La discontinuità lungo il ciclo di vita dell’impresa

3 MIN
Leo de Rosa e Paolo Cirani in giacca e cravatta sono seduti in una sala conferenze. Uno parla al microfono, gesticolando con la mano, mentre l'altro ascolta attentamente. Entrambi indossano occhiali e sembrano impegnati in una discussione.

Come gestire crescita, crisi e successioni senza perdere equilibrio tra famiglia e impresa? Ne abbiamo parlato durante il Wealth Management Summit con gli esperti che hanno esplorato strumenti e strategie come trust, M&A e fiduciaria

Indice

Parlare di family business significa immergersi nel cuore pulsante dell’economia italiana. Le imprese familiari non sono solo la spina dorsale del nostro sistema produttivo, ma rappresentano anche un intreccio di valori, dinamiche personali e sfide imprenditoriali che si sviluppano lungo generazioni. Tuttavia, il ciclo di vita di un’impresa familiare non è lineare: attraversa momenti di crescita, di crisi, di trasformazione. La vera chiave sta nel prevedere la discontinuità e saperla governare. Di questo si è discusso il 15 ottobre durante il Wealth Management Summit di We Wealth, dove professionisti ed esperti hanno analizzato come accompagnare le famiglie imprenditoriali attraverso le diverse fasi della loro storia.

Governare l’intreccio tra famiglia e impresa

«La vera sfida è trasformare i rischi in continuità imprenditoriale e armonia familiare», ha esordito Leo De Rosa, Founding e Managing Partner di Russo De Rosa Associati. Per De Rosa, l’intersezione tra famiglia e azienda genera opportunità straordinarie ma anche rischi elevati. Bisogna ascoltare i bisogni, governare le relazioni e pianificare con lungimiranza.

Attraverso un approccio pragmatico, De Rosa ha delineato tre fasi fondamentali dell’impresa familiare: la maturità, l’espansione e, infine, la separazione. Nella prima fase, l’azienda è spesso centrata su un unico protagonista, l’imprenditore-fondatore, che è al tempo stesso motore e perno di tutte le decisioni. «Gli imprenditori italiani tendono a voler controllare tutto: l’azienda è il loro mondo», ha sottolineato De Rosa. Qui strumenti come holding e patti di famiglia aiutano a preparare il terreno per un ingresso graduale delle nuove generazioni.

Nella fase di espansione, la famiglia cresce, il patrimonio si diversifica ma rimane spesso illiquido. «È come ai matrimoni: quando aumentano le teste, bisogna creare più tavoli», ha scherzato De Rosa, spiegando come sia necessario regolamentare le relazioni attraverso holding di ramo e statuti personalizzati. Infine, nella fase di separazione, il patrimonio viene trasformato in liquidità, spesso attraverso operazioni straordinarie o investimenti diversificati.

L’M&A: il momento della discontinuità

A questi passaggi si intrecciano inevitabilmente momenti di discontinuità, che spesso determinano il futuro di un’impresa. Paolo Cirani, CEO & Founder di Arkios Italy S.p.A., ha evidenziato come l’M&A (Mergers & Acquisitions) rappresenti una risposta strategica a queste sfide. «Ogni famiglia e ogni azienda, prima o poi, affrontano momenti di rottura: passaggi generazionali difficili, conflitti familiari o crisi di settore. È in quei momenti che serve intervenire con decisione», ha spiegato Cirani.

Portando esempi concreti, Cirani ha raccontato come l’M&A possa aiutare a trasformare una crisi in crescita. Dalla piccola azienda a gestione familiare che si evolve in realtà internazionale, fino a imprese che, grazie all’apertura al capitale, riescono a superare i propri limiti organizzativi e finanziari.

«La continuità aziendale è nel DNA dell’imprenditore», ha ribadito Cirani. «La domanda giusta da fare è: dove vede l’azienda tra cinque anni? La risposta è sempre una visione di futuro».

Il trust come soluzione dinamica

Guardare al futuro significa anche pianificare. E qui entra in gioco il trust, uno strumento tanto flessibile quanto potente, come ha spiegato Angelo Taffurelli, Responsabile Wealth Advisory Desk di BPER Banca Private e Consigliere Delegato di BPER Trust. «Il trust è uno strumento su misura, che si adatta alle esigenze di una famiglia e alle trasformazioni del contesto».

Taffurelli ha raccontato il caso di un imprenditore ultraottantenne che, dopo numerosi tentativi falliti di pianificazione, ha trovato nel trust una risposta definitiva. «Il trust permette di segregare il patrimonio, proteggendolo da eventi improvvisi, come la perdita di lucidità o successioni inattese», ha detto Taffurelli.

Inoltre, il trust offre una soluzione ideale per evitare che il patrimonio venga disperso o mal gestito dalle nuove generazioni, garantendo continuità anche nei momenti più critici.

La fiduciaria: un ponte tra governance e patrimonio

A chiudere il dibattito, Filippo Cappio, Direttore Generale di Unione Fiduciaria, ha illustrato come i servizi fiduciari possano supportare la gestione della governance aziendale e familiare.

«Intestare le partecipazioni societarie in una fiduciaria può fare la differenza nei passaggi generazionali e nelle operazioni straordinarie», ha detto Cappio. Un esempio emblematico è rappresentato dalle acquisizioni internazionali: garantire la disponibilità delle quote residue è cruciale per il buon esito dell’operazione.

Cappio ha anche evidenziato il ruolo delle fiduciaria nei servizi fiscali, come la gestione delle imposte e l’account aggregation, offrendo così un supporto amministrativo fondamentale per le famiglie imprenditoriali più complesse.

La tavola rotonda ha raccontato un viaggio attraverso il ciclo di vita delle imprese familiari, mettendo in luce come il successo si costruisca con lungimiranza, pianificazione e strumenti adeguati. L’equilibrio tra famiglia, azienda e patrimonio è un obiettivo ambizioso, ma raggiungibile grazie a soluzioni dinamiche e professionisti capaci di accompagnare le famiglie lungo questo percorso straordinario.

Una donna con i capelli lunghi, che indossa una camicetta arricciata, siede sorridente e tiene in mano un blocco per appunti. Lo sfondo è semplice e di colore chiaro. L'immagine è in bianco e nero.

di Chiara Samorì

Direttore editoriale di We Wealth e responsabile per l’area multimediale. Giornalista professionista, è laureata in Psicologia. Nel passato ha collaborato, tra gli altri, con il Corriere della Sera, l’agenzia di stampa Italpress, Ingenio, Reteconomy e Pop Economy.

Trovare un equilibrio tra famiglia e impresa potrebbe non essere facile. Quali strumenti potrebbero aiutarmi e permettere ai miei investimenti di crescere?

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth