L’iPad era uno degli amori del compianto maestro super pop David Hockney (1937-2026), che lo iniziò ad adoperare come tavolozza digitale per dipingere già al momento del suo lancio, nel 2010. Nella serata del 15 ottobre 2026, durante l’asta di arte contemporanea di Sotheby’s a Londra, una di quelle opere, 10th – 22nd June 2021, Water Lilies in the Pond with Pots of Flowers, ninfee realizzate su iPad, è stata aggiudicata a 1,9 milioni, quasi il triplo della stima massima di 650mila sterline, piazzandosi nella top ten di serata. È il prezzo più alto mai ottenuto in asta da un’opera su iPad dell’artista britannico.

David Hockney, 10th – 22nd June 2021, Water Lilies in the Pond with Pots of Flowers
David Hockney ha occupato una seconda posizione fra le 10 opere più costose di serata, con Henry Reading (2,8 milioni di sterline).

David Hockney, Henry Reading
In generale, l’asta londinese Contemporary Evening Auction ha totalizzato 46 milioni di sterline (61 milioni di dollari) diritti inclusi, leggermente al di sotto della stima minima iniziale (la forchetta di 39,5-55,4 milioni, come sempre, non comprendeva diritti e commissioni, incluse invece nei risultati finali d’asta). Dei 34 lotti offerti ne sono stati venduti 28, dieci erano coperti da garanzia e tre opere erano state ritirate prima dell’incanto.
Un primato tutto europeo
In testa alla classifica c’è un Senza titolo del 1977 di Willem de Kooning (1904-1997), tela astratta larga circa un metro e mezzo e stimata 8-12 milioni di sterline. Aggiudicata a 8,2 milioni, ha raggiunto 9,8 milioni (12,9 milioni di dollari) con i diritti: è il prezzo più alto mai pagato in un’asta europea per un’opera dell’artista olandese naturalizzato statunitense. L’ultimo passaggio in sala risaliva al 2015, da Sotheby’s a New York, quando il dipinto era stato venduto per 6,1 milioni di dollari.

Chi compra e sa aspettare
Secondo posto per Gerhard Richter con un monumentale Abstraktes Bild del 1992, largo quasi due metri e mezzo. Stimato 6-8 milioni, è stato battuto a 5,4 milioni per salire a 6,7 milioni (8,9 milioni di dollari) con i diritti. Il venditore lo aveva acquistato da Christie’s a Londra nel 2011 per 3,6 milioni di sterline. Considerando l’inflazione intercorsa dal 2011 a oggi, una vendita quasi allo stesso valore d’acquisto (in realtà, un po’ inferiore).

Ancora più lunga la parabola del terzo lotto per valore, un Senza titolo su carta di Mark Rothko del 1969, eseguito negli stessi anni dei celebri dipinti della Rothko Chapel di Houston. Aggiudicato alla stima minima di 3 milioni, è arrivato a 3,8 milioni con i diritti. Il proprietario lo aveva comprato nel 1992 da Christie’s a New York per 264mila dollari.

Capolavori fra Germania e Stati Uniti
La casa d’aste sottolinea anche la domanda per l’arte tedesca. Georg Baselitz ha superato le stime con due tele: P.D. Idol, venduta a 2,4 milioni, e Die Geißelung (La flagellazione), a 2,2 milioni, entrambe stimate 1,5-2 milioni.

La seconda se l’è aggiudicata al telefono, per conto di un collezionista, Elisabeth Lobkowicz, responsabile del dipartimento di dipinti antichi di Sotheby’s a Londra: un incrocio curioso per un soggetto che è un classico dell’iconografia sacra. Albert Oehlen ha invece esordito in asta con Schwindel, venduto a 1,7 milioni (stima 1,2-1,8 milioni). Completano l’alta classifica due Andy Warhol: Four Marilyns (Reversal Series) a 2,7 milioni e il ritratto di Johann Wolfgang von Goethe a 1,5 milioni.
Il pittore che dipingeva solo capolavori
La sorpresa della serata porta la firma di Michael Andrews (1928-1995), esponente della Scuola di Londra oggi meno noto dei compagni Francis Bacon e Lucian Freud, ma stimatissimo dai contemporanei. “Mike è così parsimonioso. Dipinge solo capolavori”, disse di lui Frank Auerbach. Il suo Butterfly Fish (Pesce farfalla) del 1978, stimato al massimo 120mila sterline, è stato conteso a lungo fino a 704mila con i diritti: il record per un’opera su carta dell’artista. Una produzione esigua, la sua cartacea, che spiega la rarità sul mercato.

Michael Andrews, Butterfly Fish, 1978
Giovani firme, risposte alterne
Esiti contrastanti per gli artisti sotto i cinquant’anni. Kissing Couple (2019) di Louis Fratino, che ha in corso una mostra con tutte le opere già vendute nella sede londinese di David Zwirner, è passato di mano entro la stima per 320mila sterline. Lo stesso vale per The Wall (2019) di Adrian Ghenie, venduto a 640mila. Sono rimasti invece senza acquirente i lavori di Jadé Fadojutimi e Lynette Yiadom-Boakye, insieme a opere di Banksy, Georg Baselitz, Lucian Freud e Gerhard Richter. Prima dell’asta erano stati ritirati i lotti di Damien Hirst, Anselm Kiefer e Leon Kossoff.
Prudenza in sala, conti in crescita
Il confronto con il calendario non è dei più lusinghieri. La sera prima Christie’s ha raccolto 218,6 milioni di sterline in due aste, più del doppio dell’anno scorso, mentre l’omologa vendita di Sotheby’s del 2025 si era chiusa a 47,6 milioni, trainata da un Francis Bacon da 13 milioni.
Per la casa d’aste, però, è da osservare soprattutto il bilancio annuale. Le vendite di arte moderna e contemporanea di Sotheby’s a Londra salgono da inizio anno a 598 milioni di sterline (793 milioni di dollari), più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2025 e il dato più alto dal 2015. Il totale londinese invece di tutte le categorie supera il miliardo di dollari, livello che mancava dal 2018. La mostra allestita per la settimana di Frieze ha richiamato oltre 1.100 visitatori al giorno (7.850 in sette giorni). «Il nostro impegno per il mercato londinese va ben oltre una singola settimana: continuiamo a sostenere la città come pietra angolare del mercato globale dell’arte durante tutto l’anno», ha dichiarato Alex Branczik, presidente dell’arte moderna e contemporanea di Sotheby’s per Europa e Asia.

