Un intimo ritratto giovanile dell’amata moglie Camille e una veduta aerea del Giardino delle ninfee a Giverny: due opere che appartengono ad altrettante stagioni, distanti – 40 anni l’una dall’altra – della vita di Claude Monet (1840-1924). Planeranno sul rostro di Sotheby’s Londra il prossimo 24 giugno 2026, per l’asta serale. A guidare la vendita sarà Nymphéas (1907), veduta lirica, eterea e luminosa del celebre stagno delle ninfee. Un’opera importante per il mercato europeo dell’arte: è la prima volta che nel nostro continente un’opera del padre dell’Impressionismo viene proposta con una stima di 30-40 milioni di sterline. A essa si affianca il dipinto Camille assise sur la plage à Trouville, un ritratto giovanile, intimo, dell’amata moglie Camille sulla costa normanna durante l’estate del 1870 (stima: 7-10 milioni di sterline).
Chi mette in asta i due suggestivi dipinti di Monet?
Provenienti dalla stessa collezione privata attuale, i due dipinti in passato hanno fatto parte di prestigiose collezioni nordamericane. Nymphéas per esempio è rimasto per quasi 40 anni nella collezione della celebre mecenate e collezionista Anne Bass; Camille assise sur la plage à Trouville invece è appartenuto in passato a Peggy e David Rockefeller.
Insieme, questi due dipinti di Monet offrono a chi li osserva una visione sull’evoluzione della poetica dell’artista. Dipinto alla vigilia dell’Impressionismo, il ritratto di Trouville cattura con immediatezza un momento fugace, immerso nel vento, mentre Nymphéas, realizzato nel pieno della maturità artistica di Monet, è espressione della sua profonda reinterpretazione percettiva del paesaggio e della luce.
Insieme alla Lewis Collection e ad altre opere di grande rilievo, la coppia di tele si aggiunge alla eccezionale concentrazione di opere di qualità museale arrivate quest’anno sotto il martelletto.
CLAUDE MONET, Nymphéas (1907)

Dipinto in un momento fondamentale della carriera di Monet, Nymphéas appartiene al gruppo cruciale delle tele dedicate alle ninfee realizzate nel 1904-1909, quando l’artista cambia radicalmente il linguaggio della pittura paesaggistica: eliminando la linea dell’orizzonte e dissolvendo i confini spaziali, Monet ricrea la superficie del suo stagno come un campo sconfinato di luce, colore e riflessi.
Del resto, il suo giardino acquatico a Giverny era per il maestro una fonte inesauribile di ispirazione, con la sua infinita varietà di effetti capaci di ingenerare sottili tensioni tra superficie e profondità, vicinanza e lontananza, permanenza e transitorietà. Nymphéas è realizzato nel formato quadrato, ricercatissimo. Un’innovazione non solo formale: rinunciando ai tradizionali orientamenti del paesaggio e del ritratto, Monet abolì completamente la linea dell’orizzonte, intensificando la qualità immersiva e quasi astratta delle sue ninfee, consentendo al tempo stesso una concentrazione intima e contemplativa sulla vegetazione e sui riflessi increspati dell’acqua. L’opera segna un distacco decisivo dalle convenzioni tradizionali del paesaggio e anticipa – come altre opere del periodo – i successivi sviluppi dell’astrazione, esercitando una profonda influenza sulle generazioni successive di artisti.
Ricca di pasta pittorica, la composizione esemplifica il dialogo leggiadro tra fiori galleggianti, cielo riflesso e acqua increspata, sfumando la distinzione tra tangibile ed effimero.
CLAUDE MONET, Camille assise sur la plage à Trouville (1870)

Monet creò questa tela intima, esempio notevole della sua pionieristica pratica en plein air, immediata, spontanea, fresca, agli albori dell’Impressionismo. Il soggetto ritratto è Camille-Léonie Doncieux (1847-1879), amata prima moglie dell’artista (protagonista di una storia d’amore travagliata col pittore), prematuramente scomparsa per malattia a 32 anni. L’opera rimase in possesso di Monet fino al 1875, quando fu acquistata dal poeta e critico Émile Blémont, uno dei primi sostenitori dell’Impressionismo. Ora Sotheby’s la mette in asta per 7-10 milioni di sterline.
Dipinta nell’estate del 1870, alla vigilia della guerra franco-prussiana, la scena appare estranea alle turbolenze politiche del momento. Poco dopo, proprio per evitare l’arruolamento, Monet fuggì a Londra, portando con sé alcune opere di questo periodo. Camille e il loro primo figlio lo raggiunsero poco dopo.
Le opere che raffigurano la prima moglie di Monet sono eccezionalmente rare. Sotheby’s fa sapere che questo ne è uno dei pochissimi mai apparsi all’asta. Il dipinto non è mai stato esposto né tantomeno offerto in vendita nel Regno Unito. Apparve in pubblico una sola volta, a Parigi, nel 1970. La maggior parte delle scene costiere di Monet degli anni Sessanta dell’Ottocento si incentravano sull’attività marittima.

