Una locanda sulla riva di un lago austriaco, avvolta dal fogliame e svuotata di ogni presenza umana. È il soggetto di Litzlbergkeller, il paesaggio di Gustav Klimt (1862-1918) che il 17 novembre 2026 guiderà la 20th Century Evening Sale di Christie’s a New York, l’asta di punta della 20/21 Century Fall Marquee Week, con una stima di 60-80 milioni di dollari (commissioni escluse). Questo olio su tela quadrato, 110,5 centimetri per lato, dipinto fra l’estate del 1915 e il maggio del 1916, torna sul mercato dopo aver passato quasi trent’anni nella medesima collezione privata. Non un’opera qualunque: l’ultima volta che fu messa in vendita, il 13 maggio 1997 da Sotheby’s, stabilì il primato d’asta per il pittore della Secessione viennese.
La vendita cade a pochi giorni da un appuntamento atteso dai cultori dell’arte austro-tedesca: la riapertura delle sale della Neue Galerie, che ha già riaperto parzialmente il 1° ottobre 2026 e che il 12 novembre – dopo un lungo restauro – riaprirà del tutto con l’inaugurazione per la mostra dedicata ai suoi venticinque anni. Una coincidenza non casuale: la co-fondazione del museo si deve da Serge Sabarsky, mercante e collezionista dalla cui collezione proviene proprio Litzlbergkeller. Quella del 1997, fu la sua asta postuma, in cui l’attuale proprietario acquistò il dipinto, negli ultimi anni in prestito proprio al museo viennese.

Gustav Klimt, Litzlbergkeller
Il mistero dell’Attersee: il quadro dipinto a distanza col cannocchiale
«Siamo onorati che ci sia stata affidata la vendita di Litzlbergkeller nelle nostre straordinarie aste di novembre», esordisce Giovanna Bertazzoni, presidente di Christie’s Europa. «Questo paesaggio si legge come una composizione lirica in tre stanze: la foresta con le sue maestose querce sussurranti, la casa abbracciata dal loro fogliame, il riflesso scintillante del lago. Un sorso di pozione lenitiva nelle vene, come il canto delle sirene: la missione che le migliori opere d’arte compiono per i collezionisti più appassionati. Inestimabile».
Dal 1900 alla morte, nel 1918, Klimt trascorse quasi tutte le estati nella campagna austriaca, sulle sponde dell’Attersee. Il dipinto è costruito attorno alla cantina di Litzlberg, birreria e locanda sulla riva settentrionale del lago dove il pittore aveva alloggiato nelle prime villeggiature, tra il 1900 e il 1907. Quando la ritrae, un decennio più tardi, si è ormai trasferito in un cottage sulla sponda meridionale: la scena è dunque uno sguardo rivolto al passato, ricostruito per di più a distanza. Klimt compone il quadro dall’altra parte del lago, aiutandosi con un cannocchiale e con le cartoline illustrate.
Il risultato porta la firma inconfondibile della sua maniera matura. Edificio, collinetta erbosa e alberi sono resi in quello stile appiattito tipico di Klimt: piani nitidi e intrecciati, verdi dalle tonalità gemmologiche, adagiati su tutta la superficie in una trama che rammenta un arazzo. La fascia inferiore cambia registro: lo specchio d’acqua restituisce il paesaggio sovrastante in una forma semi-astratta che non contempla la presenza umana in un luogo pur frequentatissimo nella stagione estiva.
Dal banchiere Primavesi a New York: la rotta di un’opera straordinaria
A Vienna, Klimt aveva edificato la sua fama sui ritratti commissionati. I paesaggi invece nascevano per lo più da un’urgenza personale, spesso durante le fughe estive sull’Attersee, dove l’artista era libero di sperimentare tecniche nuove senza doversi piegare al gusto di un committente. Litzlbergkeller rappresenta però un raro ibrido, essendo frutto tanto della visione dell’artista quanto di una commissione del banchiere moravo di antiche origini lombarde Otto Primavesi (1868-1926).
All’epoca Primavesi era di stanza a Olmütz, l’odierna Olomouc. Il banchiere era un vero mecenate: con la moglie Eugenia sosteneva arte, letteratura, musica e teatro. La coppia figurava fra i committenti più importanti di Klimt in quegli anni, a partire da due ritratti di famiglia ordinati nel 1912. Nel decennio successivo diverse opere della loro raccolta, compresa la presente, passarono al fotografo e antropologo austriaco Hugo Bernatzik, che la conservò fino all’inizio degli anni Trenta, quando fu acquistata da Kurt Wieser. Più tardi la tela entrò nella collezione di Sabarsky, figura decisiva per la fortuna critica e commerciale di Klimt nella seconda metà del Novecento: fu lui, nel 1981, a curare la prima mostra dedicata al pittore in Giappone.
Quanto vale un paesaggio di Klimt sul mercato internazionale?
Per misurare la stima bastano pochi riferimenti recenti. Il record d’asta dell’artista appartiene oggi al Ritratto di Elisabeth Lederer, aggiudicato da Sotheby’s a New York nel novembre 2025 per 236,4 milioni di dollari, commissioni incluse: il prezzo più alto mai pagato all’incanto per un’opera d’arte moderna. Anche quel ritratto, curiosamente, era passato per le mani di Sabarsky, che lo aveva ceduto a Leonard Lauder a metà degli anni Ottanta. Nella stessa serata due vedute, Blumenwiese e Waldhang bei Unterach am Attersee, hanno raggiunto rispettivamente 86 e oltre 68 milioni. Il primato per un paesaggio spetta però a Birkenwald (Bosco di betulle), venduto da Christie’s nel 2022 con la collezione di Paul Allen per 104,6 milioni. Un’avvertenza contro le omonimie: Litzlberg am Attersee, battuto da Sotheby’s nel 2011 per 40,4 milioni dopo la restituzione agli eredi di Amalie Redlich, è un’altra tela.
«La locanda di Litzlbergkeller siede in riva all’acqua, tra la tecnica a tutto campo di Klimt e l’astrazione, tra forma e dissoluzione, tra le certezze dell’anteguerra e l’ignoto», osserva Max Carter, presidente globale per l’arte del XX e XXI secolo di Christie’s. «La nostra 20th Century Evening Sale è nata sei anni fa per riflettere e celebrare l’ampiezza e la curiosità dei collezionisti attraverso le diverse categorie, e per colmare i grandi divari che attraversano capolavori-cerniera come Litzlbergkeller».
Prima di approdare al Rockefeller Center, sede newyorkese di Christie’s, dove sarà esposta dal 7 novembre, l’opera fa tappa a Hong Kong dal 27 al 29 ottobre.


