Intervista a Simone Alfredo Garofalo, chief investment officer alternative di Banca Investis.
Dr. Garofalo, da cosa nasce l’esigenza di Banca Investis di offrire una gamma così strutturata di prodotti alternativi ai vostri clienti?
L’esigenza di fornire una gamma così strutturata di prodotti alternativi ai clienti di Banca Investis nasce da una combinazione di fattori strategici, economici e di mercato. Questi includono la diversificazione del portafoglio per i clienti, essenziale per ridurre il rischio e la dipendenza dai mercati tradizionali in periodi di alta volatilità e rendimenti bassi. Nel contesto di mercato attuale, caratterizzato da incertezza geopolitica e politiche monetarie non ancora normalizzate, c’è una crescente ricerca da parte di clienti sofisticati come HNWI e investitori istituzionali di rendimenti non correlati ai mercati pubblici. Offrire soluzioni alternative consente a Banca Investis di differenziarsi come partner innovativo e sofisticato nella gestione patrimoniale, attrarre nuovi investitori e fidelizzare quelli esistenti.
Quali sono i settori di investimento privato preferiti?
I settori di investimento preferiti includono l’Intelligenza Artificiale, la Mobilità, la Logistica e lo Sport.
Quali sono state le maggiori operazioni di investimento finora fatte? Perché questa scelta?
Le maggiori operazioni di investimento hanno puntato su aziende che integrano tecnologie di Intelligenza Artificiale e modelli di inferenza. Questa scelta è stata motivata dalla possibilità di investire in tecnologie dirompenti con vantaggi competitivi sostenibili e capacità di trasformare interi settori industriali.
Quali sono gli obiettivi per il 2025?
Gli obiettivi per il 2025 includono il rafforzamento degli investimenti esistenti e l’espansione nel settore dello sport.
Qual è il potenziale attuale della space economy, ancora “sconosciuta” al grande pubblico degli investitori (a differenza dell’intelligenza artificiale)?
La space economy globale è attualmente valutata circa $700 miliardi e si prevede che possa superare il trilione di dollari entro i prossimi 10-15 anni. Parliamo di un settore in forte espansione che comprende satelliti, lanci spaziali, dati spaziali, turismo spaziale, infrastrutture spaziali ed estrazione di risorse extraterrestri. Si tratta di un mercato relativamente giovane (fino a poco tempo fa nello spazio operavano essenzialmente solo le grandi agenzie governative) e ancora “sconosciuto” al grande pubblico degli investitori, anche a causa della copertura mediatica limitata rispetto ad altri temi più mainstream come l’Intelligenza Artificiale e la fintech.
Quali sono i progetti su cui state puntando nel settore dell’economia spaziale?
Attualmente, non possiamo divulgare dettagli sui nostri prossimi investimenti nel settore dell’economia spaziale, ma miriamo a portare innovazione significativa in Italia.
Dr. Garofalo, per Banca Investis gli USA sono ancora davvero l’ultima frontiera dei mercati privati?
Restano centrali, ma non sono più l’unica. L’Europa sta accelerando, con flussi in crescita e opportunità più accessibili. Oggi, grazie a Banca Investis, anche il private market diventa una realtà concreta per i nostri clienti: diversificazione, ritorni potenziali superiori e accesso a soluzioni che prima erano riservate a pochi. La nuova frontiera? È globale, ma supportiamo i nostri clienti per aiutarli a raggiungerla.

