Ue, unione mercati capitali è doppia arma vincente

Teresa Scarale
Teresa Scarale
10.6.2020
Tempo di lettura: 3'
L'unione dei mercati dei capitali potrebbe aiutare l'Ue a combattere gli effetti covid. E anche quelli di una hard Brexit sempre più vicina. Lo sostiene il report finale dell'High-level forum della Commissione europea. Con la benedizione di Efama
Rendere le imprese e i cittadini europei meno dipendenti dalle banche. Quasi una chimera, che però ora potrebbe diventare realtà. È l'auspicio di Efama (European fund and asset management association) alla lettura del Final report of the High-level forum on capital markets union.
L'associazione di categoria europea del risparmio gestito sollecita l'Ue a procedere celermente verso la creazione della terza libertà di movimento dopo quella delle merci e delle persone: quella dei capitali. Il progetto ha infatti fatto ben pochi progressi fin dalla sua messa in campo, nel 2015. A novembre 2019 però la Commissione ha adunato 28 esperti in un forum di "alto livello" (letteralmente High-Level Forum, Hlf) al fine di ridare slancio al mercato unico dei capitali. Del Hlf fanno parte 28 esponenti dell'alta finanza, rappresentanti degli investitori, funzionari di borsa, esperti indipendenti. Da Aviva a Blackrock, da Bny Mellon a Bofa, la rappresentanza è ampia. Due gli italiani parte del gruppo: Vittorio Grilli (Jp Morgan) e Lorenzo Bini Smaghi (Societe Generale).
Ora, il rapporto del 10/06/2020 è l'esito finale del lavoro del forum. Secondo il pool di esperti, creare un mercato dei capitali europeo veramente integrato, permetterebbe di canalizzare massicciamente il risparmio retail verso i mercati finanziari. E ciò può essere un'arma vincente per battere la crisi covid e venir fuori dal groviglio dei negoziati commerciali post Brexit, secondo alcuni: da marzo infatti, i quattro round negoziali non hanno concluso nessuna bozza di accordo.

Serve nuovo slancio per l'unione dei mercati dei capitali


Il rapporto definisce “frammentari e sottosviluppati” i mercati dei capitali in Europa. Lo scarso sviluppo del finanziamento azionario comporterà per l'Europa “una ripresa debole, lenta e difficile”. Soprattutto se paragonata a quella di paesi con strutture finanziarie molto diversificate, come ad esempio gli Usa. In particolare, molti gruppi di lavoro del forum hanno messo sotto accusa gli effetti indesiderati della regolamentazione finanziaria europea, che necessita una revisione. Secondo i partecipanti, il futuro successo dell'Europa dipenderà da “un accesso transnazionale a prodotti semplici, comparabili, efficienti e trasparenti” che sappiano “valorizzare sostenibilmente il denaro”.

Il report batte quindi sulla necessità di sviluppare in Europa una più forte cultura dei mercati finanziari. Non solo attraverso la necessaria alfabetizzazione economica, ma anche tramite consulenti affidabili e di elevata qualità.

“L'Europa ha bisogno più che mai di una unione dei mercati dei capitali ben funzionante per supportare la sua ripresa economica e fornire fonti alternative di finanziamento, mettendo al centro il benessere finanziario dei cittadini europei”, ha affermato il direttore generale di Efama Tanguy van de Werve alla lettura del documento. È fondamentale rivitalizzare il progetto della Cmu”.

Fonti diversificate di finanziamento per le imprese


A commento del report, il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, responsabile anche della stabilità finanziaria, i servizi finanziari e la Cmu (capital market union) ha detto che l'unione dei mercati dei capitali è “uno degli elementi fondamentali per la strategia di ripresa europea nel post coronavirus. Risparmiatori e investitori giocheranno un ruolo vitale nel rivitalizzare l'economia e avranno bisogno di sicurezza e fiducia per investire nei mercati dei capitali”. Soprattutto, E le imprese avranno la necessità di accedere in maniera diversificata al mercato dei capitali ovunque in Europa”. Infine, il vicepresidente Dombrovskis ha dichiarato che “la Commissione valuterà attentamente ognuna delle raccomandazioni del forum in vista del prossimo Cmu Action Plan in autunno”.

Gli esperti del forum però non si fanno illusioni. Guillaume Prache (Better Finance) per dire ammonisce che il rapporto ha solamente un valore propositivo. “Ogni proposta deve essere validata dal Parlamento europeo e dal Consiglio”, dice. “È necessario che i politici si impegnino seriamente in azioni concrete”. Dello stesso avviso il presidente del Hlf Thomas Wieser, il quale ci tiene a sottolineare che “il report non contiene idee astratte o principi inarrivabili. Al contrario, ha raccomandazioni molto chiare e precise su cosa l'Europa dovrebbe fare per fare passi in avanti”.

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