Abitare la bellezza: Finarte apre le porte di una collezione privata

3 MIN
uno scatto della casa di antonio crivellaro, celebre giurista milanese protagonista dell'asta di finarte

Finarte apre per la prima volta le porte delle dimore del celebre giurista milanese Antonio Crivellaro e porta in asta la sua collezione privata, nata da una quotidianità vissuta tra Milano e Lerici. L’appuntamento è il 5 e 6 marzo a Milano

Indice

Casa. Un sostantivo femminile che indica una costruzione eretta dall’uomo come abitazione, ma anche un luogo destinato all’incontro di persone.

A volte questo spazio può accogliere anche l’arte e trasformarsi in qualcosa di diverso, in uno spazio capace di raccontare le passioni e la vita di chi lo abita.

C’è un momento preciso nella vita del celebre avvocato milanese Antonio Crivellaro, scomparso di recente, in cui la sua casa è diventata dimora di una collezione d’arte talmente vasta da essere capace di tenere insieme opere ed epoche diverse. Astrattismo, design, sculture e più correnti artistiche convivono perfettamente, come se ogni stanza fosse una composizione a sé stante.

È a questa collezione che Finarte dedica la sua house sale in programma giovedì 5 e venerdì 6 marzo.

Chi era Antonio Crivellaro

Nato nel 1942 da una famiglia veneta, Antonio Crivellaro, oltre a essere un appassionato d’arte e di cultura, è stato un celebre accademico e giurista. Trascorre i primi anni ‘70 – l’inizio della sua lunga carriera – tra Padova e Harvard, il Veneto e l’America. Un luogo che lo ha reso celebre a livello internazionale ma che ha fatto nascere e crescere il suo amore per l’arte contemporanea, le composizioni astratte e i motivi geometrici, ricorrenti nella sua collezione.

La curiosità, la fame di sapere e l’amore per la bellezza, che spesso ritrova nelle opere e negli oggetti, sono stati l’ossigeno della sua vita. Ciò che gli ha permesso di trovare nell’arte una fonte di conoscenza, una passione quasi inconscia e una compagna nella sua quotidianità.

Tra Milano e Lerici: una collezione che unisce linguaggi diversi

Il rientro in Italia, dopo l’esperienza Oltreoceano, segna una tappa importante per la sua vita e per la sua collezione privata: l’ingresso della scultura in marmo bianca di Natalino Andolfatto, nella prima casa di proprietà in Corso Magenta, arrivata ancor prima di alcuni complementi d’arredo più essenziali.

Una dimora che resterà sempre un punto fermo, quel luogo in cui Crivellaro tornerà spesso per mettere in pausa la frenesia dei numerosi viaggi che lo hanno portato a visitare, tra gli altri, la Nigeria, la Somalia, la Tunisia, l’India e la Cina, i Paesi Arabi, il Centro e il Sud America.

Nel 2004 Crivellaro acquista quella che diventerà la seconda “sede” della sua collezione, originariamente dedicata alla madre Bona: la villa di Lerici, affacciata sul Golfo dei Poeti. Mentre cinque anni dopo, l’appartamento di via Cossa, sempre nel capoluogo lombardo, il luogo in cui la collezione ha trovato la sua sintesi più completa.

Dentro la collezione di Crivellaro

L’opera dello scultore Andolfatto ha aperto la strada a tutte quelle che le sono succedute e hanno trovato posto tra la Lombardia e la Liguria. L’ingresso di un quadro di Atanasio Soldati e le opere di Piero Dorazio, nella sua prima casa milanese, sono una testimonianza concreta della sua passione per l’astrattismo e le geometrie dell’arte.  

Ma è nel salone della villa di Lerici la sua capacità di tenere insieme diverse epoche artistiche, stili e oggetti d’arredo trova la massima espressione, in un modo inspiegabilmente coerente. I vetri Venini sistemati in una stanza arredata con tappeti berberi posizionati in obliquo, una coppia di poltrone di Carlo Mollino, e colorata dai dipinti astratti di Vittorio Matino e i servizi di Ginori.

Tutto è posizionato e pensato per essere qualcosa di cui godere e non è mai stato frutto di una “frenesia” da collezionismo.

Il cuore della casa è lo spazio in cui Crivellaro sceglie di mettere insieme il tavolo basso di Carlo Scarpa e i piccoli tronchi di legno Yoruba, attorno al quale i suoi ospiti si intrattenevano e discutevano di qualsivoglia argomento. L’arte, come in questo caso, non è esibizione, ma diventa atmosfera. 

Le opere, a volte, ridefinivano gli spazi delle sue case, segnando il passaggio da una stanza all’altra. La scultura Erma di Mario Negri, all’ingresso dell’appartamento milanese di via Cossa, insieme a due sculture in legno appartenenti all’arte africana segnavano simbolicamente la soglia dell’abitazione. Le opere del contemporaneo Giorgio Griffa, tra cui un acquerello realizzato in occasione della messa in scena de La vita di Galileo di Bertolt Brecht, trovano spazio nell’attico dell’edificio. A tutti questi nomi si uniscono quelli di Isaak Denies, Alberto Magnelli e Max Bill.

Una collezione privata da cui il Professor Crivellaro non è mai riuscito realmente a separarsi, pur avendo talvolta considerato l’idea di farlo. Ma quei dipinti e tutti i suoi oggetti, col tempo sono diventati un’unica dimensione, un luogo impensabile da abbandonare. Solo in un secondo momento si è concretizzato il desiderio di proteggere la sua eredità artistica e culturale, affidata ai suoi nipoti tramite testamento.

Nella house sale organizzata da Finarte, le case di Crivellaro aprono per la prima volta le loro porte. Non per diventare luoghi da esibire, ma per raccontare la vita di chi le ha vissute, amate, curate e ha deciso di “abitare la bellezza” che solo l’arte sa offrire.

Scopri di più sulla prossima asta di Finarte

di Paola Ragno

Giornalista pubblicista e Senior Content Editor di We Wealth, è laureata in Mediazione linguistica e interculturale presso l’Università degli Studi di Bari. In We Wealth cura lo sviluppo di prodotti multimediali e redazionali, per l’online e il cartaceo. Nel passato ha lavorato e collaborato anche con Class CNBC.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth