Inflazione, se l'oro non luccica più per colpa del Bitcoin

We Wealth
Alberto Battaglia
22.10.2021
Tempo di lettura: 3'
Se il rischio inflazione non si è accompagnato a un rally dell'oro, una parte della colpa sarebbe imputabile alla concorrenza del Bitcoin

Secondo osservatori come Mohamed el-Erian e Paul Tudor Jones il potenziale valore del Bitcoin come protezione contro l'aumento dei prezzi avrebbe fatto perdere appeal all'oro

Negli ultimi sei mesi la performance dell'oro sul dollaro si è limitata a un +0,44% secondo il portale Gold Price. Considerando il rialzo dell'inflazione in atto e i crescenti timori sul fatto che una parte di questi rincari non saranno del tutto temporanei, ci si sarebbe aspettati di osservare un più deciso incremento per il bene rifugio per eccellenza, considerato una sorta di copertura naturale contro la perdita di valore d'acquisto della moneta.

Se ciò non è avvenuto, hanno argomentato alcuni analisti, una parte della colpa è imputabile alla concorrenza del Bitcoin. L'offerta limitata di questa criptovaluta è considerata uno degli elementi peculiari che la renderebbero una sorta di oro digitale, benché a differenza di quest'ultimo sia priva di un valore intrinseco (l'oro, infatti, ha una serie di applicazioni concrete). L'aspetto fondamentale però, è un altro: le prospettive di performance del Bitcoin, oggi, sembrano allettare molto più di quelle dell'oro in un contesto di inflazione crescente.

“Ora c'è un'inclinazione a guardare al Bitcoin come un diversificatore di portafoglio, con l'inflazione come uno dei catalizzatori", ha dichiarato Mohamed El-Erian, presidente del Queens' College di Cambridge e capo consigliere economico di Allianz, secondo il quale "il Bitcoin ha attirato il denaro lontano dall'oro". Sempre in questo mese di ottobre una nota degli analisti di JPMorgan aveva sostenuto che “gli investitori istituzionali sembrano tornare al Bitcoin, forse vedendolo come una migliore copertura dell'inflazione rispetto all'oro”. Quest'ultima propensione, unita all'impatto d'immagine dei primi Etf sui future in Bitcoin avrebbe sostenuto il rally osservato da inizio ottobre.

Anche il famoso investitore e miliardario Paul Tudor Jones, ha dichiarato lo scorso 20 ottobre che il Bitcoin “sarebbe una scelta preferita sull'oro” in termini di copertura dal rischio-inflazione: “Chiaramente c'è uno spazio per le criptovalute. Così com'è chiaro che stanno vincendo la gara contro l'oro al momento”, ha dichiarato Tudor Jones all'emittente Cnbc.

Negli ultimi sei mesi il Bitcoin ha guadagnato il 18,40% sul dollaro (al 22 ottobre), mentre la performance negli ultimi 12 mesi sale al 384%. L'oro, negli stessi periodi ha realizzato rispettivamente lo 0,44% e il -6,2%. I livelli di volatilità fra i due prodotti, comunque, sono talmente distanti da rendere il confronto non del tutto omogeneo.
L'orientamento degli investitori istituzionali nei confronti del Bitcoin è stato saggiato anche nell'ultimo Institutional Investor Digital Assets Study di Fidelity, che aveva raggiunto 1100 investitori professionali. Oltre la metà degli hedge funds intervistati in Europa e negli Usa avevano affermato che la crescita dell'inflazione è uno dei principali motivi alla base del loro interessamento ai digital asset. L'80% degli investitori avevano affermato, inoltre, che le criptovalute hanno conquistato un posto nel portafoglio.

Se l'oro non è decollato, però, un'altra ragione dovrebbe essere quantomeno affiancata alla crescita delle criptovalute: l'aspettativa, ancora prevalente, che l'inflazione che si sta osservando in questi mesi sia transitoria. L'oro infatti, riesce a coprire bene dalla crescita dei prezzi quando quest'ultima ha un'orizzonte abbastanza lungo. Se le aspettative sull'inflazione dovessero puntare verso l'alto anche al di là dell'attuale crisi energetica è possibile che il metallo giallo ricomincerà a crescere.

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