Capodanno cinese 2025: il suo impatto sulle azioni del lusso

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Donna che indossa un cardigan azzurro peloso e una canottiera bianca con dettagli a occhiello. I suoi capelli sono lunghi fino alle spalle e scuri. L'immagine si concentra sulla parte superiore del busto, con una vista parziale del suo viso e uno sfondo neutro.

Per l’azionario dei comparti luxury il peggio sembra essere alle spalle, dicono gli analisti. Ma l’“anno del serpente” dell’oroscopo cinese investirà il settore con una serie di alti e bassi. Poi, si tornerà a crescere sul serio, se si avrà il coraggio di puntare di nuovo sulla creatività. A dispetto del noioso “lusso quieto”

Indice

9 temi per il capodanno cinese 2025 e gli investimenti in azioni del lusso

Mentre si avvicina il capodanno cinese 2025, per le azioni del lusso la parte peggiore della crisi è alle spalle. Lo affermano gli analisti di BofA – Bank of America. E allora cosa dice l’oroscopo per questo “anno del serpente” (secondo lo zodiaco cinese) relativamente al settore? La domanda rimane fiacca, e ci saranno “una serie di alti e bassi”. Per il 2025 ci si aspetta una leggera ripresa (+3%), mentre il recupero vero e proprio si avrà nel 2026-2027.

Ma quali sono i fattori destinati a impattare sui rendimenti delle azioni del lusso dopo il capodanno cinese? Eccoli, in nove parole: ricavi, ciclo, volumi, innovazione, Cina, Usa, costi, crescita, valutazione. Si prevede che per 2024, il settore del lusso consoliderà ricavi in calo del 2%. Ma cresceranno del 3% nel 2025. Lo scorso anno è stata la debolezza dei consumi cinesi dovuti al ciclo economico a far stagnare il lusso, e i volumi di vendita sono calati dal 10 al 20%. La maggior parte della perdita di volume si deve alla diminuzione del numero di persone che vanno fisicamente nei negozi.

La Moda tornerà, a discapito del “lusso quieto”?

Hanno bilanciato questo calo di numero di pezzi venduti gli aumenti dei prezzi. Tuttavia si è indebolito l’equilibrio tra prezzo e qualità/creatività. Ha infatti dominato il “lusso discreto”, il quiet luxury, a dispetto dell’innovazione. La popolarità della moda no logo e poco audace ha fatto sì che i consumatori, in particolare i più giovani, cercassero di replicare l’estetica del lusso a con beni a basso prezzo, acquistati sulle piattaforme o altrove. Secondo i dati di BAC Card e Swiss Watch Exports, la spesa nel lusso è circa il 20% superiore ai livelli del 2019, ma i volumi sonotra il 10% e il 25% inferioririspetto al 2019.

Mai più che adesso si rendono necessarie innovazione e creatività. Serve un design distintivo per alzare le barriere all’ingresso del mercato e alzarne il valore. Il “lusso tranquillo” ha abbassato le barriere all’ingresso, favorendo la concorrenza nonché l’aumento di imitazioni o simili (i “dupe” non sono veri e propri falsi, ma prodotti “ispirati a”) e “copycat”. Marchi come The Row(fondato nel 2006 dalle gemelle Mary-Kate e Ashley Olsen)eKhaite (fondato nel 2016 da Catherine Holstein) ne sono un esempio. Di capi loro “ispirati” abbondano infatti brand meno costosi come COS, Uniqloo J.Crew.

Cos’è la girl math?

Social media come TikTokhanno ulteriormente alimentato questa tendenza, con i consumatori che parlano di girl math. Il concetto giustifica l’acquisto di prodotti più economici imitanti quelli di lusso. La famiglia Wertheimer (Chanel) ha investito massicciamente su The Row, portando la valutazione del marchio a circa un miliardo di dollari.

Un esempio di dupe sono gli orecchini Drop Earrings di Bottega Veneta, venduti al dettaglio tra i 540-880 sterline. Su piattaforme à la Amazon, ne esistono più di 30 versioni, con prezzi che partono da 6,88 sterline. Il 31% degli adulti ha acquistato intenzionalmente una copia di un prodotto di lusso (Morning Consult citato da CNBC). Gen Z (49%) e millennial (44%) sono più inclini a questa pratica.

Cina e Usa

È indubbio poi che molto dipenderà dalla crescita economica negli Usa di Trump. Si prevede infatti che gli Stati Uniti contribuiranno a oltre il 50% della crescita dei ricavi del lusso nel 2025. La forza del dollaro poi, dovrebbe nel 2025 contribuire ai ricavi in altre valute. Giappone ed Europa invece potrebbero contrarsi, considerando anche il possibile impatto dei dazi Usa in Ue. A tal proposito, si consideri che Vuitton è l’unica impresa con siti produttivi significativi negli Stati Uniti.

E la Cina? Il capodanno cinese 2025 potrebbe donare alla Terra di Mezzo una (lenta) ripresa della domanda di beni di lusso, con conseguente impatto sul valore delle azioni. Tuttavia il turismo cinese – e tutto il suo carico di domanda per il luxury – non è ancora in ripresa. Chissà se le cose cambieranno dopo il capodanno.

Un’altra questione è legata al controllo dei costi: si prevede che i margini di ricavo ante imposte migliorino nel 2025. Ad ogni buon contro, gli analisti prevedono una crescita degli utili del settore (supponendo ricavi al +3%). Per quanto riguarda invece la valutazione, attualmente le azioni del lusso si scambiano con un rapporto prezzo/utili di 23x. Il valore è nella media storica (e non particolarmente allettante).

Un altro punto fondamentale è che il mercato si è polarizzato. Prada per esempio ha visto i suoi ricavi aumentare del 15%, mentre Gucci ha registrato una diminuzione del 22%.

Il capodanno cinese è il momento per investire nelle azioni del lusso?

Nel 2024 il valore di mercato delle aziende di lusso è sceso di 50 miliardi di euro (-6%), con i ricavi organici diminuiti del 2%. A dispetto dei marchi del lusso tranquillo, hanno dominato Lvmh e Hermes. È stato il calo più grande nella storia del settore, esclusion fatta per Covid. La crescita annua composta degli ultimi 5 anni è ora inferiore del 1,5% rispetto ai cinque anni pre-pandemia. Gli analisti suggeriscono che le flessioni dei prezzi potrebbero offrire buone opportunità per investire nelle aziende top, prima di un rialzo. Gli esperti consigliano di essere selettivi nella scelta e di puntare sull’alta qualità.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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