Economia del design, l’Italia prima in Europa per fatturato

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Il Belpaese nel 2024 è primo per addetti (54 mila, 21,5% del totale UE) e per ricavi, con il 20% della ricchezza del settore. In Italia il comparto vale 4 miliardi di euro e 76 mila occupati, concentrati soprattutto in Lombardia e a Milano. Crescono anche formazione e uso della GenAI, ormai leva chiave per innovazione, sostenibilità e competitività

Indice

Nell’economia del design, l’Italia è prima a livello europeo. Il comparto conta circa 295 mila imprese, con un fatturato complessivo di 31 miliardi di euro (+3,2% rispetto al 2023 e +23,8% nel triennio); anche l’occupazione mostra un andamento positivo, con oltre 356 mila addetti (+4,8% su base annua e +16,1% nel triennio). Analizzando le performance dei singoli Paesi per personale impiegato nel settore, l’Italia conferma la propria posizione di leadership. Sono le principali evidenze del rapporto “Design Economy 2026”, stilato da Fondazione Symbola, Deloitte Private, POLI.design, ADI Associazione per il Disegno Industriale in collaborazione con CUID, Interni Magazine, AIAP e AIPI, AlmaLaurea Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne, ADI Design Museum, Circolo del Design.

Italia numero uno nell’economia del design

Nel 2024 si consolida infatti il primato del nostro Paese per numero di addetti UE, 54 mila, pari al 21,5% del totale europeo prima di Francia (14,9%) e Germania (14,0%). Completano il quadro Paesi Bassi e Polonia, rispettivamente al quarto e quinto posto, con quote pari al 9,1% e all’8,5%. Analogamente a quanto osservato per gli addetti, anche il valore economico generato dal design risulta fortemente concentrato nei Paesi caratterizzati da economie industriali più avanzate. Oltre la metà (51%) del fatturato dell’industria europea del design si concentra infatti in tre soli Paesi: Italia (20,0% della ricchezza comunitaria prodotta), Germania (17,6%) e Francia (13,4%). Allargando anche a Paesi Bassi (11,8%) e Svezia (6,8%), cumulativamente si sfiora il 70% del totale.

La fotografia del settore in Italia

Il settore del design conta54 mila operatori tra cui imprese, liberi professionisti e autonomi che hanno generato un valore aggiunto pari a 4 miliardi con 76 mila addetti. L’ISTAT conferma l’elevata concentrazione delle attività legate al design in Lombardia, da cui deriva il 33,4% del valore aggiunto complessivo del comparto e il 28,7% all’occupazione complessiva. Seguono Emilia Romagna (con una quota di valore aggiunto pari al 13,3 % del totale nazionale), Veneto (10,9%) e Piemonte (10,3%).

Le regioni in crescita

Le regioni che hanno registrato gli incrementi più significativi del valore aggiunto sono Molise (+2,9%), Marche (+2,2%) e Lombardia (+2,1%). Milano conferma la propria leadership, con oltre 7.300 imprese attive. Seguono Roma, Torino, Firenze, Bologna e Brescia: insieme, fanno oltre un terzo delle imprese di design italiane.

Milano stacca Torino e Roma

Le imprese milanesi generano da sole il 19% della ricchezza prodotta dal settore a livello nazionale. Seguono quindi Torino (6,8%) e Roma (5,3%), mentre Bologna si colloca quarta con una quota del 3,6%. In termini dinamici, a registrare le crescite più significative sono le province sarde di Nuoro (+4,5%) e Oristano (+4,2%) e le province di Ragusa (+3,7%), Catanzaro (+3,4%) e Campobasso (+3,1%). Valori assoluti modesti, ma in cui le attività produttive legate alla cultura e creatività stanno registrando una forte ripresa.

Per quanto riguarda l’occupazione, gli aumenti più significativi sono avvenuti a Ferrara (+6,4%), Belluno (+6,3%), Messina (+5,7%), Forlì-Cesena (+5,5%) e Teramo (+5,3%) trainati dalla produzione di macchinari e di abbigliamento e accessori moda.

Dare senso e bellezza al futuro

Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola: «Nel pieno di una transizione verde e digitale il design è chiamato nuovamente a dare forma, senso e bellezza al futuro. Il design è strategico anche per sviluppare una nuova generazione di prodotti che nel segno della bellezza rispondano ai dettami dell’economia circolare: efficienza, minore impiego di materia ed energia, riciclabilità, riutilizzabilità. Un design di stampo umanistico aiuta anche ad addomesticare l’intelligenza artificiale». IA che, come osserva Ernesto Lanzillo, partner e leader di Deloitte Private in Italia «rappresenta per tutto il settore del design una priorità per lo sviluppo e la crescita sostenibile». L’utilizzo appropriato di queste soluzioni può tradursi in una maggiore efficienza, una riduzione dei costi aziendali e in un’ottimizzazione delle risorse. «Integrare l’IA nel cuore delle organizzazioni è una sfida per tutto il settore, che non può prescindere dalle esigenze manageriali tipiche del Made in Italy».

“I dati del rapporto Design Economy 2026 – dichiara Luciano Galimberti, presidente ADI – confermano la solidità e la centralità di un settore che non solo genera valore economico e occupazione qualificata, ma contribuisce in modo determinante alla costruzione dell’identità del Made in Italy nel mondo

Un settore di studi coerente con gli sbocchi lavorativi

Complessivamente, nell’anno accademico 2024/2025 in Italia si contano 100 istituti attivi e 369 corsi di studio (+5%). La Lombardia, e Milano in particolare contano il 28,7% degli iscritti universitari e il 36,5% di quelli AFAM, oltre ad attrarre il 61,9% degli studenti internazionali. Crescono significativamente Centro e Sud del Paese, con incrementi degli iscritti rispettivamente del 18,5% e del 19,2%, a vantaggio di un progressivo riequilibrio e di una diffusione più ampia delle competenze, spesso in connessione con le specializzazioni produttive locali. Gli esiti occupazionali confermano il design come leva ad alto rendimento con elevati livelli di occupazione (92,4% è il tasso di occupati dei laureati magistrali in design a 5 anni dal conseguimento del titolo, superiore alla media nazionale pari al 89,7%), e coerenza tra studi e lavoro.

Domande frequenti su Economia del design, l’Italia prima in Europa per fatturato

Qual è la posizione dell'Italia nel settore dell'economia del design in Europa in termini di fatturato?

L'Italia si posiziona al primo posto in Europa per fatturato nell'economia del design. Il comparto ha generato un fatturato complessivo di 31 miliardi di euro, registrando un aumento del 3,2% rispetto al 2023 e del 23,8% nel triennio.

Qual è il volume d'affari generato dall'economia del design in Italia e come è variato negli ultimi anni?

Il fatturato complessivo dell'economia del design in Italia ammonta a 31 miliardi di euro. Questo dato rappresenta un incremento del 3,2% rispetto all'anno precedente (2023) e un notevole +23,8% nel corso degli ultimi tre anni.

Come si è evoluta l'occupazione nel settore del design in Italia?

L'occupazione nel settore del design in Italia mostra un trend positivo, con oltre 356 mila addetti. Si è registrato un aumento del 4,8% su base annua e un incremento del 16,1% nel triennio.

Quali sono le principali evidenze riguardo alla performance dell'Italia nel settore del design a livello europeo?

L'Italia conferma la propria leadership in Europa sia per fatturato che per personale impiegato nel settore dell'economia del design. Il comparto italiano conta circa 295 mila imprese.

Qual è la crescita percentuale del fatturato dell'economia del design in Italia rispetto al 2023 e nel triennio?

Il fatturato dell'economia del design in Italia è cresciuto del 3,2% rispetto al 2023. Inoltre, nel triennio si è registrato un aumento complessivo del 23,8%.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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