intesa Sanpaolo ma è considerata un laboratorio di trasformazione per l’intero Gruppo. Ai servizi semplici e veloci di una fintech, aggiungiamo l’elemento distintivo del nostro modello di servizio rappresentato dal tocco umano degli oltre 2300 gestori della filiale digitale, che garantiscono assistenza alla clientela»

