Famiglie imprenditoriali: il sogno della dinastia immortale

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L’obiettivo si realizza quando l’impresa di famiglia si trasforma in famiglia imprenditoriale. Nella tensione tra custodia del passato e orientamento allo sviluppo delle future generazioni, infatti, si crea la tempesta perfetta

Attraverso la propria attività imprenditoriale l’imprenditore familiare ambisce a lasciare un segno nel tempo, una traccia che non svanisca al termine del proprio percorso di vita ma che perduri oltre la propria morte. Per le famiglie che hanno saputo attraversare con successo alcuni passaggi generazionali in impresa, la custodia e la preservazione del patrimonio e l’orientamento a non disperdere il valore creato dai predecessori sono obiettivi primari.

È proprio nella tensione tra custodia del passato e orientamento allo sviluppo delle future generazioni che le dinastie imprenditoriali sviluppano il sogno dell’immortalità. Per una dinastia imprenditoriale la preoccupazione più grande è quella di distruggere i valori, sia in termini di valori tangibili come il patrimonio familiare, così come di valori morali alla base della condotta dei singoli. Per poter preservare i valori è importante che le dinastie accanto al piano di passaggio generazionale in impresa e a una gestione accurata del patrimonio siano in grado di identificare un percorso di sviluppo per la propria governance familiare.

Una governance che si faccia promotrice di quei valori morali che hanno consentito alla famiglia di svilupparsi e prosperare, che si occupi di coordinare i significati di quei valori e che si prenda cura di mantenere i riti familiari. Solo attraverso lo sviluppo di una solida governance familiare è possibile dare sostenibilità alle dinastie imprenditoriali nel lungo termine, da cui poi derivano la gestione di imprese e patrimoni. Questo perché, lato impresa, la managerializzazione permette di delegare l’operatività del business, consentendo alla famiglia di rimanere proprietaria senza doversi necessariamente confrontare con la gestione delle dinamiche organizzative.

Lo stesso non può valere dal lato famiglia, dove i componenti familiari sono in prima persona coinvolti e necessitano di un coordinamento armonioso. Il pericolo che una dinastia imprenditoriale corre in mancanza di una solida governance familiare è la diluizione dei valori a cui segue la frammentazione dei rapporti interpersonali che sgretola la coesione della famiglia in diversi rami che iniziano a ragionare come entità separate dal ceppo originario. Questa perdita di coesione esercita importanti riverberazioni sulle imprese di cui la dinastia è proprietaria così come sulla gestione del suo patrimonio complessivo. Le nostre attività di ricerca, formazione e consulenza evidenziano che il percorso di sviluppo della governance familiare è complesso e richiede disponibilità, negoziazione, e profonda comprensione, specialmente per quelle dinastie imprenditoriali i cui componenti vivono in aree geografiche molto eterogenee e hanno quindi limitate occasioni di interazione e di ritualità.

Sono proprio questi i casi in cui una formalizzazione della governance familiare diventa ancora più importante come collante della famiglia imprenditoriale per il proprio sviluppo armonioso attraverso le generazioni. La governance familiare non spetta solamente alle generazioni più senior, la cui leadership nell’ambito della famiglia emerge grazie all’esperienza e alla saggezza. Anche le generazioni più junior devono essere coinvolte, al fine di creare alleanze intergenerazionali capaci di contestualizzare all’interno delle diverse routine e dei diversi mindset i significati di quei valori che rendono le dinastie imprenditoriali “famiglie forti”. Il coinvolgimento delle nuove generazioni è condizione imprescindibile per la sostenibilità della dinastia imprenditoriale nel tempo. Affinché le nuove generazioni vengano ingaggiate, la dinastia imprenditoriale deve essere in grado di rinnovarsi internamente adottando un approccio inclusivo. Non gabbia di talenti, ma promotrice dell’attitudine all’imprenditorialità che si può declinare negli ambiti più diversi, anche distanti dall’alveo delle imprese di famiglia.

L’appartenenza ad una dinastia imprenditoriale, infatti, non deve essere un peso vincolante che ricade sulle nuove generazioni, che in questo caso potrebbero porsi in conflitto, bensì stimolo per lo sviluppo del proprio talento anche attraverso percorsi di formazione e accompagnamento alla crescita. Con questo obiettivo, la governance di famiglia deve anche essere in grado di tutelare i familiari più fragili. La sostenibilità della dinastia imprenditoriale è un obiettivo che non può essere raggiunto senza la salvaguardia del benessere dei familiari delle diverse generazioni, siano essi intenzionati a proseguire l’attività nelle imprese di famiglia o a scegliere percorsi alternativi.

 

(Articolo tratto dal magazine di aprile 2022, scritto da Alfredo De Massis, in collaborazione con Emanuela Rondi, ricercatrice di gestione delle imprese e family business, Università degli Studi di Bergamo)

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