La più importante asta di Christie’s di arte italiana
Nella incipiente e rutilante settimana di Art Basel Parigi, il 22 ottobre 2026, un pezzetto di Italia si farà valere sotto al martelletto di Christie’s, quello che batterà le diverse opere d’arte racchiuse nella parentesi di Thinking Italian, formula nata 25 anni fa e che quest’anno festeggia proprio il suo primo quarto di secolo.
Con il suo trasferimento a Parigi nel 2023 – dopo la Brexit diventata il nuovo snodo internazionale dell’arte in Europa – la formula d’asta ha assunto una veste più transnazionale, attraendo capolavori dell’arte italiana moderna e contemporanea da collezioni di tutto il mondo. Un allineamento strategico con Art Basel Paris. Per dire, la prossima asta di Thinking Italian offrirà opere provenienti da Germania, Giappone, Stati Uniti, Paesi Bassi, Scandinavia, oltre che dalla stessa Italia. Sono quasi tutti pezzi di provenienza privata, che non appaiono sul mercato da decenni (aspetto quest’ultimo che, come noto, incentiva fortemente l’acquisto).
Le opere d’arte salienti della prossima asta Thinking Italian
L’asta si apre con opere del XX secolo, tra cui un dipinto molto raro di Giorgio de Chirico, Les tragédiens d’Eschyle del 1925, che, nelle parole di Christie’s, “fornisce un avvincente punto di partenza prima di passare ai decenni rivoluzionari che hanno ridefinito l’arte italiana dopo la Seconda Guerra Mondiale”.

Una concentrazione di capolavori di Lucio Fontana traccia l’ampiezza della sua pratica innovativa, dai celebri Tagli e Buchi fino alle opere della serie Pietre, tra cui spicca un Concetto spaziale, Attese rosa del 1966.

La selezione proveniente dalla leggendaria Collezione Sonnabend di Mantova introduce la sezione dedicata alla Pop Art e all’Arte Povera, mettendo in luce il dialogo fondamentale tra gli artisti italiani e l’avanguardia internazionale. Questa narrazione prosegue attraverso opere monumentali di Jannis Kounellis, come la prima opera Senza titolo (1963-64), Donna nuda di Michelangelo Pistoletto risalente al 1966

e Ononimo di Alighiero Boetti, un’opera in 11 elementi creata nel 1973, a dimostrazione della risonanza globale e della vitalità intellettuale dei movimenti che hanno trasformato il panorama culturale della seconda metà del Novecento.

Nella memoria degli specialisti storici di Christie’s, il valore di un’asta di arte italiana
Il quarto di secolo di Thinking Italian è puntellato di ricordi che i suoi creatori, come Mariolina Bassetti, presidente per l’arte del ventesimo e del 21 secolo, non possono che annoverare nell’ora della celebrazione: «Uno dei punti di svolta fondamentali nel mercato dell’arte italiana del dopoguerra è stato Eyes Wide Open: An Italian Vision, tenutasi da Christie’s a King Street l’11 febbraio 2014». Fu un’asta storica, capace di raggiungere 12 anni fa 38,4 milioni di sterline, stabilendo 14 nuovi record mondiali d’asta: «Ha fissato un nuovo punto di riferimento sia per l’Arte Povera che per l’arte italiana del dopoguerra.
L’impatto di Eyes Wide Open è andato ben oltre il suo successo commerciale. Quella vendita ha svolto un ruolo cruciale nell’elevare il profilo dell’Arte Povera sulla scena internazionale, rafforzandone l’importanza all’interno della più ampia narrazione dell’arte del dopoguerra e contemporanea». Per gli specialisti di Christie’s, quei risultati confermarono «non solo il valore duraturo del movimento, ma anche la crescente sofisticatezza e fiducia della base di collezionisti globali che si interfacciano con l’arte italiana».
Il lungo corteggiamento di un’opera d’arte
Le fa eco Renato Pennisi, specialista internazionale: «Incontrare un vero capolavoro è un privilegio raro: un’esperienza definita in egual misura da ammirazione e scoperta. Tuttavia, l’acquisizione di un’opera del genere è raramente istantanea. Proprio come una grande storia d’amore, è una ricerca plasmata dalla pazienza, dall’attesa e da un fascino duraturo. Il mio percorso con la Mappa (rosa) di Alighiero Boetti è durato più di un decennio, dal momento in cui l’ho incontrata per la prima volta nella casa del collezionista. La definitiva consegna in asta è stata il culmine di anni di dedizione e perseveranza, rendendola una delle tappe più memorabili e appaganti della mia carriera».
Il mio percorso con la Mappa (rosa) di Alighiero Boetti è durato più di un decennio, dal momento in cui l’ho incontrata per la prima volta nella casa del collezionista. La definitiva consegna in asta è stata il culmine di anni di dedizione e perseveranza
Renato Pennisi, specialista di Christie’s

