Etf difesa: la nuova forza che muove mercati e rendimenti

3 MIN
Una persona in tenuta mimetica militare e guanti, che rappresenta il collegamento a investire in fondi ed Etf sulla difesa, indossa una cuffia per la realtà virtuale con una luce rossa, cuffie e microfono, su uno sfondo bianco.

Etf e fondi dedicati alla difesa registrano rendimenti record e costi in calo. Ecco perché il settore militare è diventato una forza che muove i mercati finanziari

Indice

Difesa e mercati finanziari: il ritorno di un settore strategico

Il settore della difesa, per lungo tempo confinato ai margini del risparmio gestito europeo, è riemerso con forza nel radar degli investitori. L’intensificarsi dei conflitti globali – dall’Ucraina al Medio Oriente – e il progressivo riallineamento degli equilibri geopolitici hanno riportato l’attenzione su un comparto che, piaccia o meno, riflette uno dei cardini della politica economica contemporanea: la sicurezza.

Performance degli Etf difesa: crescita solida e rischio contenuto

L’universo dei fondi e degli Etf dedicati alla difesa ha mostrato negli ultimi due anni una dinamica di crescita tanto rapida quanto ordinata.

I prodotti lanciati tra il 2023 e il 2025 – in particolare VanEck Defense Ucits Etf, HANetf Future of Defence, Amundi Stoxx Europe Defense e Bnp Paribas Easy Bloomberg Europe Defense – hanno registrato rendimenti a doppia cifra su base annua, in diversi casi superiori al 50% cumulato da inizio 2023.

La volatilità media, oscillante tra 11 e 14%, indica un profilo di rischio contenuto rispetto alla forza del rally, con Sharpe ratio superiori a 3 su orizzonti annuali e Sortino ratio prossimi o oltre 10 per gli Etf europei più liquidi.

In altri termini, il comparto difesa si è comportato – almeno nella fase recente – come un segmento growth con efficienza quasi defensive, un ossimoro che i numeri spiegano più delle definizioni.

Al contrario, le strategie legate alla space economy (ad esempio i prodotti Neuberger Berman, Kyron, Echiquier, Darta) hanno espresso rendimenti eccezionali – fino al raddoppio in 12 mesi – ma con volatilità superiori al 25–30%, drawdown a doppia cifra e una dispersione più elevata dei risultati. Sono strumenti che amplificano il ciclo tecnologico della difesa, ma non ne condividono la stabilità.

Costi, commissioni e maturazione del mercato degli Etf difesa

Il differenziale tra gestione attiva e passiva resta netto.
Gli Etf Ucits europei mantengono commissioni di gestione tra 0,15% e 0,55%, con costi di transazione medi inferiori allo 0,1%, offrendo una struttura quasi “istituzionale” anche all’investitore retail.
I fondi attivi, invece, oscillano tra 1% e 2% di costi correnti, con punte oltre il 2,5% nelle strategie tematiche più sofisticate. Una differenza che, in fasi di mercato meno direzionali, può erodere gran parte dell’extra-rendimento. sostanzialmente il vantaggio competitivo degli Etf non è solo nella liquidità o nella replica, ma nella capacità di preservare rendimento netto in un contesto dove la componente beta domina.

Contesto geopolitico: la corsa europea alla sicurezza

I dati macroeconomici raccontano un trend strutturale. Nel 2024 la spesa per la difesa nell’Unione Europea ha superato i 100 miliardi di euro, con un incremento del 40% negli acquisti di equipaggiamenti rispetto all’anno precedente.

Secondo Goldman Sachs, l’Europa sta attraversando “la più grande sfida di sicurezza dalla fine della Guerra Fredda”, e le aziende con tecnologie dual-usecybersecurity, satelliti, automazione – rappresentano il nuovo baricentro della crescita del settore.

Questo riarmo industriale non è un fenomeno transitorio: richiama, per ampiezza e finalità, il consolidamento osservato negli anni ’90 negli Stati Uniti, dopo il cosiddetto Last Supper del Pentagono. Allora, il comparto reagì con un’ondata di fusioni e concentrazioni; oggi l’Europa potrebbe percorrere la stessa via, in nome di una maggiore sovranità strategica.

Etf Difesa e sostenibilità Esg: il dilemma del consulente

Qui si apre una quaestio cruciale: come collocare la difesa in portafoglio in un momento storico in cui la normativa Mifid II richiede al consulente di indagare le preferenze Esg dell’investitore?

La maggioranza dei prodotti del comparto è classificata art. 6 Sfdr, cioè priva di obiettivi di sostenibilità espliciti. Soltanto le strategie a contenuto tecnologico o spaziale ottengono la qualifica art. 8, grazie alla componente civile o dual-use.
Questo crea un cortocircuito operativo: un consulente può ritenere adeguato un Etf sulla difesa sotto il profilo finanziario, ma non poterlo raccomandare a un investitore con preferenze “verdi”.

Il quesito, più etico che normativo, resta aperto: la difesa può essere considerata sostenibile in senso lato, se tutela la sicurezza di individui e Stati? Una risposta univoca ancora non esiste, ma è plausibile che emerga un compromesso regolamentare, con l’introduzione di rating “Esg temperati” o modelli di screening selettivo (esclusione di produttori di armi controverse, mantenendo però l’esposizione alle tecnologie critiche).

Prospettive future: tecnologia, consolidamento e sovranità europea

Guardando al futuro, le ipotesi più accreditate delineano una trasformazione profonda del settore:

  • Crescita tecnologica endogena: il valore aggiunto si sposterà verso AI, automazione e sistemi autonomi, dove le barriere d’ingresso sono elevate.
  • Consolidamento industriale: i player minori potrebbero confluire in poli nazionali o paneuropei, per guadagnare scala e capacità di investimento.
  • Interazione pubblico-privato: la difesa sarà sempre più intrecciata con la spesa infrastrutturale civile (cybersecurity, energia, comunicazioni).

Ad oggi il comparto difesa rappresenta una nuova frontiera tematica dell’equity europeo, caratterizzata da metriche di rischio-rendimento favorevoli, costi efficienti e un contesto macro che ne alimenta la domanda strutturale.
Resta, tuttavia, l’interrogativo di fondo: come conciliare questa opportunità con un sistema regolatorio che, de jure, tende a escluderla? È una tensione destinata a durare, ma anche il segno che la finanza – come la storia – non procede mai in linea retta.

ETF difesa e spazio – tabella
Nome Valuta ISIN Performance Volatilità Drawdown Ongoing
YTD 1Y 3Y 3Y 3Y
Global X Defence Tech UCITS ETF Acc EUR IE000JCW3DZ3 70,33% 0,50%
VanEck Defense UCITS ETF EUR IE000YYE6WK5 63,01% 75,78% 0,55%
Kyron BlueSpace B Cap EUR Hdg EUR LU2400605668 52,96% 79,18% 1,90%
VanEck Space Innovators UCITS ETF Acc EUR IE000YU9K6K2 42,44% 90,19% 0,55%
iShares Global Aerospace & Defence UCITS ETF USD (Acc) EUR IE000U9ODG19 39,48% 43,54% 0,35%
Neu.Berman Next Gen. Space Econ. A Cap $ USD IE0000XYD857 35,46% 1,90%
Darta XTREND NB Space Economy EUR DARAF81 32,44% 48,01% 105,06% 16,18% 9,29%
Invesco Defence Innovation UCITS ETF Acc EUR IE000BRM9046 32,14% 0,35%
HANetf Future of Defence UCITS ETF Acc EUR IE000OJ5TQP4 31,92% 52,18% 0,49%
Fin. Ech. Space B Cap EUR EUR LU2466448532 25,91% 62,04% 160,63% 20,91% 13,34% 1,77%
Dati disponibili al 08/10/2025, elaborazioni in EUR
Fonte: FIDAworkstation

Domande frequenti su Etf difesa: la nuova forza che muove mercati e rendimenti

Perché il settore della difesa è tornato ad essere strategico per gli investitori?

L'intensificarsi dei conflitti globali, come quelli in Ucraina e Medio Oriente, ha riportato l'attenzione degli investitori sul settore della difesa. Questo comparto è considerato un pilastro della politica economica contemporanea, legato alla sicurezza nazionale e internazionale.

Qual è la performance tipica degli ETF sulla difesa secondo l'articolo?

Gli ETF sulla difesa mostrano una crescita solida, caratterizzata da un rischio contenuto. Questo suggerisce un potenziale di rendimento interessante con una volatilità gestibile per gli investitori.

Quali fattori influenzano i costi e le commissioni degli ETF sulla difesa?

I costi e le commissioni degli ETF sulla difesa sono influenzati dalla maturazione del mercato. Man mano che il mercato degli ETF difesa si sviluppa, è possibile osservare variazioni in queste voci di spesa.

Qual è il contesto geopolitico che favorisce la corsa europea alla sicurezza e, di conseguenza, il settore della difesa?

Il contesto geopolitico attuale, segnato da tensioni internazionali, sta spingendo l'Europa verso una maggiore sicurezza. Questa tendenza si traduce in un aumento degli investimenti nel settore della difesa, rendendolo un'area di interesse strategico.

Quale dilemma affrontano i consulenti finanziari riguardo agli ETF Difesa e alla sostenibilità ESG?

I consulenti finanziari si trovano di fronte al dilemma di conciliare gli investimenti in ETF difesa con i criteri di sostenibilità ESG. La natura del settore della difesa può creare attriti con i principi di investimento etico e sostenibile.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale
Illustrazione in bianco e nero di Monica Zerbinati (Fida).

di Monica Zerbinati

Analista finanziario presso l’Ufficio Studi di Fida, data e solution provider fintech. Si occupa di risparmio gestito, analisi di scenario quali-quantitativa e trend di mercato. In organico presso l’Ufficio Studi, cura modelli per analisi massive di dati e soluzioni on demand, con competenze su prodotti attivi e passivi, asset management, strategie d’investimento e compliance normativa.

Stai valutando un’esposizione al settore difesa e vuoi capire come inserire Etf difesa in portafoglio in modo efficiente?