Bankitalia ferma Azimut: sospese le operazioni straordinarie
Il 13 novembre 2025 è stata una giornata da dimenticare per Azimut, che in Borsa è arrivata a perdere oltre il 15%, crollando a circa 30 euro. Il motivo? L’annuncio di Bankitalia che ha imposto uno stop ad Azimut Holding, sospendendo qualsiasi operazione straordinaria, incluso il progetto di banca digitale Tnb con Fsi, fino alla revisione della governance del gruppo.
Una decisione che è arrivata dopo un’ispezione approfondita dell’Autorità. La società, in una nota, ha tuttavia precisato che la misura non avrà alcun impatto sul suo conto economico.
Le carenze di governance segnalate da Bankitalia
A seguito delle richieste di chiarimento della Consob, Azimut ha comunicato che Bankitalia, dopo un’ispezione sulla Sgr, ha intimato ad Azimut Capital Management di “agire per rimuovere le carenze rilevate”.
L’istituto di Via Nazionale ha infatti evidenziato che “dall’insieme degli elementi acquisiti è emerso un quadro connotato da rilevanti carenze di governance e organizzative” e che “risulta quindi necessario che l’intermediario avvii con tempestività un’incisiva azione di rimedio volta a rimuovere le carenze riscontrate e a definire un assetto di governo e di controllo compatibile con la complessità operativa dell’intermediario e del gruppo”.
Bankitalia ha anche rilevato che “la situazione aziendale appare inidonea a sostenere la partecipazione della Sgr a operazioni rilevanti” come quelle previste dal Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio e, in particolare “fusioni, scissioni, acquisti di partecipazioni, acquisti e cessioni di aziende o rami d’azienda che attengano ai servizi e attività di investimento e gestione collettiva del risparmio”.
Il progetto Tnb sotto osservazione
Nel mirino c’è anche Tnb, il progetto di banca digitale annunciato nel marzo 2024 insieme a Fsi, che prevede l’acquisizione da parte di Azimut di una banca identificata insieme a Fsi a cui verrà conferito “un perimetro selezionato delle attività distributive italiane unitamente ad altri asset di Azimut”.
Per l’istituto di via Nazionale, Azimut deve infatti a breve “definire un assetto di governo e di controllo compatibile con la sua complessità operativa”. In particolare, su Tnb Bankitalia ha chiesto un “piano di rimedio” per rimuovere tutte le carenze riscontrate, che sarà poi oggetto di valutazione da parte della Bankitalia.
L’Autorità ha inoltre chiarito che “l’effettivo superamento di tali criticità non è un presupposto sufficiente per determinare un esito positivo degli eventuali procedimenti connessi al citato progetto, che saranno valutati nei tempi e nei modi previsti dalla vigente normativa”.
Le risposte di Pietro Giuliani (Azimut Holding)
Ed ecco le risposte di Pietro Giuliani, presidente di Azimut Holding sull’accaduto del 13 novembre 2025.
Giuliani sul crollo Azimut in Borsa: “Mercato irrazionale, io compro”
In merito al crollo del titolo a Piazza Affari, Giuliani ha dichiarato: “Ritengo che quanto sta accadendo sul titolo Azimut sia inaspettato e irrazionale. Le attuali quotazioni di Azimut Holding rappresentano per gli investitori un’ottima opportunità di acquisto e/o di rafforzamento delle proprie posizioni. Per questo a titolo personale, ho già dato disposizioni di incrementare il mio investimento in azioni Azimut per alcuni milioni di euro da qui ai prossimi giorni. Lo anticipo al mercato poiché non vorrei che in questo clima di “caccia alle streghe” qualcuno pensasse che in qualche modo sia coinvolto nel “sali e scendi” di Borsa per trarne profitto personale”.
Il progetto Tnb non è in discussione
“Nella mia vita professionale, insieme ai colleghi, ho realizzato cose molto più difficili che collaborare all’ottenimento di una licenza bancaria. Non chiedo al mercato rispetto, ma almeno l’utilizzo del buon senso nel pensare che il gruppo Azimut possa essere costretto a desistere dalla realizzazione di Tnb. Preferiremmo che ci fosse consentito in tempi ragionevoli di ottenere la licenza in Italia, ma se ciò non fosse possibile, esistono altri Paesi, ad esempio la Svizzera (dove già operiamo)”, ha spiegato Giuliani
Dividendo e buyback non sono in discussione
Infine, per quanto riguarda la politica dei dividendi e sul buyback, Giuliani ha concluso dicendo: “Alla luce di voci incontrollate che si stanno rincorrendo sul mercato, confermo la mia proposta al cda di quanto già comunicato al mercato. Azimut Holding, non essendo sotto vigilanza prudenziale, non può essere sottoposta a cambi di politiche di dividendi e buyback. La maggioranza dei suoi azionisti in sede assembleare è l’unico organismo titolato a tale decisione”.

