Bucco (Credem): “Btp? Ecco le strategie in grado di batterlo”

3 MIN
Alessio Bucco

Il Btp è un competitor molto forte, grazie anche alla tassazione favorevole. Bucco (Credem Euromobiliare private banking): “Battere un titolo obbligazionario che ha una tassazione del 12,5% non è semplice. L’arma principale è quella della diversificazione”

  • In eurozona l’inflazione è sotto controllo, anzi, c’è chi teme che possa scendere troppo, nuovamente, sotto l’obiettivo della Banca centrale europea
  • Bucco: “In eurozona è molto probabile che un titolo a tasso fisso offrirà rendimenti più elevati rispetto a un titolo collegato all’inflazione”

Il Btp continua a conquistare gli investitori italiani, anche grazie alla tassazione agevolata al 12,5%, più vantaggiosa rispetto ad altri strumenti finanziari. Ma è davvero la scelta giusta, nell’attuale contesto di mercato? Quali strategie sono in grado di batterlo? We Wealth ne ha discusso con Alessio Bucco, responsabile investment center di Credem Euromobiliare private banking, in occasione del III Forum Fixed Income.

Il Btp è un competitor molto forte, nella costruzione di portafoglio, grazie anche alla tassazione favorevole. Quali strategie sono in grado di batterlo o – quanto meno – di competere ad armi pari?

“Sul Btp c’è innanzitutto un tema di percezione. Oggi ne parliamo come un governativo di uno degli Stati più indebitati del mondo, quindi gli italiani ne hanno molto perché c’è tanto debito circolante e lo percepiscono come risk-free, con una tassazione di vantaggio e un rendimento che, comparato con l’eurozona, è generalmente più elevato. Tutti ingredienti fantastici. Ma guardiamo alla storia. Nel 2012 qualcuno ha iniziato a pensare che non fosse più privo di rischio, alla luce dell’esperienza di perdite significative in conto capitale. Poi è arrivato Mario Draghi (ex presidente della Banca centrale europea, ndr), abbiamo avuto un decennio o più di tassi d’interesse bassi e i risparmiatori hanno iniziato a diversificare i loro investimenti anche utilizzando l’equity.

Fino ad atterrare al 2022: chi aveva un’esposizione di duration molto elevata, oggi ha ancora delle perdite. Chi aveva invece investimenti sull’equity ha recuperato, ma anche chi aveva una gestione obbligazionaria un po’ meno esposta a quel rischio di duration. Questo è un tema che spesso si sottovaluta. Come si compete con il Btp? Battere un titolo obbligazionario che, rispetto ad altri titoli obbligazionari, ha una tassazione del 12,5% contro il solito 26% non è propriamente semplice. L’arma principale è quella della diversificazione, di rating, settori, geografie. Nel corporate investment grade, per esempio, abbiamo ancora rendimenti intorno al 3%. È importante insomma non mettere sempre tutte le uova nello stesso paniere”.

Oltretutto, l’investitore italiano è già esposto al rischio-Italia tipicamente, perché ha uno o più immobili in Italia, ha il suo lavoro, l’azienda. La concentrazione è elevata…

“Esatto. Tra l’altro, anche in termini di spread, questo è un approccio tipico italiano. Il Btp non va eliminato dal portafoglio, semplicemente non va concentrato in parti significative. Penso che ci siano soluzioni interessanti in grado di competere con il Btp in ottica di diversificazione, come le soluzioni a step-in o step-in contrarian, quelle che vanno a comprare l’equity quando scende o a consolidare quando sale e che permettono di fornire al cliente un livello di protezione iniziale importante”.

In eurozona l’inflazione è sotto controllo, anzi, c’è chi teme che possa scendere troppo, nuovamente, sotto l’obiettivo della Bce. Negli Stati Uniti, invece, si preannuncia uno scenario stagflattivo, con inflazione relativamente alta e crescita in rallentamento. In questo contesto, le strategie inflation-linked hanno ancora una ragion d’essere?

“Sicuramente il contesto è molto difficile. Io lavoro in banca da 18 anni ed è la prima volta in cui la politica economica europea è più accomodante di quella americana. L’inflazione in Europa, in assenza di crescita, è difficile da giustificare secondo una teoria classica. Ma arriviamo agli inflation-linked. Sono strumenti molto più complessi di quanto si possa immaginare. Offrono una copertura intrinseca che costa relativamente poco, ma è pur sempre una copertura e le opzioni non sono gratis, si pagano tutte. Detto questo, in eurozona, con un’inflazione stabile o calante, è molto probabile che un titolo a tasso fisso offrirà rendimenti più elevati rispetto a un titolo legato all’inflazione. Secondo la nostra view, andremmo piuttosto a lavorare su altri temi che possono riguardare il real estate e le infrastrutture, quindi un’economia reale che possa proteggere maggiormente il potere d’acquisto”.

Un certo numero di portafogli si sta aprendo ai nuovi orizzonti rappresentati dai mercati privati, grazie all’arrivo sul mercato di prodotti evergreen, semiliquidi. Qualcuno preferisce chiamarli semi-illiquidi…come si combinano correttamente queste strategie in un portafoglio diversificato?

“Innanzitutto, in Italia c’è un lavoro molto importante da fare. Si registrano percentuali inferiori all’1% nei portafogli, nulla a che vedere con Stati Uniti e Inghilterra. La Banca mondiale stima che 9 aziende su 10 con un fatturato superiore ai 100 milioni di dollari non sono quotate. E noi compriamo generalmente solo aziende quotate. Questo è un tema significativo. Fatta questa premessa, credo che il segmento del private debt possa in generale fare la fortuna di molti clienti nell’arco dei prossimi anni. Ci sono molti asset che possono essere combinati, dai syndicated loan al direct lending, l’asset based finance fino a tutto il mondo dei semiliquidi”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

Vuoi sapere come investire nel mercato obbligazionario adesso?

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth