Negli ultimi anni, l’investitore retail sembra aver sostenuto un nuovo esame di maturità. Mentre anni fa, le turbolenze economiche – e geopolitiche – scaturivano reazioni “di pancia” e scelte troppo affrettate, oggi la maturità raggiunta è tale da spingerli a compiere scelte più pensate e consapevoli, anche in contesti incerti.
“Gli investitori oggi vivono la volatilità come opportunità”, come racconta a We Wealth Massimo Citoni, country head Italy di eToro, e si stanno adattando sempre di più a una finanza più digitale, innovativa e “tokenizzata”.
Da sfida a opportunità: l’investitore che non teme la volatilità
Il Retail Investor Beat di eToro, relativo al terzo trimestre 2025, tratteggia l’immagine di un investitore retail più consapevole, più prudente e capace di affrontare la volatilità con un approccio più razionale.
“Oggi gli investitori non reagiscono più in una maniera impulsiva, seguono un tracciamento mentale basato sul loro obiettivo di investimento. E addirittura vivono la volatilità come una possibile opportunità per poter entrare su asset class su cui investono ad un prezzo più conveniente rispetto a quello che poteva essere il prezzo precedente. Possiamo dire che siamo di fronte a un investitore molto più maturo e che ha molti più strumenti per sapere su cosa sta investendo”, sottolinea Citoni.
L’investitore italiano spesso è quello che rischia meno, come dimostra l’elevata allocazione su Titoli di Stato e obbligazioni domestiche che ha caratterizzato l’inizio del 2025. Un momento segnato da tassi di interesse elevati, tanto quanto i timori degli investitori. Oggi la situazione sembra cambiata, in favore di una volatilità che è diventata “solo” uno degli ostacoli da superare nella costruzione di un portafoglio. “Nel terzo trimestre, circa il 28-29% degli investitori ha scelto di aumentare la propria allocazione. Questo significa che non fuggono più dal rischio, ma cercano di trovare comunque delle opportunità da cogliere. Inoltre, oggi l’investitore è più pronto a ribilanciare il proprio portafoglio in base alle proprie necessità e alle dinamiche di mercato. Un sintomo dell’importanza crescente della pianificazione finanziaria”, aggiunge.
Cripto, tech ed Europa sotto la lente dell’investitore
È una nuova abitudine finanziaria, caratterizzata da due trend strutturali. Da un lato la riscoperta del mercato europeo che, stando ai risultati dell’outlook di eToro, gli stessi investitori – per la prima volta – hanno considerato ad alto potenziale di rendimento. E dall’altro lato la crescente attrazione per le criptovalute, tornate al primo posto nella classifica degli asset di interesse per gli investitori nel terzo trimestre dell’anno. Un trend favorito dall’ingresso sempre maggiore delle Next Gen, cresciute in un contesto digitale che facilita l’approccio alle criptovalute come strumento di investimento.
A questo ribilanciamento del portafoglio si lega anche il consolidamento dell’interesse per il settore tecnologico che finora ha mantenuto il suo primato: il 18% circa degli investitori ha scelto di aumentare la propria esposizione nel terzo trimestre dell’anno. E un investitore su due la considera la nuova frontiera degli investimenti.
Ma l’investitore retail italiano, come sottolinea Citoni, è diventato curioso. E per questo sceglie di esplorare anche altri settori.
“Oltre alla tecnologia, stiamo notando una grande attenzione a titoli che danno una certa stabilità al portafoglio, tra questi ci sono l’healthcare, la difesa o l’energia, che restano tra i più quotati”, prosegue.
eToro: pionieri dell’innovazione e dell’AI
Molto tempo prima che l’AI diventasse una moda, un hype – e per alcuni una “bolla”- eToro aveva già mosso i propri passi nell’innovazione tecnologica.
“Siamo nati nel 2007, quando ancora il termine ‘fintech’ non era così sdoganato, con l’obiettivo – tra gli altri – di democratizzare la finanza. Per farlo ci siamo serviti proprio della tecnologia, tant’è che nel lontano 2016 avevamo già lanciato il primo portafoglio intelligente: l’HotSmart Nasdaq, che tra l’altro è ancora presente tra i nostri prodotti. Attraverso un sistema algoritmico basato sull’intelligenza artificiale, andava a scandagliare il mercato Nasdaq per identificare i titoli sottovalutati – in quel momento – ma con un potenziale di rendimento positivo nei mesi successivi. Tornando al presente, i nostri investitori oggi hanno la possibilità di interagire con un assistente AI, Tori, che non vuole rimpiazzare l’intelligenza umana, ma semplicemente aiutarli a prendere decisioni più giuste e in linea con i propri obiettivi”, racconta Citoni.
Token, euro digitale e stablecoin: come sarà il futuro della finanza
La tecnologia e l’AI non stanno solo plasmando la composizione dei portafogli, ma l’intero ecosistema degli investimenti. Vlad Tenev, ceo di Robinhood, ha dichiarato che nei prossimi dieci anni l’intero mercato finanziario sarà tokenizzato. E proprio in questi ultimi mesi si sono riaccesi i numerosi dibattiti sulle valute digitali, sulle stablecoin, a dimostrazione del fatto che i mercati finanziari – e le istituzioni centrali – sembrano aver intrapreso un percorso piuttosto definito.
Ma si apriranno davvero nuove opportunità per gli investitori? E La direzione intrapresa dai mercati è quella giusta?
“Il sistema finanziario italiano sta crescendo e sicuramente la tokenizzazione è un qualcosa che riguarda un po’ tutti i continenti, UE compresa. Credo che questa partita si giocherà soprattutto tra i governi. Per esempio, da quando è cominciata la guerra tra Russia ed Ucraina, la Russia ha cominciato a fare riserva di bitcoin, insieme a El Salvador. Poi abbiamo visto il presidente Trump e tutto questo ha generato un boost fortissimo per il mondo digitale e per la tokenizzazione. Ovviamente questo non significa che tutte le criptovalute siano investimenti giusti.
Credo che l’obiettivo di rendere un mercato totalmente tokenizzato possa esistere, ma allo stesso tempo credo che i mercati possano crescere sotto tante altre sfaccettature. Rimarrei in una visuale in cui il mercato cresce e fa passi da gigante, soprattutto con l’AI. Un mercato in cui trovano spazio anche le valute digitali, di cui però ancora non conosciamo l’esatta destinazione”, prosegue.
Quel che è certo, conclude Citoni, è che saranno i governi a delineare la direzione della finanza del futuro.

