Il recente accordo tra John Elkann e il fisco italiano ha riportato al centro del dibattito pubblico un tema che tocca molte famiglie, anche se in scala molto diversa: la pianificazione della successione e i rischi che ne derivano se non viene gestita con attenzione.
Nel 2024, il presidente di Exor — la holding della famiglia Agnelli-Elkann — ha accettato di versare circa 1 miliardo di euro all’Agenzia delle Entrate, chiudendo un lungo contenzioso nato da un’operazione di riorganizzazione societaria e passaggio generazionale.
Il problema: una transizione societaria (e fiscale) sottovalutata
Tutto ha origine nel 2016, quando il gruppo Exor viene trasferito nei Paesi Bassi, passando da Exor S.p.A. (Italia) a Exor N.V. (Olanda). Questo passaggio, pensato per ragioni strategiche e operative, è stato visto dal fisco italiano come una manovra elusiva per evitare tassazione sulle plusvalenze e sul trasferimento della residenza fiscale.
L’Agenzia delle Entrate ha ricostruito l’operazione come una traslazione di patrimonio personale e aziendale all’estero, legandola in parte anche al modo in cui sono stati gestiti i diritti ereditari e il controllo familiare, attraverso la holding Giovanni Agnelli B.V.
Il punto non è se sia stata o meno una violazione: il pagamento di 1 miliardo dimostra che la gestione fiscale e legale della successione familiare — anche quando è fatta da professionisti — può comportare rischi enormi se non è pianificata con criteri di piena trasparenza e visione di lungo termine.
Cosa si può imparare dal caso Elkann?
Anche se poche famiglie si trovano a gestire holding miliardarie, gli errori di fondo possono essere comuni a qualsiasi passaggio ereditario, grande o piccolo.
Ecco 9 lezioni preziose:
Pianifica la successione prima che sia troppo tardi
La successione non è un evento, ma un processo. Non aspettare la morte o un’improvvisa emergenza per decidere cosa succederà al tuo patrimonio.
Coinvolgi esperti (notai, fiscalisti, consulenti patrimoniali)
Anche famiglie con risorse enormi, come quella Elkann, possono sbagliare. Serve una cabina di regia professionale che coordini aspetti legali, fiscali e familiari.
Cura la residenza fiscale
Trasferire aziende o patrimoni all’estero senza una giustificazione economica sostanziale può far scattare accertamenti per esterovestizione o elusione.
Attenzione alle holding familiari
Le holding sono utili per il controllo familiare, ma vanno strutturate in modo trasparente e in linea con le normative fiscali. Il loro uso improprio può attirare controlli.
Redigi un testamento chiaro e aggiornato
Senza un testamento, vale la successione legittima, che può creare squilibri o contenziosi. Il testamento deve essere coerente con le volontà e aggiornato nel tempo.
Non ignorare l’imposta di successione
Anche se oggi in Italia è contenuta, può cambiare in futuro. In ogni caso, va calcolata e pianificata, soprattutto se ci sono immobili, aziende o beni non liquidi.
Evita squilibri tra gli eredi
Donazioni fatte in vita o scelte aziendali possono creare conflitti se un figlio riceve più degli altri. La “legittima” (quota minima garantita agli eredi) va sempre rispettata.
Valuta strumenti di protezione (trust, patti di famiglia, fondi patrimoniali)
Per patrimoni complessi o aziende, questi strumenti consentono continuità, protezione dai rischi e controllo, riducendo l’impatto fiscale.
Considera la componente emotiva
La successione è anche un momento delicato per la famiglia. Serve un approccio comunicativo e inclusivo, non solo tecnico. Le liti ereditarie nascono quasi sempre da mancanza di trasparenza e fiducia.
Conclusione
Il caso Elkann ci insegna che nessuno è immune dai rischi della cattiva gestione ereditaria, nemmeno una delle famiglie più potenti e assistite d’Italia. Che si tratti di un’eredità da 100.000 euro o da un miliardo, la parola chiave è pianificazione.
Un buon piano successorio è come un ponte: non si costruisce nel momento in cui bisogna attraversarlo. E non si costruisce da soli!

