Crescono i rosa, ma non abbastanza da compensare gli assestamenti dei blu e dei gialli. Di cosa si sta parlando? Dei diamanti colorati, o meglio dell’andamento dei loro prezzi, che nel secondo trimestre del 2026 hanno registrato una sostanziale stabilità con un calo complessivo dello 0,1% (sui 12 mesi il calo è dello 0,5%). All’interno delle singole categorie, vincono le carature più alte.
Prezzi dei diamanti colorati: il presente è rosa
I dati della Fancy Color Research Foundation (Fcrf) parlano di una crescita delle quotazioni dei diamanti rosa (+0,1%, con i fancy vivid a +0,5%) che sono riusciti a compensare in gran parte i lievi cali dei blu e dei gialli. Le piazze di riferimento sono Hong Kong, New York, Ginevra e Tel Aviv.
L’andamento è stato positivo per la maggior parte delle pietre di piccole e medie dimensioni: i diamanti rosa da 2 e da 3 carati sono saliti dello 0,6%, mentre quelli da 1 e da 1,5 carati sono cresciuti dello 0,4%.
I blu
Il segmento dei blu fancy è arretrato dello 0,4%, peggiorando rispetto al calo dello 0,3% registrato nel primo trimestre. Suddividendo le pietre per caratura: 1 carato (+0,7%); 5 carati (stabili); 2 carati (-1,3%); 3 carati (-0,7%), 1,5 carati (-0,2%). I più forti sono stati i blu fancy vivid da 1 carato, cresciuti dell’1,5%. Nel complesso i blu fancy vivid sono saliti dello 0,1%, mentre i blu fancy e i fancy intense hanno perso ciascuno lo 0,6%.
I gialli
I prezzi dei gialli fancy sono diminuiti complessivamente dello 0,3%. Per dimensione, l’aumento più marcato si è registrato nei gialli da 3 carati, in rialzo dello 0,7%, a differenza delle categorie da 1,5 e da 2 carati, entrambe in calo dello 0,1%.
Ampliando l’orizzonte temporale
Guardando ai dati sui prezzi dei diamanti colorati dal 2005, anno d’avvio delle rilevazioni della Fcrf, si nota che l’indice generale è salito del 202,1%. Ovvero, è triplicato. La corsa più vistosa è quella dei rosa, a +389,8%, seguiti dai blu a +239,5%. I gialli invece si fermano a +47%: una gerarchia che rispecchia la diversa rarità dei tre colori e che ritorna, amplificata, nei prezzi di aggiudicazione.
I prezzi dei diamanti colorati in asta nella prima parte del 2026
Il 16 giugno 2026 a New York, da Sotheby’s, un blu fancy intense di 10,02 carati, purezza VS2 e non montato, è stato aggiudicato per 8,7 milioni di dollari (circa 870mila dollari al carato), oltre la stima massima pre-vendita di 6 milioni. Secondo la casa d’aste si tratta appena del terzo blu fancy intense da almeno 10 carati passato in asta dal 2008.
Nella stessa vendita, un anello con un rosa fancy intense ovale da 5,02 carati, internamente puro, affiancato da due rosa chiaro a goccia, ha raggiunto 2,9 milioni. Un anello con un giallo fancy intense di 34,75 carati si è invece fermato a 1 milione. Il divario segnala bene il diverso apprezzamento per i due colori, a parità di intensità.
Negli stessi giorni, da Christie’s New York, l’Azure Blue, un blu fancy a goccia di 31,62 carati, è passato di mano per 8,4 milioni di dollari. Poco sotto, a 8,2 milioni, si è piazzato un blu fancy vivid a marquise di 5,04 carati. Un fancy vivid costa dunque sei volte più di un fancy “normale”.

The Azure Blue. Courtesy Christie's
Più contrastati i segnali arrivati a maggio dalle rive del Lago Lemano, a Ginevra. Da Sotheby’s un blu fancy vivid di 6,03 carati, internamente puro, proveniente dalla miniera sudafricana di Cullinan e stimato fra 9 e 12 milioni di dollari, è rimasto invenduto, anche se la casa d’aste ha fatto sapere di essere in trattativa con diversi potenziali acquirenti.
Da Christie’s, invece, l’Ocean Dream, diamante blu-verde fancy vivid di 5,5 carati, ha realizzato 13,57 milioni di franchi svizzeri, pari a circa 17,4 milioni di dollari: quasi 3,5 milioni al carato, record per la sua tipologia. Un colore, va detto, che resta fuori dal perimetro dell’indice Fcrf, limitato a rosa, blu e gialli.

Il riferimento assoluto
Il primato di prezzo al carato per qualsiasi pietra preziosa appartiene al Williamson Pink Star, rosa fancy vivid di 11,15 carati internamente puro (Sotheby’s Hong Kong, ottobre 2022) per circa 57,7 milioni di dollari, quasi 5,2 milioni al carato. Come sempre, vale la pena sottolineare che sono poche decine di pietre a stabilire prezzi eccezionali durante l’anno, mentre l’indice fotografa la media di un mercato più ampio.
«Nel complesso, i risultati del secondo trimestre indicano un mercato rimasto sostanzialmente stabile, con modesti rialzi e ribassi distribuiti in modo disomogeneo tra le singole categorie», ha dichiarato la Fcrf. «L’indice generale non ha mostrato praticamente alcun movimento, mentre le differenze per colore, dimensione e intensità hanno continuato a determinare l’andamento all’interno del mercato. I dati non indicano un cambiamento di direzione generalizzato, bensì la prosecuzione di aggiustamenti selettivi dei prezzi in specifici segmenti».

