La family constitution nella gestione del patrimonio

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La “Family Constitution” può essere definita come il documento che raccoglie i principi e gli obiettivi di una famiglia rispetto al proprio patrimonio, in una prospettiva di lungo periodo
La “family constitution” può essere definita come il documento che raccoglie i principi e gli obiettivi di una famiglia rispetto al proprio patrimonio, in una prospettiva di lungo periodo (e, quindi, intergenerazionale).

Essa è normalmente predisposta nella forma della scrittura privata ed è firmata da tutti i componenti della famiglia; simili accordi – di cui si trovano esempi risalenti anche a più di un secolo fa – hanno avuto un'ampia diffusione in tempi recenti, particolarmente nel mondo anglosassone.

Oggi la family constitution si sta affacciando anche in Italia, con l'obiettivo, principalmente, di disciplinare i rapporti tra la famiglia ed il family business (in particolar modo in presenza di una compagine sociale ampia e frammentata), regolamentando aspetti quali i requisiti per la partecipazione dei familiari alla gestione dell'azienda, la politica di remunerazione dei managers e di distribuzione dei dividendi, il ruolo dei familiari-soci non coinvolti nell'attività imprenditoriale ed altro.

La grande utilità della family constitution, però, non si esaurisce al rapporto famiglia-impresa, potendo essa rivelarsi particolarmente utile anche nel private wealth, quale strumento integrativo di pianificazione patrimoniale (ad esempio nel caso, sempre più frequente, in cui l'azienda sia stata venduta e sia opportuno provvedere all'efficiente gestione e trasmissione del patrimonio “statico”).
L'assenza di un'impresa all'interno del patrimonio familiare lascia infatti immutate alcune questioni di assoluta delicatezza e rilevanza, quali, in primo luogo, la necessità che la ricchezza sia gestita in maniera efficiente, impiegata in maniera responsabile e trasmessa alle generazioni future affinché possa supportare la loro serenità ed il loro benessere, scongiurando l'insorgere di attriti e conflitti.

Attraverso un “family statement”, il capostipite potrà mettere nero su bianco i valori fondanti della famiglia, ripercorrendo la storia che ha portato alla creazione del patrimonio e delineando i principi etico-comportamentali che auspica ispirino i suoi discendenti nel rapporto con la ricchezza (ad esempio seguire uno stile di vita sobrio, utilizzare il danaro per il proprio sviluppo formativo, perseguire determinati scopi filantropici, solidaristici ed assistenziali).

La family constitution diventa così, innanzitutto, uno strumento per trasmettere alle generazioni future la “cultural currency”, ovverosia il capitale umano ed, insieme ad esso, quello sociale e reputazionale.

Tale documento normalmente conterrà, altresì, previsioni di natura operativo-gestionale: potrà, così, essere disciplinato il ruolo dei familiari – tanto come soci quanto come amministratori – all'interno del family office o della holding familiare o di sue partecipate, così come quali guardiani o componenti di comitati consultivi del family trust; potranno essere dettate linee guida sugli investimenti (in riferimento, ad esempio, all'approccio al rischio, alla ripartizione tendenziale del patrimonio per asset class, ai criteri di sostenibilità ed impact investing, anche con l'esclusione di determinate industries ritenute non compatibili con i principi familiari; alla politica fiscale ed alla responsabilità verso lo Stato, etc.) nonché le regole per l'utilizzo personale dei beni da parte dei familiari.
Il tenore legale del documento può variare: accanto ad una parte avente natura meramente programmatica, vi potranno essere delle previsioni aventi natura contrattuale e, quindi, immediatamente vincolante (ad esempio nel caso in cui vengano disciplinati i termini del trasferimento di partecipazioni societarie inter vivos o mortis causa, o l'esercizio dei diritti sociali in esse incorporati), con eventuale previsione di sanzioni per il loro inadempimento.

Normalmente, tuttavia, la family constitution avrà carattere non vincolante e costituirà un indispensabile documento fondativo a supporto delle operazioni di riassetto del patrimonio familiare, che dovrà ispirarsi ai principi enunciati dal documento, riflettendo nei diversi atti utilizzati (statuti societari, patti parasociali, trust, donazioni, patti di famiglia, etc.) quanto ivi previsto.

Accanto a ciò, essa servirà, nel corso degli anni, a guidare la condotta dei familiari nella gestione del patrimonio e nei reciproci rapporti personali, creando coesione tra i membri della famiglia e generando occasioni di confronto tra di loro e, come tale, si intersecherà, in maniera virtuosa, con gli strumenti giuridici di wealth management impiegati (potendo anche costituire un importante documento interpretativo, ad esempio, delle volontà del disponente rispetto all'impiego del fondo in trust).

In tale prospettiva, può essere opportuno che la family constitution preveda tanto meccanismi di risoluzione delle controversie, quanto linee guida e criteri per l'eventuale futura modifica del documento stesso, qualora risultasse necessario.
Opinione personale dell’autore
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Massimiliano Campeis è avvocato cassazionista e managing partner di Studio Avvocati Campeis.
Specializzato in diritto dei trust e della pianificazione patrimoniale e nella consulenza societaria, opera a supporto di famiglie e imprese nella tutela e trasmissione dei patrimoni, nel passaggio generazionale d’azienda, nei riassetti di gruppo societario e nelle operazioni straordinarie. È socio e responsabile locale dell’Associazione Il Trust In Italia.

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