Il cambio di rotta delle principali banche centrali sta guidando una nuova fase dei mercati finanziari. Nell’ultima riunione la Fed ha rialzato i tassi di 25 punti base, portandoli al 3,75-4%; prima dell’istituto americano, anche la Bce aveva aumentato i tassi di 25 punti base, mentre la Bank of Japan ha portato il proprio tasso di riferimento all’1,25%, con un rialzo di 25 punti base. La Bank of England ha invece scelto di mantenere i tassi invariati al 3,75%, confermando un approccio più attendista.
Le nuove traiettorie degli istituti centrali si inseriscono in un contesto macroeconomico ancora caratterizzato da tensioni geopolitiche e dall’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti. In uno scenario di questo tipo, spiegano gli esperti di BNY Investments, gli investitori possono guardare al reddito fisso per ricercare rendimento limitando la sensibilità ai tassi di interesse.
L’aumento dei prezzi dell’energia e un quadro geopolitico ancora incerto contribuiscono a mantenere elevata l’attenzione delle banche centrali sull’inflazione. In questo scenario, spiegano gli esperti di BNY Investments, per gli investitori ancora concentrati sulla liquidità può aprirsi uno spazio per aumentare gradualmente l’esposizione al credito, ricercando rendimenti più elevati senza assumere una sensibilità ai tassi particolarmente elevata.
In particolare, sottolineano, “per chi è disposto ad aumentare gradualmente il rischio, il credito può offrire rendimenti superiori alla liquidità mantenendo una sensibilità ai tassi relativamente contenuta. In particolare, credito globale a breve termine, tasso variabile e asset-backed securities possono consentire di sfruttare gli attuali livelli di rendimento limitando l’esposizione alla duration. In queste esposizioni, inoltre, il rendimento dipende maggiormente dai proventi contrattuali e dal premio per il rischio di credito, anziché dalle variazioni dei tassi.”
Credito a breve termine: cercare rendimento limitando la duration
Queste diverse strategie possono avere un ruolo distinto all’interno del portafoglio: dal credito investment grade a breve termine alle esposizioni high yield, fino al tasso variabile e agli asset-backed securities. L’obiettivo comune è cercare rendimento contenendo, per quanto possibile, la sensibilità alle variazioni dei tassi.
Credito investment grade a breve termine
Il primo segmento da considerare è quello del credito investment grade a breve termine. Secondo i dati ICE BofA riportati da BNY Investments, i rendimenti di questo comparto si attestano al 90% di quelli del mercato globale investment grade, rispettivamente al 4,2% e al 4,7%.
Il vantaggio non riguarda però soltanto il livello di rendimento, ma anche il profilo di volatilità. “Il credito investment grade a breve termine ha storicamente mostrato una volatilità inferiore rispetto alle scadenze più lunghe, grazie alla minore sensibilità sia ai tassi di interesse sia alle variazioni degli spread creditizi. Questa caratteristica emerge soprattutto nelle fasi di stress dei mercati, quando le esposizioni a breve termine tendono a registrare drawdown più contenuti. A contribuire è anche il naturale effetto di pull-to-par, che porta il prezzo delle obbligazioni verso il valore nominale man mano che si avvicinano alla scadenza”, precisano. In ultimo, questo segmento ha dimostrato una particolare resilienza, soprattutto nelle fasi di crisi dei mercati finanziari, tra cui quella del 2008 e la più recente crisi pandemica.
Credito high yield a breve termine
La seconda opportunità riguarda il credito high yield a breve termine, particolarmente interessante in una fase in cui l’obiettivo degli investitori può essere la generazione di reddito più che l’apprezzamento dei prezzi delle obbligazioni.
“Le scadenze generalmente entro i due anni – aggiungono – possono offrire rendimenti superiori alla liquidità, contribuendo al contempo a contenere il rischio. Gran parte del rendimento deriva infatti dai pagamenti periodici degli interessi, rendendo i risultati potenzialmente più prevedibili e meno dipendenti dalle oscillazioni dei mercati.”
Un ulteriore elemento riguarda la visibilità sul credito: una scadenza più ravvicinata riduce l’esposizione alle incognite legate all’evoluzione di lungo periodo dell’emittente. Secondo quanto riporta BNY Investments, la breve durata offre inoltre maggiore flessibilità nella gestione del capitale. Una volta rimborsato, può infatti essere reinvestito in funzione delle nuove condizioni di mercato e dell’evoluzione dei tassi.
Credito a tasso variabile
Anche il credito a tasso variabile può offrire opportunità, soprattutto in una fase di mercato caratterizzata da tassi elevati e da una possibile volatilità delle condizioni monetarie. Nel dettaglio, questi strumenti prevedono cedole periodicamente ricalcolate sulla base dell’andamento dei tassi di mercato. Il loro adeguamento nel tempo consente di limitare la sensibilità dei prezzi alle variazioni dei tassi rispetto alle obbligazioni a tasso fisso.
“In uno scenario di tassi elevati o volatili, il credito a tasso variabile può offrire un reddito che si adegua alle condizioni di mercato, mantenendo una sensibilità ai tassi relativamente contenuta. Questo può renderlo un utile complemento per diversificare il portafoglio e ricercare un maggiore potenziale di reddito. Come per ogni investimento nel credito, resta però fondamentale una selezione attenta degli emittenti, soprattutto alla luce dell’evoluzione delle condizioni del mercato”, chiariscono gli esperti.
Asset-backed securities: cosa sono e come funzionano
Un’ulteriore componente del credito da considerare è rappresentata dagli asset-backed securities (ABS), titoli garantiti da portafogli di attività sottostanti. Rispetto al credito societario tradizionale, gli ABS possono offrire una maggiore diversificazione dei flussi di cassa, mentre la componente a tasso variabile contribuisce a limitarne la sensibilità alle variazioni dei tassi.
“A differenza del credito societario tradizionale – spiegano – gli ABS sono garantiti da portafogli di attività sottostanti, come mutui, prestiti al consumo o finanziamenti auto. I flussi di cassa risultano quindi più diversificati, perché dipendono da un insieme ampio di singoli debitori e non da un unico emittente.”
La loro struttura prevede inoltre diversi livelli di protezione, pensati per assorbire parte delle eventuali perdite sui prestiti sottostanti. Tra questi rientrano la subordinazione e l’eccesso di spread, che contribuiscono a definire il grado di protezione delle diverse tranche. “Queste caratteristiche fanno degli ABS un possibile complemento alle strategie di credito a breve termine e a tasso variabile, offrendo diversificazione e un profilo meno esposto alla duration”, aggiungono.
In uno scenario ancora caratterizzato da incertezza e rendimenti elevati, il credito a breve termine può quindi rappresentare un’alternativa alla liquidità per gli investitori alla ricerca di reddito, senza assumere un’elevata esposizione alla duration. La scelta tra investment grade, high yield, tasso variabile e ABS dipende naturalmente dal profilo di rischio e dagli obiettivi del portafoglio, ma la loro combinazione può offrire diversi strumenti per adattarsi all’evoluzione dei mercati.

