Etf anti-concentrazione mettono in crisi Nvidia e i Magnifici Sette

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Una grande scritta luminosa "ETF" sovrasta un moderno edificio di vetro con una persona in silhouette, grafici del mercato azionario e linee di grafici finanziari in aumento.

Gli investitori europei cercano strategie alternative agli Etf tradizionali sull’azionario americano per diversificare rispetto alle mega-cap tecnologiche. Ecco gli Etf anti-concentrazione che sfidano il dominio di Nvidia e dei Magnifici Sette

Indice

Nvidia ha superato i 4 mila miliardi di capitalizzazione a luglio, la valutazione più alta mai registrata da una società in Borsa. Questo suo primato sta impensierendo gli investitori su Wall Street, che temono un eccesso di concentrazione dei portafogli sui cosiddetti Magnifici Sette, inclusa la società di chip leader nel settore dell’intelligenza artificiale. I portafogli più a rischio sono quelli di Etf e fondi indicizzati che seguono passivamente l’andamento degli indici azionari statunitensi tradizionali. Ed è per questo che dalla seconda metà del 2024 c’è stato un incremento dei flussi verso gli Etf anti-concentrazione da parte degli investitori europei.

Cosa sono gli Etf anti-concentrazione

Gli Etf anti-concentrazione adottano strategie che cercano di ridurre la dipendenza dai titoli ad alta capitalizzazione che dominano gli indici azionari americani classici. Il riferimento è in particolare ai Magnifici Sette, ossia ai giganti tecnologici, tra cui Nvidia, Microsoft, Apple, Alphabet (Google), Amazon, Meta Platform e Tesla.

Sono un esempio di Etf anti-concentrazione gli equal-weight, quelli sulle società a media capitalizzazione o che adottano criteri di esclusione delle mega-cap.

Perché gli investitori scelgono gli Etf anti-concentrazione

Secondo le stime più recenti di Morningstar, il fenomeno è emerso con forza nella seconda parte del 2024, quando la raccolta netta degli Etf europei anti-concentrazione, specializzati sul mercato americano, è schizzata a circa 18 miliardi di dollari, mentre in precedenza era stata molto contenuta o addirittura negativa.

“Dietro l’entusiasmo [per il traguardo di Nvidia] si nasconde una crescente preoccupazione: Nvidia, insieme al resto dei “Magnifici 7”, ha spinto gli indici delle large cap statunitensi verso una concentrazione estrema. I primi cinque titoli rappresentano ora oltre il 25% dell’indice Morningstar Us Tme, livelli che non si vedevano dai tempi della bolla delle dot-com, e hanno determinato la metà di tutti i guadagni azionari statunitensi negli ultimi cinque anni”, spiega Madeleine Black, analista sulle strategie passive di Morningstar.

La concentrazione non riguarda solo i fondi e gli Etf specializzati sul mercato americano, ma anche quelli che investono sulle Borse mondiali. “Con i fondi azionari globali a grande capitalizzazione, che in media allocano il 67% alle azioni statunitensi, e le azioni statunitensi che rappresentano il 62% del mercato globale, le strategie di investimento passive sono più esposte che mai”, continua Black, la quale aggiunge che gli strumenti finanziari basati sulla capitalizzazione di mercato, come gli Etf tradizionali, sono sotto esame per aver inseguito il momentum dei prezzi e aver potenzialmente alimentato bolle speculative. Per questo motivo, gli investitori stanno valutando delle alternative, tra cui le strategie equal-weight, quelle di esclusione e sulle mid-cap.

Gli Etf azionari Usa equal-weight

Una strategia comunemente utilizzata dagli investitori per mitigare l’elevata concentrazione degli indici tradizionali consiste nel selezionare un fondo passivo che replica un indice equal-weight, all’interno del quale i titoli hanno lo stesso peso, con conseguente riduzione dell’influenza delle società più grandi e maggior impatto di quelle più piccole sui rendimenti.

Un esempio è rappresentato dagli Etf che replicano l’indice S&P 500 Equal weight, che contiene gli stessi componenti dell’S&P 500, ma ciascuno pesa lo 0,2% in egual misura. Sul mercato sono arrivati diversi prodotti di questo tipo nel 2025, tra cui quelli offerti da Amundi, Invesco e Ubs, ma ce ne sono anche di storici come l’Xtrackers S&P 500 EW lanciato nel 2014.

Altri Etf disponibili per gli investitori europei replicano l’indice Nasdaq-100 Equal Weighted, che comprende le 100 maggiori società non finanziarie dell’indice tecnologico e attribuisce a ciascuna un peso dell’1%. Un esempio è l’Invesco Nasdaq-100 Equal Weight lanciato nel 2023.

Strategie di esclusione tra gli Etf anti-concentrazione

Un approccio anti-concentrazione più recente è quello che esclude le mega-cap statunitensi, replicando indici che non hanno nel loro paniere le più grandi società per capitalizzazione. Ne sono un esempio l’indice Msci Usa ex Mega Cap Select e il Nasdaq-100 ex Top 30. Tra le opzioni per gli investitori europei ci sono quelle di Amundi e iShares.

Investimenti nelle società a media capitalizzazione

Una strategia più drastica per escludere le mega-cap è quella di scegliere Etf che investano in società a media capitalizzazione, come quelli con focus sull’S&P MidCap 400 Index, che è un paniere disegnato in modo tale da non comprendere le azioni dell’S&P 500. Ad esempio, l’Etf Spdr 400 Mid Cap ha una significativa esposizione a small e mid-cap e al settore industriale, mentre sottopesa il tecnologico e le telecom.

Attenzione alle differenze

“L’uso di strategie equal weight o di esclusione, oppure la scelta di un’opzione mid-cap possono comportare cambiamenti significativi nelle caratteristiche dell’investimento rispetto a un approccio basato sulla capitalizzazione di mercato tradizionale”, spiega Black di Morningstar, la quale aggiunge che nel valutare questi fondi come strumenti tattici per ridurre la concentrazione nei portafogli azionari, gli investitori dovrebbero tenere presente ciò su cui stanno scommettendo o contro cui stanno scommettendo e i rischi connessi, incluso il fatto che si può perdere ulteriori apprezzamenti di Nvidia e degli altri Magnifici Sette o parteciparvi in modo contenuto.

Ad esempio, alcuni Etf anti-concentrazione sul Nasdaq, come Invesco Nasdaq-100 Equal Weight Etf e iShares Nasdaq-100 ex Top 30 ETF, replicano indici basati sul Nasdaq-100 e, di conseguenza, riducono ma mantengono una esposizione alle mega-cap e al settore tecnologico. Quelli che escludono i giganti dell’IA come Nvidia, sono sovraesposti alle large e mid-cap e al settore industriale.

Infine, gli Etf sulle aziende a media capitalizzazione non sono pensati per escludere le mega-cap, ma per dare un’esposizione alle società più piccole, con i rischi associati a questo tipo di investimento, come la possibile maggior volatilità dei rendimenti.

di Sara Silano

È editorial manager di Morningstar e specialista sui temi della sostenibilità. Laureata in Scienze della comunicazione, indirizzo giornalistico all’Università di Torino, è in Morningstar dal 2003. In precedenza, ha lavorato in Bloomberg Investimenti e Bloomberg News. Silano ha 20 anni di esperienza nell’analisi dell’industria finanziaria. Nel 2018 ha vinto il State Street Press Awards.

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