Dopo il crollo in Borsa del 13 novembre 2025 legato alle tensioni generate dai rilievi di Bankitalia, Azimut tenta la strada del recupero. A 24 ore dal tonfo del titolo a Piazza Affari, venerdì 14 novembre il management si presenta compatto, rilanciando sul progetto Tnb e avviando un maxi riacquisto di azioni proprie.
E il titolo riprende la strada del rialzo, mentre gli analisti restano prudenti sui tempi regolamentari e sugli effetti dell’ispezione sul progetto Tnb.
Azimut, a 24 ore dal crollo in Borsa: la versione del ceo Medda
“Ribadiamo ancora una volta che l’ispezione ordinaria recentemente completata da Banca d’Italia su Azimut Capital Management rientra nel normale processo di vigilanza cui sono sottoposti tutti i principali asset manager. (…) I rilievi emersi sono pienamente gestibili e coerenti con la nostra cultura del miglioramento continuo”, assicura Giorgio Medda, ceo di Azimut Holding, che è intervenuto direttamente per chiarire la posizione del gruppo Azimut e rassicurare il mercato dopo il crollo del giorno prima.
“Come abbiamo ribadito più volte, l’ispezione non è correlata all’operazione Tnb (il progetto di banca digitale con Fsi, ndr.) . Abbiamo già iniziato a lavorare e ad attuare una serie di miglioramenti mirati principalmente alla governance e al risk management della nostra controllata, che rafforzeranno ulteriormente la solidità e la scalabilità della nostra piattaforma italiana”, aggiunge il ceo che conferma la tabella di marcia.
E proprio sulle tempistiche, Medda spiega che “il piano d’azione di Acm sarà presentato entro il 30 novembre e completato entro e non oltre il 30 aprile 2026”.
Buyback e acquisti del management: la strategia per rassicurare il mercato
Parallelamente, Azimut risponde al mercato con segnali concreti sul capitale. Nell’ambito del programma di riacquisto di azioni proprie, il 13 novembre, il gruppo ha già comprato 350.000 azioni a un prezzo medio di 31,95 euro, con l’intenzione di proporre la cancellazione fino a 500 milioni.
In più, Medda annuncia che anche il management inizierà ad acquistare azioni “a titolo personale”, come segnale di fiducia nella strategia e nelle prospettive del gruppo. “ Il management inizierà anche ad acquistare azioni a titolo personale, un chiaro segnale di fiducia nella nostra strategia, nella qualità dei nostri risultati e nel potenziale a lungo termine del gruppo. Prevediamo di generare un valore significativo per il futuro, sostenuto da fondamentali solidi e dal contributo rilevante di Elevate 2030”, precisa il ceo.
I rilievi della Vigilanza riguardano aspetti organizzativi e di governance di Azimut Capital Management. La richiesta di Bankitalia è definire un assetto di governo e controllo pienamente adeguato alla complessità operativa del gruppo. Rafforzare i presidi interni è la condizione necessaria per superare la fase ispettiva.
“La nostra visione strategica rimane immutata. Tnb è un progetto trasformativo per Azimut che porteremo avanti con determinazione”, aggiunge Medda.
Cosa dicono gli analisti su Azimut
Secondo gli analisti di Intermonte, “il principale punto di attenzione è legato alla necessità di rivedere le procedure operative di Azimut Capital Management, che potrebbero richiedere del tempo poiché devono essere approvate dalla Banca d’Italia. Conseguentemente la visibilità sui tempi del via libera per Tnb dipende molto da come Azimut e Banca d’Italia collaboreranno su questi aspetti”, spiegano, sottolineando che “il rischio che l’operazione Tnb venga cancellata sembra rimanere basso anche se il superamento delle criticità rilevate nell’ispezione non è presupposto sufficiente ad ottenere l’approvazione”.
Barclays, invece, mantiene un’impostazione più prudente: gli analisti confermano il rating Equal Weight con target price a 32,30 euro, rilevando che i chiarimenti del management sono stati utili ma non risolvono del tutto le incertezze.
Secondo la banca d’affari, le principali variabili da monitorare restano:
- possibili ritardi nell’iter autorizzativo di Tnb;
- l’impatto delle preoccupazioni regolamentari sulla rete dei financial advisor;
- la percezione dei clienti nelle fasi di incertezza;
- eventuali effetti indiretti su partner come Unicredit.
I prossimi step da monitorare
Gli elementi da seguire nelle prossime settimane sono:
- la presentazione del piano correttivo entro il 30 novembre;
- la valutazione della vigilanza, che determinerà la velocità dell’iter;
- la capacità di Azimut di implementare le nuove procedure entro aprile 2026;
- eventuali comunicazioni formali di Bankitalia sul percorso autorizzativo.

