Pnrr: via libera di Bruxelles alla prima tranche da 21 miliardi

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La Commissione europea ha dato il via libera all’erogazione della prima rata da 21 miliardi di euro nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza. Ecco i traguardi raggiunti. E le prossime tappe

L’Italia ha rispettato l’impegno a conseguire i primi 51 obiettivi entro il 2021 al fine di presentare la domanda di pagamento della prima rata di rimborso. Si parla di riforme nei settori della pubblica amministrazione, degli appalti pubblici e della giustizia. Ma non solo

Paolo Gentiloni: “Nel 2022 devono essere raggiunti 100 traguardi e obiettivi. È fondamentale onorare questi impegni per realizzare il cambiamento strutturale necessario a indirizzare l’economia italiana su un percorso di crescita forte e duratura”

Si illumina la green light della Commissione europea alla prima tranche da 21 miliardi di euro per l’Italia dal Recovery fund, di cui 10 miliardi di sovvenzioni e 11 miliardi di prestiti. Un via libera che, nelle parole di Bruxelles, trova ragione nei “progressi significativi” compiuti nell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Mentre la Penisola si prepara ora a centrare oltre 100 traguardi e obiettivi nel 2022, per assicurarsi ulteriori 40 miliardi di euro di risorse.
Come ribadito da Draghi nella premessa alla prima relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr alla fine dello scorso anno, l’Italia ha infatti rispettato l’impegno a conseguire i primi 51 obiettivi entro il 2021 al fine di presentare la domanda di pagamento della prima rata di rimborso. Si parla di riforme nei settori della pubblica amministrazione, degli appalti pubblici, della giustizia, del quadro di revisione della spesa pubblica, dell’istruzione terziaria, delle politiche attive del mercato del lavoro e della legge quadro per l’autonomia delle persone con disabilità, ma anche del sistema di audit e controllo per l’attuazione del Recovery and resilience facility (il fulcro del pacchetto di finanziamenti del Next generation Eu, ndr).
Senza dimenticare che lo scorso anno sono entrati in vigore i nuovi crediti d’imposta del Piano Transizione 4.0 con un ampliamento della platea di imprese beneficiarie, la durata del credito d’imposta su base biennale e le tipologie di investimenti immateriali agevolabili. Inoltre, sono stati messi sul piatto 750 milioni di euro per i contratti di sviluppo per favorire gli investimenti nell’industria, nel turismo e nella tutela ambientale. Mentre, con ben sei mesi di anticipo sulla tabella di marcia della legge di bilancio 2021, nel mese di ottobre il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha firmato il decreto interministeriale attuativo del Fondo impresa donna che punta a stimolare la presenza femminile nel sistema produttivo tricolore.

Ricordiamo che il Pnrr si delinea lungo sei aree tematiche (digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; e salute) e vale complessivamente 191,5 miliardi di euro, di cui 68,9 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti. Il 13% (9 miliardi in sovvenzioni e 15,9 miliardi in prestiti) è stato già erogato a titoli di prefinanziamento il 13 agosto 2021. La Commissione europea passa ora il testimone al comitato economico e finanziario che dovrà esprimersi entro quattro settimane. Solo successivamente, la Commissione adotterà la decisione definitiva sull’erogazione del contribuito ed effettuerà l’erogazione.

“Oggi annunciamo un importante passo avanti nell’attuazione del piano italiano per la ripresa”, ha commentato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ribadendo come Bruxelles continuerà a sostenere il Paese “nel suo ambizioso percorso”. Secondo Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, col Pnrr l’Italia ha un’opportunità unica di sfruttare appieno il suo potenziale per riconquistare lo status di potenza economica. “Accogliamo con favore i progressi di queste prime riforme, che contribuiranno a migliorare il contesto imprenditoriale italiano, a rendere la pubblica amministrazione più efficiente e a rafforzare la resilienza complessiva dell’economia”, ha aggiunto. Mentre Paolo Gentiloni, commissario per l’Economia, ha lanciato uno sguardo alle prossime tappe. “Nel 2022 devono essere raggiunti 100 traguardi e obiettivi, collegati a pagamenti per 40 miliardi di euro. È fondamentale onorare questi impegni per realizzare il cambiamento strutturale necessario per indirizzare l’economia italiana su un percorso di crescita forte e duratura”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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