Bot, le nuove emissioni del 25 settembre 2026

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Una piccola bandiera italiana è appoggiata su banconote in euro che sporgono parzialmente da un portafoglio in pelle marrone appoggiato su una superficie di legno.

Asta BOT settembre 2026: il Tesoro offre 7,5 miliardi di titoli a 6 mesi. Prenotazioni entro il 24 settembre, asta il 25. Scadenza e caratteristiche.

Indice

Il ministero dell’Economia ha annunciato l’emissione di un nuovo Bot a 6 mesi, con scadenza il 31 marzo 2027. Il titolo andrà in asta il prossimo 25 settembre, con un controvalore complessivo in raccolta di 7,5 miliardi di euro, a cui potranno aggiungersi 750 milioni nell’asta supplementare riservata agli specialisti.

Il Bot potrà essere prenotato entro il 24 settembre, utilizzando il proprio home banking abilitato alle funzioni di trading, oppure recandosi in filiale bancaria o alle poste. Il regolamento delle sottoscrizioni è previsto per il 30 settembre, mentre il rendimento del titolo sarà determinato in sede d’asta

Asta BOT settembre 2026: in offerta 7,5 miliardi di titoli a sei mesi

Il Tesoro torna sul mercato con una nuova emissione di BOT a sei mesi, per un importo complessivo di 7,5 miliardi di euro. I titoli avranno una durata di 182 giorni, con emissione il 30 settembre 2026 e scadenza il 31 marzo 2027. Il termine per la prenotazione da parte del pubblico è fissato al 24 settembre 2026.

Le date da ricordare

  • Prenotazione da parte del pubblico: entro il 24 settembre 2026
  • Presentazione delle domande in asta: entro le ore 11:00 del 25 settembre 2026
  • Collocamento supplementare: entro le ore 15:30 del 28 settembre 2026
  • Regolamento delle sottoscrizioni: 30 settembre 2026

Le caratteristiche del BOT in asta

Caratteristiche BOT 6 mesi
Durata 182 giorni
Codice ISIN IT0005733115
Tranche
Data di emissione 30/09/2026
Data di scadenza 31/03/2027
Importo offerto 7.500 milioni €
Quota supplementare specialisti 10%
Importo asta supplementare 750 milioni €

L’emissione prevede un’offerta ordinaria di 7,5 miliardi di euro, a cui potranno aggiungersi fino a 750 milioni di euro attraverso il collocamento supplementare riservato agli specialisti. L’importo complessivo potenziale raggiunge quindi 8,25 miliardi di euro.

Il rendimento del BOT sarà determinato in sede d’asta. I BOT sono titoli zero coupon: non prevedono cedole periodiche e il rendimento deriva dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il valore rimborsato alla scadenza.

Perché investire in Bot

I Bot rappresentano una soluzione interessante per chi desidera impiegare la propria liquidità in modo più efficiente, evitando che rimanga su conti correnti che rendono poco o nulla. Questi titoli di Stato, con una durata massima di un anno, offrono un profilo di rischio contenuto rispetto ai Btp, pensati per investimenti a lungo termine.

Le caratteristiche distintive dei Bot?

  • Meccanismo a Sconto: A differenza dei Btp, i Bot non prevedono cedole periodiche, ma vengono acquistati a un prezzo inferiore al valore nominale di 100 euro. Il rendimento si realizza interamente al momento del rimborso (che avviene sempre a 100).
  • Vantaggi Fiscali: I rendimenti dei Bot beneficiano di una tassazione agevolata al 12,5%, significativamente più bassa rispetto al 26% applicato a conti deposito e altri strumenti finanziari. Questo aspetto li rende competitivi nel confronto tra rendimenti netti.
  • Sicurezza del Capitale: Essendo titoli di Stato, il rimborso è garantito dall’Italia. Pur non avendo la stessa solidità finanziaria di paesi come la Germania, la breve durata dei Bot riduce l’esposizione alle oscillazioni dei mercati, rendendoli meno volatili rispetto ad altre opzioni.

Tutto perfetto? Nonostante i numerosi vantaggi, i Bot non sono esenti da rischi. In caso di vendita anticipata sul mercato secondario, il valore potrebbe essere inferiore all’investimento iniziale, anche se le perdite tendono a essere limitate. Inoltre, una concentrazione eccessiva su questi strumenti potrebbe ridurre la diversificazione e limitare il potenziale di rendimento complessivo di un portafoglio. In generale, però, bisogna inserire i Bot nel club degli investimenti “a basso rischio”.

I Bot possono essere particolarmente utili in un portafoglio diversificato, specialmente se integrati con altri titoli di Stato e azioni che consentono di ottimizzare il rapporto rischio/rendimento, sfruttando le caratteristiche complementari di strumenti a breve e lungo termine.

Chi non ama le oscillazioni azionarie e vuole rivedere in fretta i denari che ha investito trova nei Bot una risposta tipica per gestire la liquidità con un occhio alla sicurezza e al rendimento nel breve periodo.

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di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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