- Le strategie di private credit hanno dominato i lanci più recenti sul mercato degli Eltif.
- l credito privato è sotto pressione a causa della rivoluzione dell’IA e delle tensioni geopolitiche.
- Gli Eltif semiliquidi stanno affrontando il primo vero test di mercato sulla loro liquidità.
Il mercato degli Eltif, i fondi europei di investimento a lungo termine, è in continua espansione, con le strategie di private credit che hanno dominato i lanci più recenti proprio nel momento in cui questa asset class affronta preoccupazioni sull’aumento delle insolvenze e delle richieste di riscatti da parte degli investitori. Negli Stati Uniti, Blue Owl, colosso del credito privato, ha limitato l’importo che può essere rimborsato di fronte alle crescenti pressioni da parte dei sottoscrittori per uscire dai suoi fondi.
Il credito privato sembra essere finito sotto una “tempesta perfetta” rappresentata dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale (AI) e dalle tensioni geopolitiche, che si sono acuite con la guerra in Medio Oriente.
“L’AI mette in luce i rischi associati alla marcata concentrazione del settore sui prestiti legati al software e al SaaS [software as a service]. Se la rivoluzione guidata dall’IA dovesse far raddoppiare i tassi di insolvenza rispetto all’attuale 5,2% registrato da Fitch per il credito privato, le implicazioni sul costo del capitale sarebbero significative. Al contempo, il contesto geopolitico rafforza la probabilità che i costi di finanziamento rimangano elevati”, commentano Timothy Rahil e Jeroen van den Broek, economisti di Ing, in una recente nota.
Eltif, un mercato in espansione grazie agli evergreen
Gli Eltif, tuttavia, hanno trovato nuova vita in seguito ai cambiamenti normativi che hanno allentato i requisiti di portafoglio e che sono entrati in vigore nel gennaio 2024. Si tratta dei cosiddetti Eltif 2.0, anche detti evergreen o semiliquidi, perché a differenza dei precedenti hanno una struttura aperta e non chiusa, consentendo quindi agli investitori di acquistare o vendere durante la vita del fondo. Generalmente, queste operazioni possono avvenire una volta al mese o al trimestre e i rimborsi vanno chiesti in anticipo.
In ogni caso, la maggior flessibilità rispetto agli Eltif 1.0 ha risvegliato il mercato. Secondo le stime di Morningstar, dall’inizio del 2024 sono stati autorizzati 189 nuovi prodotti e circa la metà è evergreen. In precedenza, tra il 2016 e il 2023 ne erano stati registrati solo 92 da 38 società di gestione.
I ricercatori di Morningstar hanno contato 100 Eltif evergreen con un patrimonio di 10 miliardi di euro a fine 2025. Dall’entrata in vigore della nuova normativa europea, settantadue nuove società hanno ottenuto l’autorizzazione a lanciare queste strategie, inclusi gli asset manager europei tradizionali, i colossi mondiali dei mercati privati come Apollo, Blackstone e Carlyle e gli specialisti dei private asset che hanno imboccato per la prima volta la via della gestione collettiva.
Le strategie di private credit dominano i debutti di Eltif
Con l’avvento degli Eltif 2.0, le strategie di private credit hanno dominato i nuovi lanci, mentre in precedenza l’asset class prevalente era il private equity. In termini patrimoniali, Morningstar stima che le strategie sul credito privato abbiano asset per 2,8 miliardi di euro e si collochino al secondo posto dietro i fondi sulle infrastrutture (4,2 miliardi). Seguono i prodotti multi-asset (1,5 miliardi), quelli sul private equity (1,3 miliardi) e quelli immobiliari (900 milioni).
Grafico“I fondi infrastrutturali guidano il mercato, trainati da tre fattori: questi asset sono più difficili da acquisire attraverso i mercati pubblici e i loro flussi di cassa a lungo termine, stabili e spesso indicizzati all’inflazione, si allineano naturalmente con la struttura degli Eltif e con la propensione al rischio degli investitori retail europei. Inoltre, rispondono all’obiettivo principale della direttiva comunitaria di convogliare capitali nell’economia reale”, spiega Mara Dobrescu, analista senior del Manager research team di Morningstar.
Per quanto riguarda le strategie sul credito privato, il principale punto di forza è rappresentato dalla generazione di reddito a tasso variabile. Il direct lending e i prestiti sindacati sono i segmenti di attività sottostanti più utilizzati. Tra i più grandi fondi di questo tipo, secondo i calcoli degli analisti di Morningstar, ci sono M&G Corporate Credit Opportunities e Invesco European Upper Middle Market Income.
Gli Eltif multi-asset si caratterizzano per l’impiego di un mix di competenze, ma possono rappresentare un punto di accesso efficiente e diversificato per un pubblico di investitori più ampio. Il settore è dominato da operatori tradizionali come Amundi, BlackRock e J.P. Morgan.
Infine, il private equity rappresenta una quota relativamente piccola, mentre il settore immobiliare è dominato da un unico fondo (Greenman Open).
Gli Eltif evergreen affrontano il test della liquidità
La liquidità degli Eltif, inclusi quelli evergreen, ha affrontato il suo primo vero banco di prova nel 2025, quando Greenman Open Eltif, un fondo immobiliare diretto investito in immobili destinati a negozi di alimentari in Germania, ha sospeso i rimborsi per tutto il quarto trimestre 2025.
In base all’indagine dei ricercatori di Morningstar, casi estremi come quello dei gestori statunitensi del fondo Blackstone Private Credit, che hanno iniettato 400 milioni di dollari provenienti dal capitale della società e dai dipendenti per far fronte ai riscatti, sono “rari” in Europa. Tuttavia, la liquidità non è garantita del tutto neppure per gli Eltif.
Nella gestione dei rimborsi, i gestori di fondi semiliquidi attingono in genere innanzitutto alla liquidità e alle entrate straordinarie generate all’interno del portafoglio di investimento (ad esempio, le cedole) o alla liquidità proveniente dalla nuova raccolta. Se le richieste di rimborso superano queste fonti di liquidità, molti gestori ricorrono alle riserve di liquidità. Tali riserve vanno solitamente dal 15% al 30% del patrimonio del fondo. In genere, gli Eltif limitano i rimborsi previsti in ogni finestra di uscita a una determinata porzione della riserva di liquidità.
Se le richieste superano questa soglia, vengono riprogrammate per la successiva finestra di rimborso. Infine, se le domande di riscatto superano costantemente il flusso di cassa disponibile e la riserva di liquidità è già stata esaurita, i gestori potrebbero ricorrere a opzioni più onerose, quali la vendita delle attività sottostanti o i finanziamenti a breve termine, oppure decidere di limitare le sottoscrizioni o i riscatti per tutelare gli investitori che desiderano rimanere nel fondo.
Gli investitori retail riusciranno a tenere i nervi saldi?
“Gli asset manager si muovono su un terreno delicato”, dice Dobrescu. “Da un lato, una componente di liquidità facilita i prelievi senza richiedere la vendita di attività illiquide. Dall’altro lato, l’aggiunta di attività liquide può ridurre i rendimenti complessivi del fondo, poiché queste non beneficiano del ‘premio di illiquidità’ dei private asset”.
Tensioni geopolitiche e innovazione guidata dall’intelligenza artificiale stanno mettendo alla prova queste strategie che sono relativamente giovani. Resta da capire quanto gli investitori retail saranno disponibili a tollerare le limitazioni alle possibilità di riscatto e altri eventi che potrebbero influenzare gli Eltif.

