Leonardo, una delle società che più ha corso a Piazza Affari dallo scoppio della guerra in Ucraina, con un rialzo di circa il 700% dai livelli pre-invasione russa, continua ad aumentare la remunerazione degli azionisti. Il dividendo approvato per l’esercizio 2025, pari a 0,63 euro per azione, rappresenta un incremento di circa il 21% rispetto agli 0,52 euro distribuiti nel 2025 e conferma il progressivo cambio di passo nella politica distributiva del gruppo. La cedola, approvata dall’Assemblea degli azionisti dello scorso 7 maggio, andrà in pagamento dal 24 giugno 2026, con stacco il 22 giugno e record date il 23.
La crescita della remunerazione è coerente con l’incremento dell’utile netto rettificato e con la nuova strategia di allocazione del capitale, che punta a sostenere allo stesso tempo crescita organica, crescita inorganica e maggiori ritorni agli azionisti.
La progressione degli ultimi anni mostra bene il cambio di passo nella politica distributiva:
| Esercizio | Dividendo per azione | Payout |
|---|---|---|
| 2025 | 0,63 euro | 27% |
| 2024 | 0,52 euro | circa 24% |
| 2023 | 0,28 euro | 24% |
| 2022 | 0,14 euro | 9% |
| 2021 | 0,14 euro | 14% |
L’aumento appare ancora più netto guardando al cash-out complessivo dei dividendi. Leonardo è passata da 80 milioni nel 2022 e 83 milioni nel 2023 a 161 milioni nel 2024, 300 milioni nel 2025 e 364 milioni attesi nel 2026. In quattro anni, l’esborso per dividendi è cresciuto di circa il 355%, con un CAGR del 46%.
Quanto rende l’azione Leonardo oggi
Il nuovo livello di distribuzione arriva in un momento ancora favorevole per l’azione Leonardo, che l’8 giugno 2026 quota 51,45 euro (in rialzo del 32% da inizio anno).
A questi prezzi, il dividendo di 0,63 euro implica un dividend yield lordo di circa l’1,2%. Il rendimento resta quindi contenuto rispetto ad altri grandi titoli da dividendo di Piazza Affari: Leonardo non è, almeno per ora, un’azione da cassettisti puri a caccia di cedole elevate.
Ma per chi ha deciso di investire in Leonardo, il dividendo non è stato il principale motore dell’investimento, dal momento che gli ultimi anni della società hanno offerto valore soprattutto attraverso la crescita del titolo in Borsa.
Primo trimestre 2026: ordini in forte crescita, confermata la guidance
Nel primo trimestre 2026 Leonardo ha confermato la traiettoria di crescita industriale. Gli ordini sono saliti a 9 miliardi di euro, in aumento del 30,7% rispetto ai 6,9 miliardi dello stesso periodo del 2025, con un book-to-bill pari a circa 2 volte. Il portafoglio ordini ha raggiunto 56,8 miliardi, in crescita del 23%, anche grazie al consolidamento del business Difesa di Iveco Group, che ha contribuito per circa 5,6 miliardi e porta la copertura produttiva a oltre 2,5 anni.
Anche i ricavi sono cresciuti, attestandosi a 4,45 miliardi di euro (+6,9%), con un progresso che sale al 10% al netto dell’effetto cambio negativo sulle componenti statunitensi. L’EBITA è aumentato a 281 milioni di euro (+33,2%), mentre il risultato netto adjusted è salito a 184 milioni, in crescita del 60%.
Resta negativo, come tipico della stagionalità del primo trimestre, il free operating cash flow, ma l’assorbimento di cassa si è ridotto: il FOCF è passato da -580 a -411 milioni di euro, con un miglioramento del 29,1%. L’indebitamento netto di gruppo è salito a 3,05 miliardi, soprattutto per l’esborso legato all’acquisizione del business IDV.
Alla luce dei risultati del trimestre, Leonardo ha confermato la guidance 2026: ordini per circa 25 miliardi di euro, ricavi per circa 21 miliardi, EBITA per circa 2,03 miliardi e FOCF per circa 1,11 miliardi. Dal primo aprile 2026 i conti includeranno anche il contributo economico-finanziario di IDV, non incorporato nei valori di guidance, stimato preliminarmente in 1,2 miliardi di ordini, 1,1 miliardi di ricavi, 120 milioni di EBITA e 220 milioni di FOCF per i nove mesi aprile-dicembre.
Piano industriale: 30 miliardi di ricavi entro il 2030
L’aggiornamento del piano industriale 2026-2030 ha spostato più avanti l’asticella della crescita. Leonardo punta a diventare un player globale della sicurezza, facendo leva su cybersecurity, high performance computing, intelligenza artificiale e dati come pilastri strategici.
I target al 2030 prevedono:
- ordini a 32 miliardi di euro, contro 23,8 miliardi nel 2025;
- ricavi a 30 miliardi, contro 19,5 miliardi nel 2025;
- EBITA a 3,59 miliardi, contro 1,75 miliardi nel 2025;
- FOCF a 2,06 miliardi, contro 1,01 miliardi nel 2025.
Nel periodo 2026-2030 sono attesi ordini cumulati per 142 miliardi di euro, con un CAGR 2025-2030 del 6,1%, e ricavi cumulati per 126 miliardi, con un CAGR del 9%.
La rotta tracciata negli ultimi anni e gli obiettivi del nuovo piano sembrano in grado di accompagnare un’ulteriore crescita anche della remunerazione agli azionisti. Il dividend yield resta basso, perché il prezzo dell’azione è salito molto; ma l’aumento del cash-out, la crescita prevista di EBITA e FOCF e la disciplina nell’allocazione del capitale indicano che il dividendo sta assumendo un peso crescente nella storia azionaria di Leonardo.

