Bonus casa 2026, detrazione al 50% in bilico: scende al 36%?

3 MIN
Blocchi di legno compongono la scritta "Bonus", con una piccola casa, un'auto gialla e una pila di monete sormontata da una scatola legata con un nastro rosso. Lo sfondo è un fogliame verde leggermente sfocato.

Il Bonus casa 2026 è al centro del dibattito: la detrazione potrebbe restare al 50% o ridursi al 36%? Novità, proroghe e ipotesi in discussione

Indice

Il panorama delle agevolazioni fiscali per la casa (bonus casa) vive un momento di forte incertezza.

Cosa prevede oggi la legge di bilancio 2025

Da un lato, la Legge di Bilancio 2025 ha fissato un quadro “di discesa”: dal 1º gennaio 2026 il Bonus ristrutturazioni e l’Ecobonus passeranno da un’aliquota del 50% al 36% per la prima casa, e al 30% per le altre unità immobiliari.

L’ipotesi di proroga al 50% nel 2026

Dall’altro, arriva un’accelerazione: il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) ha avviato interlocuzioni con il Ministero dell’Economia (Mef) per proporre una proroga della detrazione del 50% per tutto il 2026, almeno per gli interventi di ristrutturazione sulla prima casa.

Recupero in 5 anni invece che in 10?

Secondo quanto dichiarato pochi giorni fa dalla viceministra Vannia Gava, l’idea non sarebbe solo quella di mantenere l’aliquota favorevole, ma anche di ridurre il periodo di recupero da 10 a 5 anni. Con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si sta verificando la fattibilità di una doppia misura che renda il beneficio “più immediato e conveniente”.
Non si tratta di norme già approvate, occorre ribadire, ma di un dossier in lavorazione e va ricordato che ogni ampliamento del bonus dovrà scontrarsi con le rigide esigenze di copertura finanziaria dello Stato, in un contesto già carico di vincoli di bilancio.

Cosa prevede attualmente la legge?

Ecco cosa prevede ora la legge su varie agevolazioni per la casa. Per il 2025, il Bonus ristrutturazioni e l’Ecobonus restano al 50% per le prime case; per gli altri immobili, l’aliquota è già scesa al 36%.

Dal 2026, senza interventi legislativi, la detrazione per la prima casa dovrebbe scendere al 36%; per le altre abitazioni, al 30%. Inoltre, dal 2028 il massimale di spesa detraibile per le prime case passerebbe da 96.000 euro a 48.000 euro.

Il Bonus barriere architettoniche, con aliquota 75%, e il Superbonus (ancora vigente nel 2025 solo per alcuni interventi condominiali al 65%) sarebbero destinati a terminare, salvo eccezioni (ad esempio nelle zone colpite da eventi sismici).

Una novità significativa: dal 2025 le caldaie a gas (anche a condensazione) sono escluse da qualunque incentivo fiscale. Questo per allinearsi alla Direttiva europea “Case Green”, che promuove sistemi di riscaldamento più sostenibili.
È stato introdotto inoltre un tetto di reddito: chi supera i 75.000 euro annui può perdere in parte l’accesso alla detrazione.

Chi può accedere al Bonus Ristrutturazioni nel 2025?

Tutti i contribuenti che eseguono interventi su immobili residenziali possono richiedere il bonus. Per la prima casa l’aliquota è del 50%, mentre per altre unità immobiliari è del 36%. Devono essere rispettati pagamenti con bonifico parlante e interventi rientranti nelle categorie previste dall’art. 16-bis del Tuir (manutenzione straordinaria, ristrutturazione, restauro).

Quali scenari possiamo ipotizzare allo stato?

Se la proposta del Mase dovesse trovare accoglimento, potrebbero essere rinviate le riduzioni drastiche fissate per il 2026, preservando un incentivo chiave per chi intende intervenire sull’abitazione.
Tuttavia, l’iter non è affatto scontato: serve un sostegno robusto sul versante dei conti pubblici e la volontà politica di mantenere la spinta verso gli investimenti edilizi. Accorciare i tempi di recupero, infatti, ha un effetto immediato sui conti pubblici. Da ricordare che solamente poco più di un anno fa si è deciso di allungare a 10 anni la “spalmatura” per alleggerire l’impatto sui bilanci dello Stato: reintrodurre (anche solo in parte) la possibilità di utilizzare il beneficio a cinque anni andrebbe quindi valutato con molta attenzione, visto l’effetto nel breve. È una valutazione di finanza pubblica che accompagna, inevitabilmente, la discussione politica.

Conviene ristrutturare ora o aspettare?

Per chi ha in programma lavori di ristrutturazione, il 2025 rappresenta un anno “bonus” ormai confermato. Ma la scelta è: intervenire ora, con condizioni favorevoli, oppure attendere l’evoluzione normativa nelle prossime settimane e mesi? Davvero difficile ora dare una risposta.

Domande frequenti su Bonus casa 2026, detrazione al 50% in bilico: scende al 36%?

Qual è la situazione attuale delle detrazioni fiscali per la casa a partire dal 1° gennaio 2026 secondo la Legge di Bilancio 2025?

A partire dal 1° gennaio 2026, la Legge di Bilancio 2025 prevede una riduzione delle detrazioni fiscali. Il Bonus ristrutturazioni e l'Ecobonus passeranno dal 50% al 36% per la prima casa e al 30% per le altre unità immobiliari.

Esiste la possibilità che le detrazioni fiscali per la casa rimangano al 50% anche nel 2026?

Sì, c'è un'ipotesi di proroga che potrebbe mantenere l'aliquota del 50% per il 2026. Questa possibilità è oggetto di discussione e potrebbe essere influenzata da decisioni ministeriali.

Quali sono le implicazioni finanziarie immediate per chi sta pensando di ristrutturare casa?

L'incertezza attuale sul futuro delle detrazioni fiscali potrebbe portare a valutare se sia più conveniente procedere con i lavori di ristrutturazione ora, prima di un'eventuale riduzione delle agevolazioni, o attendere ulteriori sviluppi.

Cosa prevede attualmente la legge riguardo al Bonus Ristrutturazioni nel 2025?

Attualmente, la legge di bilancio 2025 fissa un quadro che prevede una discesa delle aliquote dal 1° gennaio 2026. Questo implica che nel 2025 le detrazioni potrebbero ancora essere quelle vigenti prima della prevista riduzione.

Quali scenari si possono ipotizzare riguardo alle detrazioni fiscali per la casa nel prossimo futuro?

Gli scenari ipotizzabili vedono da un lato la prevista riduzione delle detrazioni dal 2026, e dall'altro la possibilità di una proroga che mantenga l'aliquota al 50%. La situazione è in evoluzione e dipenderà dalle decisioni che verranno prese.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Maurizio Fraschini

Avvocato del Foro di Milano e Parigi, è partner dello studio BIP Law & Tax. Si occupa di M&A, real estate e private equity. Ha una consolidata esperienza nella strutturazione e realizzazione di operazioni societarie straordinarie e, in particolare, nella gestione dei differenti aspetti degli investimenti e della contrattualistica nel settore real estate.

Vuoi conoscere le agevolazioni fiscali introdotte dalla legge di Bilancio 2025 e capire se il settore immobiliare può offrire delle interessanti opportunità d’investimento per l’anno in corso?