- I fondi attivi europei hanno raccolto 107 miliardi di euro nel terzo trimestre, contro i 58 miliardi delle strategie indicizzate.
- Nel reddito fisso, gli investitori cercano flessibilità in tempi di incertezza e volatilità.
- Gli investitori stanno riscoprendo i mercati emergenti.
A dispetto di coloro che li davano in perenne declino, i fondi attivi hanno rialzato la testa negli ultimi mesi. Per contro, i fondi indicizzati tradizionali, esclusi gli Etf, hanno registrato deflussi netti per la prima volta in un decennio in Europa.
I dati Morningstar sulla raccolta dei fondi e degli Etf nel terzo trimestre mostrano un industria europea del risparmio gestito in salute, con flussi netti per 452 miliardi di euro dall’inizio del 2025, contro i 275 dello stesso periodo dell’anno scorso. Nel solo terzo trimestre, le sottoscrizioni nette hanno toccato i 165 miliardi, in aumento rispetto ai 121 miliardi dei tre mesi precedenti.
Il sorpasso dei fondi attivi sui passivi
La tendenza che più balza agli occhi è il ritorno degli investitori verso la gestione attiva nel terzo trimestre. E’ stato il primo trimestre dal 2021, in cui gli active fund hanno sorpassato i passivi, raccogliendo 107 miliardi, contro i 58 miliardi delle strategie indicizzate.
Non bisogna, però, pensare che la colpa sia degli Etf, perché questi continuano a essere popolari tra gli investitori. Il cedimento si è, invece, avuto tra i fondi indicizzati non quotati, e si spiega in larga parte – dicono i ricercatori di Morningstar – con uno spostamento di clienti istituzionali inglesi da una gamma di index fund di BlackRock a mandati personalizzati, sempre della stessa società.
Nel reddito fisso, gli investitori preferiscono i gestori attivi
A trainare la raccolta dei fondi attivi nel terzo trimestre sono stati i comparti obbligazionari, che hanno attratto 118 miliardi di euro, la somma più alta degli ultimi tre anni. “Mentre gli spread obbligazionari rimangono ai minimi storici, i tassi di interesse più elevati continuano a mantenere i rendimenti su livelli interessanti”, spiega Giovanni Cafaro, analista del Manager Research Team di Morningtar.
Nelle strategie obbligazionarie, gli investitori hanno cercato la flessibilità. I flussi maggiori, infatti, si sono diretti verso il fondi flexible bond globali coperti dal rischio di cambio in dollari (+16,1 miliardi di euro nel terzo trimestre). Anche i comparti obbligazionari flessibili non-hedged hanno avuto una raccolta positiva (+6,4 miliardi). Queste strategie sono tornate in auge nel 2024, dopo due anni di deflussi, perché gli investitori sembrano preferire approcci più attivi nel reddito fisso, dato il contesto economico e di mercato più volatile e sfidante.
La rotazione fuori dagli Usa e dentro l’Europa rallenta
Attivi nel reddito fisso, ma passivi sulle azioni: si può sintetizzare così il comportamento degli investitori, che preferiscono gli Etf per puntare sui mercati azionari globali. Le strategie indicizzate hanno raccolto 36 miliardi di euro nel terzo trimestre, contro deflussi per 7 miliardi dai fondi attivi. In particolare, i fondi azionari globali hanno proseguito il loro trend positivo, mentre la rotazione fuori dagli Stati Uniti e dentro l’Europa ha rallentato rispetto alla prima parte dell’anno.
La categoria dei fondi azionari Europa large-cap blend ha attratto 6,6 miliardi nel terzo trimestre contro i 10,7 miliardi dei tre mesi precedenti, mentre quella degli azionari Usa large-cap blend ha subito riscatti netti per 6,5 miliardi. I deflussi da Wall Street sono imputabili principalmente alle strategie attive, perché gli Etf hanno, invece, registrato sottoscrizioni nette positive per 8,2 miliardi.
Gli investitori tornano sui mercati emergenti
Negli ultimi mesi, gli investitori sono anche tornati a guardare con favore ai mercati emergenti. Gli azionari hanno ricevuto sottoscrizioni nette per 9,1 miliardi di euro e sono stati la seconda migliore categoria equity in assoluto nel terzo trimestre, mentre gli obbligazionari emerging markets hanno raccolto 6,4 miliardi collocandosi nella top 5 del reddito fisso.
Nel corso del 2025, i flussi nelle strategie azionarie e obbligazionarie sui mercati emergenti si sono ripresi dopo un periodo in cui sono prevalsi i riscatti, grazie a un contesto economico più favorevole e rendimenti attraenti.
Flussi record nei fondi ed Etf sull’oro
Il mix di incertezza macroeconomica, volatilità geopolitica e indebolimento del dollaro statunitense ha spinto a livello record i flussi verso i fondi e gli Etf che investono sui metalli preziosi, principalmente sull’oro.
Nel solo terzo trimestre, con l’oro che è arrivato a superare i 4.000 dollari l’oncia, gli investitori hanno allocato 8,9 miliardi di euro in queste strategie. Si tratta di un record nella serie trimestrale di Morningstar. Da inizio anno, sono entrati in Etf e fondi sui metalli preziosi circa 17 miliardi di euro. Anche l’interesse degli investitori per le attività digitali è rimasto forte nel terzo trimestre, con flussi pari a 1 miliardo di euro.

