La distribuzione dei prodotti d'investimento assicurativi: al vaglio delle corti

Silvia Lolli
Silvia Lolli
24.11.2021
Tempo di lettura: 3'
La natura giuridica dei prodotti di investimento assicurativi e in particolare delle polizze unit-linked  continua ad essere oggetto di un acceso dibattito nell'ambito della giurisprudenza italiana
La natura giuridica dei prodotti di investimento assicurativi e in particolare delle polizze unit-linked (prodotti di assicurazione sulla vita che prevedono che l'importo del capitale o della rendita prevista dal contratto sia collegato all'andamento delle quote di uno o più fondi di investimento) continua ad essere oggetto di un acceso dibattito nell'ambito della giurisprudenza italiana, così come la disciplina applicabile ai medesimi e la conseguente declinazione delle responsabilità che derivano dalla carenza di informazioni al potenziale contraente in sede precontrattuale.

A tal riguardo, alcune recenti sentenze attinenti a contratti unit-linked emessi da imprese di assicurazioni straniere hanno affrontato questi temi, fornendo interessanti spunti interpretativi.

Con particolare riferimento alla natura del contratto, il Tribunale di Roma con due sentenze “gemelle” del 28/05/2021 ha statuito che le polizze unit-linked dedotte in giudizio “pur avendo un'elevata componente finanziaria, rimangono comunque prodotti assicurativi perché l'assicuratore corre il rischio cd. demografico, in quanto la prestazione (ancorché agganciata al valore di un fondo comune o di un indice) è comunque dovuta al verificarsi di un evento attinente alla vita umana”. A tal fine, i giudici hanno ritenuto sufficiente che, nel caso di specie, il contratto riconoscesse il valore della polizza maggiorato di una percentuale del 1% a prescindere dalla circostanza che l'assicuratore non riconoscesse all'assicurato una prestazione minima garantita.

Il Tribunale ha pertanto ritenuto che sebbene all'apparenza tali prodotti siano molto simili ai fondi di investimento, le loro modalità di funzionamento prevedevano tuttavia una regolamentazione diversa in quanto ai sensi del Testo Unico della Finanza (“TUF”) alle predette polizze non si applicavano le disposizioni ivi previste per le sollecitazioni all'investimento.
Il Tribunale di Bergamo – consolidando un precedente orientamento - è invece intervenuto con sentenza del 23 luglio 2021 per decidere in merito alla disciplina applicabile al collocamento di tali contratti e al c.d. sistema del “doppio binario”, in base al quale la normativa del TUF e del Regolamento Intermediari Consob sull'intermediazione finanziaria trova applicazione, in caso di collocamento di polizze vita del tipo unit linked, solo se il prodotto è distribuito dai soggetti abilitati ai sensi del TUF (ovvero dal canale bancario e finanziario) e non dai tradizionali intermediari di assicurazione, come i mediatori di assicurazione o gli agenti assicurativi.

La sentenza riguarda l'intermediazione da parte di agenti e brokers di polizze unit linked emesse da un'impresa irlandese. Gli assicurati lamentavano la violazione degli obblighi informativi e di condotta previsti dall'art. 21 TUF e la mancata stipula del contratto quadro, di cui all'art. 23 TUF, chiedendo la condanna della compagnia assicurativa alla restituzione del premio.

Nel rigettare le pretese degli assicurati, il Tribunale di Bergamo ha rilevato, da un lato, che l'intermediazione delle polizze era stata interamente curata da intermediari assicurativi tradizionali e non da soggetti abilitati ai sensi del TUF, motivo per cui la normativa del TUF sull'intermediazione non trovava applicazione; dall'altro - avendo constatato che solo gli intermediari avevano curato l'attività di collocamento dei prodotti presso la clientela - ha riconosciuto che gli obblighi asseritamente violati e le condotte contestate dagli assicurati non potevano essere imputate all'impresa di assicurazioni.

Quanto al principio del doppio binario, è stato ribadito che il perimetro della categoria dei c.d. soggetti abilitati previsti e regolati dal TUF non ha mai incluso i tradizionali intermediari di assicurazione, da sempre soggetti alle disposizioni del Codice delle Assicurazioni Private e dei regolamenti di attuazione dell'IVASS.

Inoltre, il Tribunale di Bergamo ha statuito che non sono imputabili all'impresa di assicurazioni le irregolarità eventualmente compiute dall'intermediario indipendente, ciò che appare del tutto in linea con le disposizioni di legge che regolano in modo distinto le fasi della emissione e dell'intermediazione del prodotto e dei relativi obblighi gravanti su intermediario ed ente emittente. Quando infatti l'impresa assicuratrice si limita a concepire il prodotto e ad emetterlo, senza distribuirlo, risponderà solo ed esclusivamente per l'attività di emissione e dunque per la predisposizione di una documentazione pre-contrattuale ed informativa trasparente, completa ed esaustiva. Al rispetto di tutti gli altri obblighi previsti dalla normativa sull'intermediazione sarà tenuto esclusivamente il distributore, che risponde della loro eventuale violazione e non dell'ente emittente, che rimane esposto eventualmente al rischio della responsabilità da prospetto.

Il dibattito giurisprudenziale avente ad oggetto la natura delle polizze unit-linked e la ripartizione di responsabilità tra emittente e distributore derivanti dalla violazione di obblighi informativi non è destinato a concludersi nel prossimo futuro, anche in considerazione del fatto che contraenti e beneficiari potranno azionare i propri diritti avvalendosi delle c.d. azioni di classe. Infatti, il 19 Maggio 2021 è entrata in vigore la legge no. 31 del 12 Aprile 2019 che ha modificato le attuali previsioni del nostro ordinamento processuale che avevano introdotto nel 2007 le c.d. class actions, al fine di facilitare e incentivarne l'utilizzo. Le nuove disposizioni infatti hanno ampliato l'ambito di applicazione oggettivo e soggettivo di tale strumento processuale e il meccanismo di adesione, consentendo alle parti di intervenire in un'azione di classe non solo prima del suo inizio, ma anche ad azione già instaurata e fino a 5 mesi dalla data della sentenza. La nuova disciplina prevede altresì incentivi di natura economica per i legali degli attori e per il rappresentante comune della classe.
La possibilità di subire un danno reputazionale, così come quello derivante dalla impossibilità di conoscere fin da subito il numero degli attori, con inevitabili implicazioni sulla strategia difensiva da adottare, sono solo alcuni dei rischi che gli operatori del mercato assicurativo dovranno considerare.

Pertanto, le imprese di assicurazione e gli intermediari dovranno prestare ancora maggiore attenzione nel realizzare prodotti conformi alla disciplina di legge e regolamentare vigente, nonché nell'adempimento delle regole di condotta imposte a ciascun operatore, per evitare o almeno ridurre il rischio che il prodotto assicurativo o le modalità con le quali è distribuito possano dar luogo ad un'azione di classe con conseguenze decisamente pregiudizievoli in caso di soccombenza.

A fronte di tali rischi, l'instaurazione e l'incremento di tali azioni di classe potrebbe tuttavia comportare una maggiore uniformità negli orientamenti della giurisprudenza in materia di polizze unit-linked, dovuta alla competenza esclusiva di alcune sezioni presso ciascun tribunale, che potrebbe evitare arbitraggi tra diverse corti e maggiore specializzazione nell'affrontare temi tecnici comuni.
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Silvia Lolli è counsel di Hogan Lovells nel dipartimento italiano di Istituzioni Finanziarie dello studio ed è membro dell'insurance practice internazionale da oltre quindici anni.
Silvia ha maturato una significativa esperienza nel settore della normativa e della regolamentazione assicurativa e da oltre diciotto anni assiste imprese di assicurazione e riassicurazione ed intermediari assicurativi in merito a questioni di natura regolamentare, contrattuale e societaria attinenti alla loro attività e nei rapporti con contraenti e beneficiari.
Fra i suoi clienti sono comprese le principali imprese di assicurazioni e gli intermediari assicurativi italiani e stranieri.
Silvia presta regolarmente assistenza agli operatori del mercato assicurativo nelle seguenti principali materie: consulenza sulla struttura e sul contenuto della documentazione contrattuale ed informativa per l’offerta di prodotti assicurativi, con particolare riferimento al ramo vita e ai prodotti finanziari assicurativi (unit-linked, multiramo e private bonds); contenzioso delle imprese di assicurazione con particolare riferimento agli obblighi regolamentari collegati all’emissione di prodotti assicurativi a contenuto finanziario; assistenza ad imprese e ad intermediari assicurativi nell’ambito di procedimenti autorizzativi ed ispettivi da parte delle autorità di vigilanza Italiane (IVASS e CONSOB); procedure di notifica e autorizzazione per lo svolgimento dell'attività assicurativa o di intermediazione in Italia; procedure autorizzative necessarie in caso di operazioni di fusione e acquisizione di partecipazioni in imprese assicurative o di trasferimento di portafogli assicurativi; redazione di accordi di distribuzione e prestazione di servizi; procedure di esternalizzazione di attività delle imprese di assicurazione.
Silvia è citata in Chambers & Partners Europe dal 2016 tra i professionisti legali di rilievo nel settore assicurativo in Italia.

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