Febbre Btp e bilanciati in calo: Banca Generali replica con 13 fondi

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Il vicedirettore di Banca Generali, Andrea Ragaini, spiega a We Wealth le ultime mosse di Lux IM, a base di obbligazionario (ma non solo)

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Mentre il Tesoro italiano ha ricominciato la sua campagna per il nuovo Btp valore, con l’obiettivo di attrarre un’altra porzione del risparmio delle famiglie italiane, le reti e le loro case prodotto si muovono con decisione per fornire sempre più alternative comparabili, nel nome della diversificazione. Banca Generali ha da poco rinnovato la gamma prodotti della sua Sicav, Lux IM, arricchendola di 13 nuovi fondi – dieci dei quali obbligazionari.

Bond e cedola, per soddisfare la domanda della clientela

Da una parte, questa mossa completa un’offerta finora più focalizzata sull’azionario; dall’altro può essere considerata una risposta all’ondata di richieste per i Btp e singoli titoli obbligazionari, che hanno insidiato i prodotti di risparmio gestito l’anno scorso. “Di fatto, non c’è il prodotto vincente per tutte le stagioni, a meno che non si guardi al lunghissimo periodo”, ha dichiarato a margine del Salone del Risparmio Andrea Ragaini, vicedirettore generale vicario di Banca Generali, spiegando perché Lux IM abbia potenziato proprio l’offerta obbligazionaria. “Sicuramente, il cliente italiano apprezza molto la cedola e i tassi oggi danno opportunità migliori rispetto a due o tre anni fa”, ha aggiunto Ragaini, “quindi noi abbiamo voluto mettere in campo un pezzo importante della gamma che non avevamo, gli strumenti obbligazionari”.

“Tutti questi prodotti hanno un minimo comune denominatore: dietro c’è una vera gestione attiva, declinata in vari modi… fra i sottostanti c’è la parte dei titoli governativi, c’è la parte di total return, c’è la parte di fixed income o di income globale”, ha proseguito il vicedirettore di Banca Generali, ricordando come le deleghe di gestione dei nuovi fondi obbligazionari siano state trasmesse a Candriam, Pimco, M&G, Vontobel, Carmignac, Eurizon e Blackrock.

Nel 2023 i fondi obbligazionari, grazie ai prodotti con scadenza prestabilita, sono stati l’unica categoria ad aver ricevuto una raccolta netta positiva di capitali da parte della clientela. Un’analisi di JPMorgan, aggiornata ai dati di inizio ottobre, aveva mostrato come i fondi a scadenza avessero rappresentato quasi due terzi dei nuovi prodotti lanciati nei precedenti due anni, in risposta alla crescente domanda della clientela.

In Italia alcuni grandi nomi del risparmio gestito si sono inseriti nel trend. Fra i primi sette fondi lanciati a fine anno da Unicredit in collaborazione con Azimut (sotto il brand Onemarkets Italy), compare proprio un prodotto obbligazionario con strategia buy & hold con orizzonte a 5 anni, “Obiettivo 2029”, che può attrarre l’investitore nel confronto diretto con il BTP. Ad esso si aggiunge un altro fondo obbligazionario focalizzato su titoli italiani.

Lo scorso novembre era stata Mediobanca Sgr ad aver ampliato la gamma con le prime soluzioni a scadenza, attraverso il lancio di due fondi al 2026 e al 2029, con un focus sugli emittenti italiani (e Btp fino a un massimo del 70% degli attivi).

Alternativi per superare la crescente correlazione fra bond e azioni

Tornando a Lux IM, gli altri tre fondi aggiunti alla gamma provano a dare una risposta ai clienti insoddisfatti del tradizionale portafoglio bilanciato fra azioni e bond, il cui declino è stato al centro del dibattito fra gli addetti ai lavori. Si tratta di tre strategie alternative che, ha spiegato Ragaini, puntano a incrementare l’efficienza del portafoglio in seguito alla crescente correlazione fra i movimenti dei bond e quelli delle azioni – asset class che, da qualche tempo, tendono a salire e scendere in sincrono vanificando un’efficace riduzione del rischio in portafoglio.

Alla luce di questa correlazione, aumentata negli ultimi anni, “un portafoglio suddiviso solo fra azioni e obbligazioni è meno efficiente di un portafoglio che ad esse aggiunge asset class alternative” che risultano più decorrelate dalle altre componenti della strategia, ha dichiarato il vicedirettore di Banca Generali. Nel dettaglio, la prima delle tre strategie, gestita da Goldman Sachs, è focalizzata sulle materie prime, con posizioni sia rialziste sia ribassiste; la seconda, con Man Group, è un “global arbitrage che comprende una componente di event driven”; l’ultima è un fondo di fondi gestito da Lumyna. “Il messaggio che noi diamo ai nostri consulenti è: inseriteli nei portafogli, perché aumentate l’efficienza e la resilienza del portafoglio”, ha concluso Ragaini.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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