Attività finanziarie detenute all'estero. Quello che devi sapere sull'Ivafe

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Nicola Dimitri
15.9.2021
Tempo di lettura: 3'
Detenere un conto corrente o un libretto di risparmio all'estero, mantenendo la residenza in Italia, comporta l'obbligo di versare l'Ivafe

L’imposta denominata Ivafe consiste in un onere che grava sulle persone fisiche o giuridiche che detengono patrimoni finanziari esteri

Ai fini del monitoraggio fiscale, le persone fisiche residenti in Italia che detengono attività estere di natura finanziaria devono compilare il Quadro Rw

Le persone fisiche, gli enti non commerciali, quali fondazioni e trust, le società semplici ed equiparate che sono residenti in Italia e detengono all'estero prodotti finanziari, conti correnti e libretti di risparmio sono tenuti a versare un'imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero, denominata Ivafe.
La ratio sottesa all'introduzione del tributo in commento consiste nel tentativo di equiparare alle attività finanziarie estere il prelievo che si esercita in Italia, attraverso l'applicazione dell'imposta di bollo.
Più nel dettaglio, l'imposta in esame si applica tanto sui prodotti e gli strumenti finanziari detenuti all'estero da un soggetto residente in Italia quanto su ogni forma di investimento di natura finanziaria. Al contrario, l'Ivafe non si applica se si tratta di mero possesso di una quota partecipativa in un soggetto estero. Sono, inoltre, esclusi dall'applicazione dell'imposta i metalli preziosi e le banconote o monete non aventi corso legale nello Stato; in quest'ultima voce rientrano anche le valute virtuali, quali i bitcoin.

L'imposta è pari allo 0,2% e si applica sul valore dei prodotti finanziari detenuti dal soggetto residente all'estero, ed è dovuta in proporzione a due fattori: alla quota di possesso e al periodo di detenzione. Con riferimento al computo del valore, occorre specificare che se si tratta di prodotti finanziari (anche laddove acquisiti a seguito di successione o per donazione), il valore è costituito dal valore di mercato rilevato al termine di ciascun anno solare, nel luogo in cui il prodotto è detenuto. Se al 31 dicembre, invece, le attività finanziarie non sono più possedute, si farà riferimento al valore di mercato rilevato alla fine del periodo di possesso.

Se, ancora, si tratta di obbligazioni, azioni o strumenti negoziati in mercati regolamentati, si terrà conto del valore di quotazione al termine dell'anno solare o alla conclusione del periodo di detenzione. In mancanza del valore di quotazione (se si tratta di prodotti non negoziati in mercato regolamentati) si dovrà tenere conto del valore nominale o, in assenza di quest'ultimo, occorre riferirsi al valore di rimborso.
Le persone fisiche che detengono all'estero conti correnti o libretti di risparmio sono tenute a versare l'imposta nella misura fissa di 34,20 euro; la somma dovrà essere versata per ciascun conto corrente o libretto di risparmio. È bene però specificare, come riportato nelle indicazioni dell'Agenzia delle entrate, che l'imposta non si considera dovuta se dagli estratti conto e dai libretti emerge che il valore medio di giacenza è inferiore a 5 mila euro.

E invero, se si tratta di rapporti cointestati, per determinare la soglia predetta (5 mila euro) sarà necessario tenere conto delle sole quote riferibili al singolo contribuente, all'interno del rapporto cointestato. Diversamente, se si tratta di conti correnti e libretti finanziari detenuti da soggetti diversi dalle persone fisiche, l'Ivafe si applicherà in misura fissa equivalente all'importo di 100 euro.

Dall'imposta versata nello Stato in cui i prodotti o gli strumenti finanziari sono detenuti può essere detratto un credito di imposta pari all'imposta dovuta.

Non è riconosciuto, invece, alcun credito d'imposta se con il Paese nel quale è detenuta l'attività finanziaria è in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni che prevede l'imposizione esclusiva nel Paese di residenza del possessore.

Venendo agli obblighi dichiarativi, alle persone fisiche residenti in Italia che detengono attività estere di natura finanziaria, tanto a titolo di proprietà quanto di altro diritto reale, ai fini del monitoraggio fiscale, è richiesto di compilare il Quadro Rw.

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