Il ministero dell’Economia ha annunciato una nuova asta di titoli di Stato che comprende un nuovo BTP a 5 anni, un BTP a 10 anni e un CCTeu con scadenza nel 2036. Complessivamente, il Tesoro offrirà titoli per un ammontare fino a 8 miliardi di euro, escluse le aste supplementari.
Per prenotare l’acquisto c’è tempo fino al 28 settembre 2026. È possibile rivolgersi agli sportelli bancari e postali oppure utilizzare il proprio home banking, se abilitato alle funzionalità di trading.
Di seguito le caratteristiche dei titoli:
1ª
01/02/2032
Da attribuire
01/10/2026
01/02/2027 (*)
0 giorni
0,150%
3ª
01/10/2036
IT0005729931
01/09/2026
01/04/2027
0 giorni
0,200%
9ª
15/04/2036
IT0005707689
0,80%
1,645%
15/04/2026
15/10/2026
169 giorni
0,15%
Perché inserire i Btp in portafoglio
I Btp rappresentano una scelta consolidata per i risparmiatori italiani, grazie al trattamento fiscale agevolato. Con un’aliquota del 12,5% sui rendimenti, nettamente inferiore al 26% applicato alla maggior parte degli altri strumenti finanziari, questi titoli di Stato partono da una posizione competitiva rispetto ad altre forme di investimento.
Tuttavia, il loro acquisto richiede una pianificazione attenta, soprattutto in relazione alle scadenze. È fondamentale scegliere titoli con una durata coerente con i propri obiettivi finanziari, in modo da recuperare il capitale in momenti strategici, come spese familiari o investimenti futuri.
Chi decide di vendere un Btp prima della scadenza deve considerare l’impatto delle variazioni di prezzo sul mercato: il valore potrebbe essere superiore o inferiore rispetto all’investimento iniziale, esponendo l’investitore al rischio di mercato. Al contrario, mantenere il titolo fino alla scadenza assicura il rimborso del capitale nominale, eliminando questa incertezza.
Rimane comunque il rischio di credito, ossia l’eventualità che lo Stato italiano non sia in grado di onorare i propri debiti. Sebbene lo scenario di un default sovrano sia considerato poco probabile, gli investitori dovrebbero sempre diversificare il portafoglio, valutando il proprio profilo di rischio e, se necessario, consultando un consulente finanziario per una strategia bilanciata.
Cct: cosa lo distingue da un Btp e quando preferirlo
Come approfondito in questo articolo, il Cct (o meglio, Ccteu) è un titolo di Stato la cui cedola non è fissa, ma variabile a seconda dell’andamento del tasso Euribor, quello che solitamente determina anche le rate dei mutui variabili. Di conseguenza, questo titolo tende a seguire in modo più fedele il costo del denaro: questo contribuisce a contenere la volatilità del prezzo dell’obbligazione, rendendo un po’ meno rischiosa la sua eventuale vendita in anticipo sulla scadenza. Il rovescio della medaglia e che, a differenza del Btp, non è possibile fare una previsione esatta di quello che sarà il rendimento a scadenza, dal momento che dipenderà dall’andamento del tasso Euribor.

