Btp e bond: resistono mentre le azioni colano a picco

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Una persona in giacca e cravatta rossa tiene in mano un grande scudo con la scritta "BOND". Lo scudo ha una texture metallica con un bordo di rivetti. Lo sfondo è un gradiente semplice.

I timori di recessione innescati dai dazi hanno incoraggiato l’acquisto di bond ad alto rating: Germania e Usa, ma anche una buona tenuta per il Btp

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Mentre le Borse affrontano il terzo giorno consecutivo di vendite massicce, il mercato obbligazionario segue un percorso ben diverso e decisamente meno turbolento. A differenza del crollo simultaneo di azioni e bond del 2022, causato dalla crisi energetica e dai rialzi dei tassi d’interesse, l’attuale scenario di guerra commerciale innescato dai dazi di Trump ha spinto gli investitori verso una classica “fuga verso la qualità” (flight to quality). Ad approfittarne sono soprattutto i titoli sovrani dei Paesi più affidabili, in primis la Germania. Nella mattinata del 7 aprile, i rendimenti dei bond dell’Eurozona sono scesi tra 10 e 13 punti base, portando il Bund tedesco a un mese al minimo di 2,44%.

Questa discesa rappresenta un’ottima notizia per chi aveva puntato sui bond spinto da cedole attraenti – inclusi molti investitori italiani tornati sui Btp – perché il prezzo dei titoli obbligazionari tende a salire o quantomeno a resistere, compensando in parte le perdite dell’azionario. È dunque una conferma della validità del portafoglio bilanciato, che limita il rischio di perdite improvvise e apre la possibilità di rimodulare successivamente il portafoglio, vendendo bond e ricomprando azioni a prezzi più bassi.

Un esempio concreto arriva dal recente collocamento del Btp Più. Chi avesse acquistato questo titolo all’emissione il 21 febbraio e volesse venderlo oggi, 7 aprile, subirebbe una perdita contenuta dello 0,7%. Chi, invece, nello stesso giorno avesse puntato sull’indice azionario Ftse Mib sarebbe attualmente sotto di quasi il 10%. Questo accade nonostante un evidente ampliamento dello spread tra Btp e Bund, causato proprio dalla maggiore domanda di titoli tedeschi, considerati il porto più sicuro in una fase di massima incertezza. Il confronto Btp-azioni in questa fase permette di chiarire come, in casi eccezionali, l’obbligazione contribuisca a contenere le perdite di un portafoglio diversificato che finisce sotto pressione.

L’Europa reagisce ai dazi Usa con prudenza

Intanto arrivano le prime dichiarazioni dall’incontro tra i 27 stati membri dell’Ue, chiamati a rispondere al dazio americano del 20% entrato in vigore su tutte le importazioni negli Stati Uniti. “Dobbiamo restare calmi e reagire in modo da ridurre la tensione”, ha dichiarato la ministra del Commercio olandese Reinette Klever, aggiungendo: “Saremo comunque pronti a prendere contromisure per riportare gli americani al tavolo negoziale”. Toni concilianti anche dal commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic: “Prima o poi troveremo un compromesso accettabile per entrambe le parti”.

Calmare il portafoglio: come ribilanciare se si temono altri ribassi

Nel frattempo, la situazione sui mercati resta tesa, con l’indice Vix, che misura la volatilità e la paura finanziaria, ai massimi dai tempi della crisi del 2008. In questo scenario, i consulenti finanziari consigliano cautela. Secondo Roberta Rossi, co-fondatrice di SoldiExpert Scf, “è ragionevole ridurre il rischio azionario spostandosi sull’obbligazionario, soprattutto per chi negli ultimi due anni ha beneficiato di alti rendimenti azionari con esposizioni molto elevate, anche del 70-80%. Forse è una scelta tardiva, ma resta sensata dato che i rendimenti obbligazionari restano storicamente interessanti”.

Per gli investitori meno propensi al rischio, il mercato obbligazionario offre chiarezza e sicurezza, con la certezza del rimborso del capitale alla scadenza, salvo insolvenza dell’emittente. Tuttavia, avverte Rossi, “è come mettere il portafoglio in panchina e non ha senso per tutti. Chi ha investito da poco e possiede il giusto orizzonte temporale farebbe meglio a non spostarsi adesso su asset più conservativi, rischiando di cristallizzare la perdita su strumenti meno redditizi dell’azionario nel lungo periodo”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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