Dazi, Trump lancia nuove tariffe fino al 41%. Gli effetti sui mercati

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Un uomo dai capelli biondi e dall'espressione seria, è in piedi davanti a una bandiera degli Stati Uniti. L'immagine presenta un contorno bianco che accentua il volto e le spalle.

Donald Trump annuncia nuovi dazi contro decine di paesi, da un minimo del 10% a un massimo del 41%. L’entrata in vigore slitta di una settimana, al 7 agosto. Mps: “Entriamo nel mese di agosto con una dose di incertezza che non aiuta il sentiment del mercato”

Indice

  • La nuova ondata di dazi annunciata da Donald Trump entrerà in vigore dal 7 agosto, una settimana dopo quanto annunciato
  • L’Unione europea tira un sospiro di sollievo: regge l’intesa su un’aliquota tariffaria unica al 15% sulla maggior parte delle merci nostrane
  • Gamma Capital Markets: “I mercati iniziano a prezzare l’effetto combinato tra dazi, ciclo stagionale sfavorevole e rallentamento macro”

Il valzer sui dazi continua. Donald Trump ha firmato un nuovo decreto in nottata, alzando il sipario su una serie di tariffe contro decine di paesi, dal 10% al 41%. Una mossa, quella dell’amministrazione repubblicana, che lascia tuttavia ancora spazio alle trattative: l’entrata in vigore dei dazi slitta infatti al 7 agosto, una settimana dopo quanto annunciato. Tra l’altro, le merci caricate prima di quella data sulle navi cargo e che sbarcheranno nei porti americani entro il 5 ottobre saranno esentate, rimanendo assoggettate alle tariffe doganali preesistenti.

Dazi Trump: chi vince e chi perde

L’Unione europea tira un sospiro di sollievo. L’intesa su un’aliquota tariffaria unica al 15% sulla maggior parte delle merci nostrane esportate oltreoceano – raggiunta domenica scorsa con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen – ha retto. “I nuovi dazi statunitensi riflettono i primi risultati dell’accordo Ue-Usa, in particolare il tetto massimo del 15% sui dazi all-inclusive. Questo rafforza la stabilità delle imprese europee e la fiducia nell’economia transatlantica”, ha commentato su X il commissario Ue al commercio, Maros Sefcovic. “Gli esportatori dell’Ue beneficiano ora di una posizione più competitiva. Il lavoro continua”, ha aggiunto.

Siria, la più colpita: dazi al 41%

La nuova ondata di misure inclusa nel nuovo decreto, intitolato Further modifying the reciprocal tariff rates, oscilla infatti da un minimo del 10%, contro Gran Bretagna e Isole Falkland, a un massimo del 41%, contro la Siria. Tra i paesi più colpiti figurano Laos e Myanmar, con il 40%. Anche il Canada subisce un duro colpo, con un aumento dei dazi dal 25% al 35%, anche se risultano esentati tutti i beni coperti dal trattato di libero scambio nordamericano. Restando in America, il Messico ha ottenuto invece un rinvio di 90 giorni a un incremento delle tariffe dal 25% al 30% sui beni non coperti dal trattato nordamericano. Giappone e Corea del Sud sono confermati al 15%, mentre la Svizzera incassa a sua volta una tariffa più elevata, al 39%.

Gli effetti sui mercati: Borse in calo

“La Svizzera diventa ora uno dei paesi più colpiti dalla nuova ondata tariffaria a stelle e strisce. Le aziende europee, che realizzano circa un quarto degli utili negli Stati Uniti, rischiano un impatto visibile già nei prossimi trimestri”, osservano gli analisti di Gamma Capital Markets. “L’aggressività verso la Svizzera segnala che nessun alleato è esente”, aggiungono, evidenziando come i mercati inizino a prezzare l’effetto combinato tra dazi, ciclo stagionale sfavorevole e rallentamento macro. Nel suo Daily market strategy, Mps sottolinea che la reazione immediata dei mercati è stata “piuttosto negativa”, con un forte calo per le borse asiatiche ed europee.

Settore farmaceutico in affaticamento

“In generale, entriamo in un mese di agosto – stagionalmente non favorevole agli asset rischiosi – con una dose di incertezza che non aiuta certamente il sentiment del mercato”, scrivono gli analisti di Montepaschi. Il focus della banca senese sulle valute mostra una debolezza del franco svizzero, malgrado le vendite sui mercati azionari. “A penalizzare la valuta è l’annuncio di Trump, che ha innalzato i dazi sui beni esportati verso gli Usa dal Paese. Prosegue invece la forza relativa del dollaro, con il biglietto verde che stamani quota ancora poco sopra 1,14 contro l’euro”, si legge nella nota. Il mercato azionario europeo ha intanto aperto la seduta del 1° agosto in ribasso, con il settore farmaceutico che risente delle lettere inviate dall’amministrazione americana a 17 aziende europee, invitandole a rivedere i loro listini.

Domande frequenti su Dazi, Trump lancia nuove tariffe fino al 41%. Gli effetti sui mercati

Quando entreranno in vigore le nuove tariffe annunciate da Donald Trump?

Le nuove tariffe annunciate da Donald Trump entreranno in vigore a partire dal 7 agosto. Questa data rappresenta un leggero slittamento rispetto all'annuncio iniziale.

Qual è l'impatto previsto di queste nuove tariffe sui mercati finanziari?

I mercati finanziari stanno iniziando a prezzare l'effetto combinato di queste tariffe, un ciclo stagionale sfavorevole e un rallentamento macroeconomico. Questo scenario ha portato a un calo delle borse.

Quale settore specifico sembra essere particolarmente affaticato dalle nuove misure tariffarie?

Il settore farmaceutico sta mostrando segni di affaticamento a causa delle nuove tariffe imposte. Questo suggerisce un impatto negativo diretto sulle aziende di questo comparto.

Quale paese è indicato come il più colpito dalle nuove tariffe di Trump?

La Siria è indicata come la nazione più colpita dalle nuove tariffe, con un'aliquota che raggiunge il 41%. Questo posiziona la Siria in una situazione di particolare svantaggio economico.

Qual è la reazione dell'Unione Europea riguardo alle nuove tariffe e qual è l'intesa raggiunta?

L'Unione Europea tira un sospiro di sollievo poiché è stata raggiunta un'intesa su un'aliquota tariffaria unica del 15% sulla maggior parte delle merci europee. Questo accordo sembra mitigare l'impatto delle nuove tariffe per l'UE.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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