Ciao Nvidia: ora sono i chip di memoria a esaltare i trader

3 MIN

Da inizio anno Sandisk è balzata del 551%, Kioxia del 587% e Micron Technology ha più che triplicato il proprio valore, mentre Nvidia si è fermata a +14,6%. La nuova scommessa dell’AI si è spostata dai processori grafici ai chip di memoria, sostenuti da carenza di offerta, contratti pluriennali e utili attesi in forte crescita.

Indice

Dimenticate Nvidia, almeno per un momento. I chip che quest’anno si sono rivelati la vera sorpresa sui mercati internazionali non sono i processori grafici, ma quelli di memoria. Prendiamo Sandisk: un’impresa nota nella vita quotidiana come uno dei brand più diffusi per chiavette USB e dispositivi di archiviazione è in rialzo da inizio anno del 551%. Non è un caso isolato: la giapponese Kioxia, anch’essa specializzata nelle memorie, ha messo a segno un balzo del 587% da inizio anno al 3 giugno, mentre Micron Technology, un’altra big quotata a Wall Street, ha più che triplicato il proprio valore. Nello stesso lasso di tempo Nvidia ha realizzato “solo” un progresso del 14,6% e anche Taiwan Semiconductor, con il suo +38%, non ha retto il passo di questa nuova scommessa.

L’industria finanziaria si è già mossa con i primi indici ed Etf dedicati. Il Solactive Global AI Memory Semiconductor Index NTR, lanciato il 9 aprile, è balzato in meno di due mesi del 76%. Il segnale è chiaro: il trade sull’intelligenza artificiale si sta allargando. Dopo la corsa dei produttori di Gpu, gli investitori stanno cercando il prossimo collo di bottiglia della filiera. E lo stanno trovando nella memoria.

L’intelligenza artificiale è ancora una volta al centro della speculazione: il collo di bottiglia si è spostato proprio lì dove l’AI ha più fame, nella capacità di immagazzinare, movimentare e rendere disponibili enormi quantità di dati.

Perché la memoria non è più solo una commodity ciclica

La domanda di memoria è cresciuta a un passo molto più rapido dell’offerta, mettendo nelle mani di queste imprese un grande potere contrattuale nella ridefinizione dei contratti di fornitura. Nonostante il decollo verticale delle quotazioni, l’industria dei chip di memoria sembra ancora valutata a multipli ragionevoli, se rapportata alla crescita attesa degli utili futuri. Ed è così che la memoria, un tempo commodity sottoposta a cicli di sovrapproduzione e crolli di prezzo, è diventata merce pregiata.

Micron ha siglato il primo contratto di fornitura quinquennale nella trimestrale di marzo e nelle scorse settimane ha annunciato “progressi significativi” su accordi simili con altri grandi clienti tecnologici. Sandisk riferisce che cinque clienti hanno già sottoscritto forniture a lungo termine sufficienti a coprire più di un terzo della capacità produttiva per il prossimo esercizio fiscale. Il cambio di paradigma è stato esplicitato da Kim Woo-hyun, direttore finanziario di SK Hynix, durante una call con gli investitori: “La memoria oggi è diventata così cruciale che i clienti considerano l’incertezza sui prezzi e sulle forniture come un rischio aziendale fondamentale”. Insomma: i fornitori, dopo anni di debolezza contrattuale, hanno riconquistato il comando del tavolo.

Il movimento di aziende come Micron, ha scritto in una nota del 27 maggio Anna Macdonald, Investment Strategy Director di Hargreaves Lansdown, “riflette un cambiamento più ampio nel trade legato all’intelligenza artificiale: gli investitori guardano oltre i processori grafici e si stanno concentrando sui chip di memoria, essenziali per archiviare e trasferire le enormi quantità di dati su cui si basano i sistemi di AI”.

Per Mark Haefele di Ubs Wealth Management quello dei chip di memoria è un cambiamento che potrebbe consolidarsi, più che rivelarsi frutto di una corsa capricciosa e di breve durata. “L’ottimismo ancora vivo sull’intelligenza artificiale e le carenze di chip di memoria hanno spinto per la prima volta la capitalizzazione di mercato di SK Hynix e Micron Technology sopra quota 1.000 miliardi di dollari. Senza commentare singoli titoli, ci aspettiamo che le persistenti strozzature nell’offerta sostengano ulteriori rialzi per il più ampio settore tecnologico asiatico”, ha commentato Haefele. “Ma le carenze e gli aumenti dei prezzi non sono più confinati al segmento delle memorie, già ampiamente segnalato. Sono evidenti anche in Cpu, substrati, condensatori ceramici multistrato, packaging back-end e altri componenti legati all’AI, a conferma della natura sempre più ampia dell’attuale ciclo dell’intelligenza artificiale”.

In generale, il focus si è chiaramente spostato dalle Big Tech fornitrici di servizi, come Alphabet o Meta, all’hardware che rende possibile la nuova infrastruttura dell’intelligenza artificiale. “Se da un lato la tenuta della spesa in conto capitale delle grandi piattaforme tecnologiche dovrebbe continuare a trasmettersi alle filiere dei semiconduttori e dell’hardware, dopo il forte rally recente vediamo un rapporto rischio-rendimento più equilibrato nei semiconduttori e nell’hardware”, ha aggiunto Haefele.

Il paradosso dei multipli: rally verticale, ma valutazioni ancora contenute

Il punto cruciale, ora, è capire se il rally delle memorie sia già arrivato troppo lontano o se stia scontando un cambiamento strutturale del settore. Secondo il Wall Street Journal, la risposta passa proprio dai contratti di lungo termine. Accordi pluriennali con i grandi clienti dell’intelligenza artificiale rendono infatti molto più prevedibili gli utili futuri delle società della memoria. E questi utili, per ora, sono consistenti.

Nel trimestre chiuso a febbraio, gli utili rettificati per azione di Micron sono esplosi a 12,20 dollari, da 1,56 dollari nello stesso periodo dell’anno precedente. Wall Street si attende che l’utile per azione superi i 60 dollari nell’esercizio fiscale che si chiuderà ad agosto e arrivi intorno ai 106 dollari nell’esercizio successivo, secondo le stime di Visible Alpha citate dal quotidiano finanziario americano. Alla capitalizzazione attuale, poco superiore a 1.000 miliardi di dollari, Micron tratta così a meno di 10 volte gli utili attesi per i prossimi quattro trimestri: un multiplo che la colloca nel 10% più basso dell’S&P 500. Sandisk, sempre secondo il Wsj, non è molto distante, con un multiplo intorno a 10,5 volte gli utili prospettici.

I player coreani risultano ancora meno cari. Samsung Electronics e SK Hynix si muovono nell’area delle 6-7 volte gli utili attesi, secondo dati FactSet citati dal Wall Street Journal. Il confronto con il resto del comparto è netto: i 30 titoli dell’indice PHLX Semiconductor trattano in media a circa 26 volte gli utili prospettici.

Dopo rialzi a tre cifre, i produttori di memoria sembrano visivamente titoli da bolla, ma a guardare i multipli viene da pensarci su due volte prima di saltare alla conclusione.

Domande frequenti su Ciao Nvidia: ora sono i chip di memoria a esaltare i trader

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in Ciao Nvidia: ora sono i chip di memoria a esaltare i trader?

Quando si investe in Ciao Nvidia: ora sono i chip di memoria a esaltare i trader, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in Ciao Nvidia: ora sono i chip di memoria a esaltare i trader con un capitale limitato?

Iniziare a investire in Ciao Nvidia: ora sono i chip di memoria a esaltare i trader con capitale limitato è assolutamente possibile grazie a diverse strategie accessibili. I fondi comuni di investimento con versamenti minimi bassi rappresentano una ottima opzione per chi dispone di poche risorse iniziali, consentendo l accesso a portafogli diversificati con somme contenute, spesso a partire da 100-200 euro.

Quali sono i rischi principali associati a Ciao Nvidia: ora sono i chip di memoria a esaltare i trader?

I rischi associati a Ciao Nvidia: ora sono i chip di memoria a esaltare i trader sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per Ciao Nvidia: ora sono i chip di memoria a esaltare i trader?

Le prospettive future per Ciao Nvidia: ora sono i chip di memoria a esaltare i trader sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in Ciao Nvidia: ora sono i chip di memoria a esaltare i trader?

La valutazione della performance degli investimenti in Ciao Nvidia: ora sono i chip di memoria a esaltare i trader richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth