Verrà dispersa in asta una leggendaria collezione di strumenti rock e oggetti che hanno fatto il XX secolo
Avere in casa strumenti musicali e manoscritti delle canzoni più celebri della storia. Un tempo appartenenti a Beatles, Eric Clapton, Bob Dylan, David Gilmour. Kurt Cobain, Elton John, Prince, Johnny Cash, Janis Joplin. A leggende del jazz quali John Coltrane e Miles Davis. E non solo.

Beatles. Tutte le foto sono cortesia di Christie's Images Ltd
Jim Irsay (1959-2025), proprietario degli Indianapolis Colts della National Football League, ce li aveva. Facevano parte della sua collezione personale di memorabilia legati alla musica, al cinema, allo sport e alla storia pop americana. Una raccolta da lui meticolosamente – e amorevolmente – assemblata nell’arco di decenni.

Kurt Cobain
Tutti oggetti di provenienza non replicabile, importanza culturale, elevatissimo valore simbolico. Secondo Guitar World la sua è “la più grande collezione di chitarre al mondo”. E ora questa gigantesca collezione planerà sul mercato: al Rockfeller Center di New York, per andare in asta presso la sede newyorkese di Christie’s.

Prince
I lotti in catalogo sono quasi 400 in totale, e verranno dispersi in quattro aste, in programma dal 3 al 17 marzo 2026, pensate per un pubblico eterogeneo. Le accompagnerà una esposizione che si terrà dal 6 al 12 marzo.
La collezione di Irsay, oltre che per la propria vastità, è preziosa perché è stata messa insieme secondo una logica che privilegia rarità, provenienza e rilevanza storica dell’oggetto, più che la sua sola celebrità. Come anticipato, gli addetti ai lavori la considerano una delle più coerenti e significative mai costruite nel campo dei memorabilia. Non una collezione enciclopedica, ma una visione: ogni pezzo è scelto perché rappresenta un punto di svolta, un momento fondativo o un passaggio simbolico nella storia della musica, dello sport o dell’intrattenimento. Una parte dei proventi delle vendite sarà destinata a iniziative filantropiche sostenute da Irsay nel corso della sua vita.

Muhammed Alì
Quando?
Il calendario delle aste riflette la struttura curatoriale della raccolta. Il 12 marzo 2026 si terrà l’asta Hall of Fame, il nucleo più prestigioso dell’intera collezione rock. Circa 50 lotti, tra i più rari e ambiti, molti dei quali hanno segnato la nascita di album epocali. Vi saranno oggetti legati ai Beatles e ad altre figure fondative della musica moderna, ma anche memorabilia sportivi (Muhammad Alì) e manoscritti letterari (per es. di Jack Kerouac, Jim Morrison) che hanno contribuito a definire l’immaginario del Novecento.

Bob Dylan
Seguiranno il 13 e il 14 marzo rispettivamente Icons of Popular Culture e Icons of Music. Icons of Popular Culture, circa 150 lotti, esplora il collezionismo pop in senso più ampio. In catalogo figurano oggetti appartenuti a musicisti, scrittori, attori e sportivi che, nel tempo, sono diventati simboli collettivi. Strumenti musicali, memorabilia cinematografici e materiali autografi mostrano come la cultura di massa abbia prodotto oggetti oggi ricercati non solo per la loro origine, ma per la loro capacità di condensare memoria e identità culturale. Con circa 80 lotti invece, Icons of Music è dedicata alla liuteria americana e al collezionismo musicale più classico. Chitarre vintage e strumenti personalizzati raccontano l’evoluzione del design e dell’artigianato musicale, offrendo una selezione di modelli che uniscono qualità costruttiva, rilevanza storica e forte appetibilità sul mercato collezionistico.

Janis Joplin
Dal 3 al 17 marzo sarà inoltre aperta una vendita online, pensata per ampliare la platea dei collezionisti pur nel rispetto dell’alto livello qualitativo dell’offerta. Si tratta di circa 125 lotti, tra chitarre, autografi, fotografie rare e memorabilia. Un segmento pensato per intercettare collezionisti emergenti e appassionati, senza rinunciare al rigore curatoriale che caratterizza l’intera Jim Irsay Collection. Infine, nel corso dell’estate sarà prevista una vendita ulteriore, dedicata agli oggetti di storia americana, a corredo di una esposizione a fine giugno.
Julien Pradels, presidente di Christie’s Americas, riconosce che Jim Irsay ha dimostrato «un occhio rarissimo per oggetti che non sono semplici cimeli, ma veri testimoni dei momenti più importanti della nostra storia condivisa».

