Il grande dilemma immobiliare del 2025 è tutto qui: conviene di più comprare una casa nuova oppure investire in un immobile da ristrutturare e renderlo smart ed efficiente? I dati più recenti aiutano a fare chiarezza e raccontano anche come stia cambiando il mercato immobiliare italiano.
Secondo alcuni dati illustrati a Milano da Lorenzo Tavazzi, senior partner e responsabile della Community Smart Building di Teha Group (The European House – Ambrosetti), a livello nazionale il prezzo medio al metro quadro di un edificio già ristrutturato ed efficientato è di 2.316 euro, ossia il 43% in più di un immobile abitabile e addirittura l’80% più elevato di un appartamento completamente da ristrutturare, che costa in media 1.290 euro/m².
Una cosa certa è che nel corso degli ultimi anni è cresciuto l’interesse verso edifici riqualificati ed energicamente efficienti: in 10 anni, infatti, le compravendite di immobili nuovi sono passate dal 49 al 70% del totale, mentre quelle degli edifici ristrutturati con alta efficienza energetica sono aumentate dal 7 al 38%. Segno che il mercato sta premiando chi punta sulla sostenibilità.
Smart building: perchè conviene?
La transizione energetica è una realtà sempre più vicina: l’Italia dovrà recepire entro il 2026 la direttiva Case Green, che impone piani nazionali di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare. Secondo Tavazzi, interventi di efficientamento smart sugli edifici più vetusti possono ridurre fino al 30% i consumi energetici e fino al 24% le emissioni di CO₂, contribuendo concretamente agli obiettivi climatici europei.
Ma il tema è anche economico: l’efficientamento degli immobili genera un ritorno netto stimato di quasi 20 miliardi di euro l’anno per il Paese, senza contare l’impatto positivo sull’occupazione in una filiera che coinvolge oltre 35 settori economici e 350mila aziende.
Quanto costa davvero ristrutturare oggi?
Per chi pensa di comprare un appartamento da ristrutturare, la domanda cruciale è una sola: quanto costa ristrutturarlo interamente e trasformarlo in una casa efficiente e tecnologicamente moderna?
Secondo alcune stime, oggi i costi di ristrutturazione possono variare tra i 1.500 e i 1.800 euro al mq. Un po’ lontano dai vecchi 500 €/m² di cui si parlava qualche anno fa. Ovviamente dipende da caso a caso. Inoltre il più elevato costo rispetto al passato è dovuto anche all’aumento generale delle materie prime, alla crisi energetica e all’introduzione di standard edilizi più stringenti.
La casa ristrutturata vale di più?
C’è però un aspetto che spinge sempre più italiani verso la ristrutturazione: il ritorno sull’investimento. Un’abitazione ristrutturata non solo garantisce consumi più bassi e minore impatto ambientale, ma può valere fino al 43% in più di una abitabile e oltre l’80% rispetto a una da rifare completamente.
La riqualificazione è l’unica vera strada percorribile
Il settore edilizio italiano si trova ad affrontare una sfida legata all’obsolescenza del proprio patrimonio immobiliare: con un tasso di rinnovamento annuo dello 0,85%, contro l’1,7% di Francia e Germania, e l’84,5% degli edifici costruiti prima del 1990, l’Italia presenta appunto il parco edilizio più vetusto d’Europa. Nonostante un aumento degli edifici in classe energetica A (dal 2,9% al 3,8% tra il 2018 e il 2025), il 79% degli immobili italiani – come si diceva prima – è ancora oggi in una classe energetica inferiore alla D, evidenziando la necessità di interventi di riqualificazione per migliorare l’efficienza energetica e ridurre i consumi.
Nuovo vs ristrutturato: chi vince nel 2025
Alla luce dei dati, comprare un immobile nuovo è sicuramente la scelta più semplice: chiavi in mano, senza pensieri e con alti standard energetici già garantiti. Ma spesso i prezzi sono proibitivi, soprattutto nelle grandi città.
D’altra parte, acquistare un immobile da ristrutturare consente maggiore personalizzazione, più scelta sul mercato e la possibilità di aumentare in modo significativo il valore dell’investimento, a patto di avere budget e pazienza per affrontare i lavori.
La vera sfida, quindi, non è solo scegliere tra nuovo o vecchio, ma capire come massimizzare il valore futuro della casa, tenendo conto di vincoli normativi, bonus disponibili (quando ci sono) e potenzialità di rivalutazione.
Perché è importante parlare di smart building
Nello scenario attuale, risulta sempre più urgente la conversione al paradigma di smart building. La filiera degli smart building genera già oggi 163 miliardi di euro di fatturato e 43 miliardi di euro di valore aggiunto, occupando 419 mila addetti e con la possibilità di creare ulteriori 200 mila nuovi posti entro il 2030.
Sarà però fondamentale formare una nuova generazione di professionisti dotati di competenze green e smart, indispensabili per accelerare la transizione sostenibile e garantire un futuro in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione e innovazione.
“L’efficientamento smart degli edifici più vetusti porterebbe a una riduzione del 29% dei consumi energetici e del 5% di quelli idrici, con un risparmio netto complessivo di 17-19 miliardi di euro” ha precisato Tavazzi, nella terza edizione della Community Smart Building di Teha Group, 1° Think Tank privato e indipendente in Italia, che – con il supporto dei partner Abb, Ance Lombardia, BTicino, Irsap, Kone, Mcz Group e Principe Ares – ha lanciato 7 proposte per promuovere la transizione energetica e accelerare l’adozione del paradigma dello Smart building, contribuendo così alla sostenibilità ambientale, economica e sociale del settore edilizio.
Azioni chiave che saranno poi analizzate in occasione del Forum Smart Building che si svolgerà mercoledì 28 maggio a Roma, presso gli Horti Sallustiani.
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