Donazione indiretta: tassabile a certe condizioni

Tempo di lettura: 3'
Le donazioni indirette sono soggette all'imposta sulle donazioni ad eccezione di quelle relative ad atti assoggettabili ad imposta di registro proporzionale o ad Iva
Le donazioni indirette (ossia quegli atti che, seppur sprovvisti degli elementi formali propri delle donazioni, siano frutto di un chiaro intento, da parte del dante causa, di liberalità e di arricchimento gratuito in favore dell'avente causa) sono soggette all'imposta sulle donazioni ad eccezione di quelle relative ad atti assoggettabili ad imposta di registro proporzionale o ad Iva (concernenti immobili o aziende) ovvero – per quelle relative ad atti non soggetti a registrazione– solamente se volontariamente registrate o “dichiarate” in sede di accertamento e abbiano un valore superiore a 180.760 euro.

Questo è quanto affermato dalla Corte di Cassazione, con la recente sentenza del 12 aprile scorso (avente n. 11831), che riporta, inoltre, precisazioni rilevanti nell'ambito dei contratti per persona da nominare.

Nel caso di specie, due fratelli stipulavano un preliminare di compravendita con il quale un fratello prometteva di acquistare per sé o per persona da nominare in sede di atto definitivo, la quota di un immobile. In sede di stipula dell'atto notarile, l'acquirente scioglieva la riserva posta nel preliminare e indicava il figlio quale acquirente della nuda proprietà, mentre riservando per sé il diritto di usufrutto. Contestualmente si precisava che il figlio non doveva riconoscere alcuna somma per il diritto reale acquisito e che il pagamento del corrispettivo per il trasferimento era avvenuto mediante una compensazione di crediti dovuti dal cedente.

In prima battuta, gli Ermellini precisano che – nell'ambito di un contratto per persona da nominare– “la nomina tardiva o inefficace determina l'applicabilità dell'imposta di registro in misura fissa sia nei confronti dell'originario promissario acquirente, che del terzo nominato tardivamente, mentre l'imposta di registro proporzionale dovuta in relazione al contratto definitivo di compravendita graverà sulle parti che hanno stipulato l'atto”.
Con riferimento agli atti di liberalità indiretta, la Suprema Corte ha invece concluso che gli stessi rientrano – a determinate condizioni esplicitate nei commi 4-bis, 55 e 56-bis dell'art. 1 D.lgs. 346/1990 – nell'ambito dell'imposta di donazione per effetto dell'art. 2, commi 47-54 del DL 262/2006, poiché costituiscono una fattispecie della più ampia categoria dei “trasferimenti di beni e diritti a titolo gratuito”.

Il comma 4-bis riconosce l'assoggettabilità all'imposta di donazione a tutte le donazioni indirette che emergono da atti soggetti a registrazione “aventi ad oggetto beni o diritti diversi da immobili o aziende (ad es, quote di partecipazione societaria, crediti, beni mobili compreso il denaro, ecc..)” e “non “collegati” all'atto traslativo o costitutivo di diritti reali immobiliari o di aziende”, precisando che il “collegamento” può essere provato attraverso un qualsiasi elemento che “corrobori la funzionalità dell'atto liberale all'acquisto dell'immobile o dell'azienda”.

In merito, invece, alle liberalità indirette non formalizzate, il sopra riportato comma 56-bis ne prevede la tassazione solamente nel caso in cui le stesse siano volontariamente registrate ovvero risultino da dichiarazioni del contribuente stesso nell'ambito di procedimenti accertativi e “le liberalità abbiano determinato, da sole o unitamente a quelle già effettuate nei confronti del medesimo beneficiario, un incremento patrimoniale superiore all'importo di 350 milioni di lire (pari a 180.760 euro, n.d.r.)”.
Opinione personale dell’autore
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo. WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Laureata in Economia e Diritto dell’impresa a pieni voti presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Torino, dottore commercialista e revisore dei conti.
Ha avuto un’esperienza pregressa in un altro studio tributario internazionale di primario livello e dal 2009 collabora con lo studio Bourlot Gilardi Romagnoli e Associati.
Le sue aree di specializzazione professionale sono: consulenza fiscale e societaria a primarie società, con particolare esperienza nelle aree della pianificazione fiscale e della assistenza ad operazioni di M&A, consulenza fiscale a persone fisiche, strumenti per la protezione patrimoniale e passaggio generazionale.
Durante la propria esperienza ha assistito clienti, tra i quali gruppi multinazionali di rilevanti dimensioni, basati in Italia e all’estero, operanti in svariati settori, fra cui automotive, alimentare, beni di consumo e servizi digitali evoluti.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti