Draghi incontra sindacati e imprese: i nodi da sciogliere

Rita Annunziata
10.2.2021
Tempo di lettura: 3'
Accantonato il secondo giro di consultazioni con i partiti, Mario Draghi incontra le parti sociali in una lunga giornata di appuntamenti. Ristori e cassa integrazione sul tavolo del premier incaricato. Carlo Bonomi, Confindustria: “Sostegno convinto, c'è molto da fare”

Carlo Sangalli: “Rischiano la chiusura oltre 300mila imprese. Necessari ristori tempestivi e adeguati alle effettive perdite di fatturato”

Richiesta la proroga del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione covid. Furlan, Cisl: “Ci vogliono i tempi giusti per far decollare le politiche attive”

Una lunga giornata di incontri per Mario Draghi che, dopo aver chiuso il secondo giro di consultazioni con i partiti, accoglie le posizioni delle parti sociali. Secondo quanto ipotizzato da fonti parlamentari e riportato da Confcommercio, il premier incaricato dovrebbe sciogliere le riserve venerdì. Ma mentre continuano le discussioni sulla riforma fiscale promossa dall'ex presidente della Bce, restano da sciogliere alcuni nodi rimasti irrisolti sul fronte delle imprese. E anche dei lavoratori.

Abi: dare il tempo alle pmi di ripagare i debiti


“Abbiamo chiesto al presidente che le misure creditizie a sostegno delle aziende non vengano interrotte anzitempo”, interviene Antonio Patuelli, presidente dell'Associazione bancaria italiana, a margine dell'incontro con Draghi. Sottolineando come sia stato richiesto “che vengano ridotte gradualmente, senza immediatezza, senza integralismi e automatismi, perché occorrerà dare tempo alle imprese di ritornare alla normalità per riprendere a lavorare e avere il tempo di ripagare con gradualità i debiti contratti”.

Confindustria: pieno sostegno a Draghi


Non alimenta le indiscrezioni il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, per “assoluto rispetto” verso il premier incaricato e perché “il programma dovrà essere reso pubblico solo quando sarà lui a renderlo noto in Parlamento”. “Abbiamo provveduto a informarlo sulle posizioni che Confindustria ha assunto nell'ultimo anno su tutti i maggiori temi che rimangono irrisolti nell'agenza del paese: dal piano nazionale di ripresa e resilienza al piano vaccinale, dalla riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro alla sostenibilità generale della finanza pubblica, tenendo in considerazione il peso del debito emergenziale che le imprese hanno contratto”, spiega Bonomi, ribadendo il “più convinto sostegno all'azione che dovrà intraprendere, nella vera speranza che il consenso parlamentare riservato al suo programma sia ampio e solido, perché c'è davvero molto da fare e bisogna farlo presto e bene”.

Cisl: confermare la cassa integrazione


Sulla stessa linea d'onda anche Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, che ricorda anche le centinaia di migliaia di posti di lavoro in meno che hanno travolto principalmente donne e giovani. “Abbiamo chiesto che la proroga del blocco dei licenziamenti e della casa covid sia assolutamente confermata, con il sostegno alle imprese. Non deve essere sine die, ma ci vogliono i tempi giusti per riformare gli ammortizzatori sociali e far decollare le politiche attive”.

Cgil: positivo il confronto con le parti sociali


“Il primo tema che abbiamo indicato è il fatto, una novità, che le parti sociali siano coinvolte nella fase di istituzione di un nuovo governo. Non succedeva da tempo, se mai è successo in passato”, aggiunge Maurizio Landini, segretario generale della Cgil. “Abbiamo sottolineato tutti l'importanza di questo elemento, la responsabilità che comporta e la necessità che sia un segno che il confronto debba proseguire quando il governo avrà avuto la fiducia per affrontare in modo nuovo i problemi”, ricordando la disponibilità “al confronto e al coinvolgimento”.

Unioncamere: avanti su sostenibilità e digitale


Al centro dell'incontro con Unioncamere, invece, sostenibilità e digitalizzazione. Due temi, spiega una nota ufficiale, cui saranno destinati gran parte delle risorse del Recovery plan e sui quali le Camere di commercio intendono continuare a svolgere una rilevante azione di assistenza e accompagnamento delle imprese tricolori. “Sei aziende su dieci sono ancora ai primi stadi dell'economia 4.0 – interviene Andrea Prete, vice presidente vicario di Unioncamere – e in un caso su tre fanno fatica a trovare lavoratori con competenze digitali”. Secondo l'esperto, inoltre, in Italia “manca un sistema di policy stabile” rivolto alle piccole e medie imprese ed è fondamentale “riformare la pubblica amministrazione”. Un'azione, quest'ultima, considerata “indispensabile per il rilancio degli investimenti”.

Confcommercio: a rischio chiusura 300mila pmi


Non si lascia attendere poi il monito di Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, secondo il quale rischierebbero la chiusura oltre 300mila imprese del commercio e della ristorazione, del turismo e della cultura, dei servizi e dei trasporti. Ragion per cui, aggiunge al termine delle consultazioni, si rendono necessari “ristori tempestivi e adeguati alle effettive perdite di fatturato e una proroga ampia della cassa covid senza contribuzione addizionale e senza distinzioni dimensionali”. Poi conclude: “Insieme bisogna lavorare per il futuro del paese. Per questo abbiamo chiesto che il piano di ripresa sia accompagnato da una stagione di riforme e dia spazio ai progetti di rilancio di commercio e città, dei trasporti e dell'accessibilità territoriale, dei servizi e della filiera turistica, dalla cui qualità e sostenibilità dipende lo stesso made in Italy”.

Confesercenti: necessario un focus sul turismo


Chiude il cerchio Confesercenti, che presenta e ribadisce a sua volta le problematiche delle imprese di prossimità. Imprese, spiega la presidente Patrizia De Luise, che “in questo anno particolare hanno sofferto molto e continuano a soffrire per le chiusure, anche perché hanno affrontato la pandemia già in un momento di difficoltà”. L'associazione chiede dunque al premier incaricato un'attenzione particolare per il comparto, con un focus sulla “ripartenza” e, soprattutto, sul turismo. “Bisognerà intervenire per preparare e mettere il nostro paese nelle condizioni di cogliere questa sfida, anche con un piano pluriennale per questo settore e un'iva che sia eguale agli altri paesi nostri competitor”.

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