Difesa e mercati finanziari: il ritorno di un settore strategico
Il settore della difesa, per lungo tempo confinato ai margini del risparmio gestito europeo, è riemerso con forza nel radar degli investitori. L’intensificarsi dei conflitti globali – dall’Ucraina al Medio Oriente – e il progressivo riallineamento degli equilibri geopolitici hanno riportato l’attenzione su un comparto che, piaccia o meno, riflette uno dei cardini della politica economica contemporanea: la sicurezza.
Performance degli Etf difesa: crescita solida e rischio contenuto
L’universo dei fondi e degli Etf dedicati alla difesa ha mostrato negli ultimi due anni una dinamica di crescita tanto rapida quanto ordinata.
I prodotti lanciati tra il 2023 e il 2025 – in particolare VanEck Defense Ucits Etf, HANetf Future of Defence, Amundi Stoxx Europe Defense e Bnp Paribas Easy Bloomberg Europe Defense – hanno registrato rendimenti a doppia cifra su base annua, in diversi casi superiori al 50% cumulato da inizio 2023.
La volatilità media, oscillante tra 11 e 14%, indica un profilo di rischio contenuto rispetto alla forza del rally, con Sharpe ratio superiori a 3 su orizzonti annuali e Sortino ratio prossimi o oltre 10 per gli Etf europei più liquidi.
In altri termini, il comparto difesa si è comportato – almeno nella fase recente – come un segmento growth con efficienza quasi defensive, un ossimoro che i numeri spiegano più delle definizioni.
Al contrario, le strategie legate alla space economy (ad esempio i prodotti Neuberger Berman, Kyron, Echiquier, Darta) hanno espresso rendimenti eccezionali – fino al raddoppio in 12 mesi – ma con volatilità superiori al 25–30%, drawdown a doppia cifra e una dispersione più elevata dei risultati. Sono strumenti che amplificano il ciclo tecnologico della difesa, ma non ne condividono la stabilità.
Costi, commissioni e maturazione del mercato degli Etf difesa
Il differenziale tra gestione attiva e passiva resta netto.
Gli Etf Ucits europei mantengono commissioni di gestione tra 0,15% e 0,55%, con costi di transazione medi inferiori allo 0,1%, offrendo una struttura quasi “istituzionale” anche all’investitore retail.
I fondi attivi, invece, oscillano tra 1% e 2% di costi correnti, con punte oltre il 2,5% nelle strategie tematiche più sofisticate. Una differenza che, in fasi di mercato meno direzionali, può erodere gran parte dell’extra-rendimento. sostanzialmente il vantaggio competitivo degli Etf non è solo nella liquidità o nella replica, ma nella capacità di preservare rendimento netto in un contesto dove la componente beta domina.
Contesto geopolitico: la corsa europea alla sicurezza
I dati macroeconomici raccontano un trend strutturale. Nel 2024 la spesa per la difesa nell’Unione Europea ha superato i 100 miliardi di euro, con un incremento del 40% negli acquisti di equipaggiamenti rispetto all’anno precedente.
Secondo Goldman Sachs, l’Europa sta attraversando “la più grande sfida di sicurezza dalla fine della Guerra Fredda”, e le aziende con tecnologie dual-use – cybersecurity, satelliti, automazione – rappresentano il nuovo baricentro della crescita del settore.
Questo riarmo industriale non è un fenomeno transitorio: richiama, per ampiezza e finalità, il consolidamento osservato negli anni ’90 negli Stati Uniti, dopo il cosiddetto Last Supper del Pentagono. Allora, il comparto reagì con un’ondata di fusioni e concentrazioni; oggi l’Europa potrebbe percorrere la stessa via, in nome di una maggiore sovranità strategica.
Etf Difesa e sostenibilità Esg: il dilemma del consulente
Qui si apre una quaestio cruciale: come collocare la difesa in portafoglio in un momento storico in cui la normativa Mifid II richiede al consulente di indagare le preferenze Esg dell’investitore?
La maggioranza dei prodotti del comparto è classificata art. 6 Sfdr, cioè priva di obiettivi di sostenibilità espliciti. Soltanto le strategie a contenuto tecnologico o spaziale ottengono la qualifica art. 8, grazie alla componente civile o dual-use.
Questo crea un cortocircuito operativo: un consulente può ritenere adeguato un Etf sulla difesa sotto il profilo finanziario, ma non poterlo raccomandare a un investitore con preferenze “verdi”.
Il quesito, più etico che normativo, resta aperto: la difesa può essere considerata sostenibile in senso lato, se tutela la sicurezza di individui e Stati? Una risposta univoca ancora non esiste, ma è plausibile che emerga un compromesso regolamentare, con l’introduzione di rating “Esg temperati” o modelli di screening selettivo (esclusione di produttori di armi controverse, mantenendo però l’esposizione alle tecnologie critiche).
Prospettive future: tecnologia, consolidamento e sovranità europea
Guardando al futuro, le ipotesi più accreditate delineano una trasformazione profonda del settore:
- Crescita tecnologica endogena: il valore aggiunto si sposterà verso AI, automazione e sistemi autonomi, dove le barriere d’ingresso sono elevate.
- Consolidamento industriale: i player minori potrebbero confluire in poli nazionali o paneuropei, per guadagnare scala e capacità di investimento.
- Interazione pubblico-privato: la difesa sarà sempre più intrecciata con la spesa infrastrutturale civile (cybersecurity, energia, comunicazioni).
Ad oggi il comparto difesa rappresenta una nuova frontiera tematica dell’equity europeo, caratterizzata da metriche di rischio-rendimento favorevoli, costi efficienti e un contesto macro che ne alimenta la domanda strutturale.
Resta, tuttavia, l’interrogativo di fondo: come conciliare questa opportunità con un sistema regolatorio che, de jure, tende a escluderla? È una tensione destinata a durare, ma anche il segno che la finanza – come la storia – non procede mai in linea retta.
| Nome | Valuta | ISIN | Performance | Volatilità | Drawdown | Ongoing | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| YTD | 1Y | 3Y | 3Y | 3Y | ||||
| Global X Defence Tech UCITS ETF Acc | EUR | IE000JCW3DZ3 | 70,33% | – | – | – | – | 0,50% |
| VanEck Defense UCITS ETF | EUR | IE000YYE6WK5 | 63,01% | 75,78% | – | – | – | 0,55% |
| Kyron BlueSpace B Cap EUR Hdg | EUR | LU2400605668 | 52,96% | 79,18% | – | – | – | 1,90% |
| VanEck Space Innovators UCITS ETF Acc | EUR | IE000YU9K6K2 | 42,44% | 90,19% | – | – | – | 0,55% |
| iShares Global Aerospace & Defence UCITS ETF USD (Acc) | EUR | IE000U9ODG19 | 39,48% | 43,54% | – | – | – | 0,35% |
| Neu.Berman Next Gen. Space Econ. A Cap $ | USD | IE0000XYD857 | 35,46% | – | – | – | – | 1,90% |
| Darta XTREND NB Space Economy | EUR | DARAF81 | 32,44% | 48,01% | 105,06% | 16,18% | 9,29% | – |
| Invesco Defence Innovation UCITS ETF Acc | EUR | IE000BRM9046 | 32,14% | – | – | – | – | 0,35% |
| HANetf Future of Defence UCITS ETF Acc | EUR | IE000OJ5TQP4 | 31,92% | 52,18% | – | – | – | 0,49% |
| Fin. Ech. Space B Cap EUR | EUR | LU2466448532 | 25,91% | 62,04% | 160,63% | 20,91% | 13,34% | 1,77% |
Fonte: FIDAworkstation
