Perché anche 50 euro sono sufficienti per imparare a risparmiare
Possono sembrare una cifra modesta da cui partire, se non risibile, per imparare a risparmiare e investire: 50 euro. Eppure, pensare che l’importo sia troppo piccolo per fare la differenza, è uno degli errori più costosi per chi vuole iniziare a investire. «Il principio matematico chiave è che il risultato finale dipende non tanto dall’importo versato, quanto dal tempo», spiega Francesco Bergamini, rappresentante in Italia di Freedom24, società internazionale di intermediari online. Storicamente, l’MSCI World – l’indice azionario globale che misura l’andamento di oltre 1.300 società medio-grandi – ha generato rendimenti intorno al 7-9% annuo su orizzonti temporali lunghi, spiega l’esperto. «Con questi parametri, la differenza tra iniziare a investire a 25 anni e farlo a 35 non è più del 20%, ma può tradursi in un capitale finale molto più elevato».
È il meccanismo dell’interesse composto. Gli interessi maturano non solo sul capitale investito, ma anche sugli interessi già accumulati. Più lungo è l’orizzonte di investimento, più forte diventa questo effetto.
L’errore da non fare
L’altro errore da non fare, rispetto a considerare troppo pochi 50 euro, è quello di “aspettare il momento perfetto”. Gli investitori che cercano di attendere il punto di ingresso ideale spesso non iniziano mai a investire, oppure entrano sul mercato più tardi, magari con somme maggiori, ma dopo aver perso anni di interesse composto. Storicamente, l’indice MSCI World ha generato un rendimento medio di circa l’8% annuo negli ultimi 40 anni. In questo periodo, il mercato ha attraversato diverse crisi, recessioni, guerre e bolle speculative. Eppure, gli investitori che hanno continuato a investire regolarmente, indipendentemente dal contesto di notizie, alla fine ne sono usciti avvantaggiati. 50 euro oggi sono quasi sempre meglio di 500 euro tra dieci anni.
La convenienza degli etf
Un etf è un fondo che replica l’andamento di un intero indice azionario. Acquistare per esempio una quota di etf sull’MSCI World significa diventare contemporaneamente comproprietario di oltre 1.300 tra le più grandi società globali.
Le ragioni rendono gli etf particolarmente adatti ai principianti
Uno. La diversificazione automatica. Il calo del prezzo di un singolo titolo non azzera il portafoglio. Due. Costi contenuti. I migliori etf sull’MSCI World hanno un indicatore sintetico dei costi (ter) inferiore allo 0,2% annuo. Su un orizzonte di 30 anni, una differenza dell’1% nei costi annuali può “erodere” decine di migliaia di euro.
Imparare a risparmiare, come iniziare: bastano 3 passaggi
Uno. Aprire, in genere online, un conto di intermediazione che offra accesso alle principali borse mondiali: NYSE, NASDAQ, Deutsche Börse, London Stock Exchange e altre. Due. Per la maggior parte degli investitori alle prime armi, l’opzione migliore resta un singolo etf ampiamente diversificato che replichi l’MSCI World, come EUNL.EU. Oppure etf che replicano l’S&P 500, l’indice delle 500 più importanti aziende quotate Usa, come CSPX.EU, o il Nasdaq Composite, per il settore tech, come SXRV.EU (per ottenere una maggiore esposizione al mercato statunitense e al settore tecnologico). Per chi invece desidera aumentare il peso delle società europee in portafoglio, lo STOXX Europe 600 etf, EXSA.EU, resta una scelta molto diffusa. Tre. Scegliere un giorno preciso del mese, ad esempio il primo, e trasformarlo nella propria data fissa di investimento. L’abitudine e la costanza si rivelano spesso più importanti dei tentativi di cogliere il momento perfetto del mercato.
Tre cose da ricordare per imparare a risparmiare
Il tempo è più importante dell’importo. Un investitore che inizia a 25 anni con 50 euro al mese può, nel lungo periodo, ottenere risultati migliori di chi comincia a 35 anni investendo anche 150 euro al mese. La disciplina riduce l’influenza delle emozioni. Il principale rischio per un investitore di lungo periodo non è il mercato, ma le proprie decisioni impulsive nei momenti di panico. Un piano di investimento disciplinato aiuta a minimizzare questo rischio. Gli incentivi pubblici contano. Le agevolazioni fiscali, quando presenti, possono tradursi in decine di migliaia di euro di capitale aggiuntivo su un orizzonte di 20-30 anni.
La conclusione principale di Francesco Bergamini è piuttosto semplice: gli investitori che aspettano il “momento perfetto” spesso non iniziano mai. Nel lungo periodo, la costanza tende a essere più importante della precisione. E 50 euro investiti oggi si sono storicamente dimostrati quasi sempre più efficaci rispetto al rinviare l’inizio nella speranza di trovare un “momento migliore” qualche anno più avanti.

