Si chiama “Cera” ed è un triceratopo giovanile risalente a 66 milioni di anni fa. Il suo nome è un omaggio al film di Don Bluth The Land Before Time del 1988 (in italiano, “Alla ricerca della Valle incantata”; Cera nella versione italica si chiamava “Tricky”), uno dei tanti riferimenti della cultura pop che alimenta il mito dei dinosauri. Il fossile si unisce alla schiera di fossili in stato di “conservazione eccezionale” transitanti in asta; la sua si chiama Out of This World e si terrà da Phillips a New York il 18 novembre 2025.
È la prima volta che la piccola e agguerrita casa d’aste si unisce alle “sorelle maggiori” Christie’s e Sotheby’s nell’offrire naturalia ai collezionisti. Secondo le stime, il prezzo del fossile proveniente dal tardo Cretaceo si collocherà nella forchetta 2,5 – 3,5 milioni di dollari.
Presenti nel catalogo dell’asta Out of This World anche un fossile di Steneosaurus bollensis con contrazione muscolare molto ben conservato, “The Thunderbolt”, una pepita gigantesca del peso di circa 3,6 chili, lunga 61 cm all’incirca.

Poi, uno strato di ferro tigrato risalente all’era precambriana (proterozoico), 2,5 miliardi di anni fa: una combinazione di occhio di tigre, ematite (un minerale di ossido di ferro) e diaspro rosso (una varietà di quarzo).

La casa d’aste si è avvalsa della collaborazione con Christian D. Link, mercante d’arte ed esperto di aste di storia naturale (proviene dalla zurighese Koller Auktionen, dove curava proprio il dipartimento “out of This World”; in precedenza aveva diretto per 12 anni sempre a Zurigo la Wunderkammer Gallery). Link è noto nel settore per aver organizzato con successo cinque aste di questi oggetti fuori dal comune in Europa e per aver venduto il primo scheletro completo di Tyrannosaurus rex al di fuori dal mercato Usa.

Chi è, cos’è, da dove viene il fossile di dinosauro in asta da Phillips?
Scavato nel 2016 da Gary Olson nel Lazy VC Kelly Ranch in South Dakota, Cera proviene dalla formazione geologica Hell Creek (che comprende il Montana, Wyoming, Dakota del Nord e appunto Dakota del Sud), tradizionalmente ricca di fossili.
Appartiene al gruppo di dinosauri Ceratopsidi (Ceratopsidae), che si caratterizzano per le notevoli variazioni nei corni facciali e nelle forme delle frange. Il triceratopo è uno dei dinosauri più famosi e fu coevo del famigerato tirannosauro rex alla fine del periodo Cretaceo (fra i 100,5 e i 66 milioni di anni fa) in Nord America. Sebbene siano state rinvenute decine di triceratopo in passato, i fossili cosiddetti “giovanili” rimangono estremamente rari. Cera vanta inoltre il record di essere il primo triceratopo giovanile (quasi) completo conosciuto.
Cera si distingue per il suo straordinario stato di conservazione: oltre due terzi delle sue ossa sono originali; sicuramente le più importanti del cranio, della colonna vertebrale e degli arti. Al momento della sua morte, il piccolo Cera aveva circa quattro anni ed era lungo “solo” poco più di 4 metri. Quindi, meno della metà di un adulto (di solito lungo almeno 9 metri).
I commenti
A corollario della presentazione alla stampa e del suo cambio di casacca, Link si è detto «entusiasta di iniziare questo nuovo capitolo con Phillips. La mia passione è sempre stata quella di portare oggetti straordinari all’asta, dalla storia naturale all’esplorazione spaziale, fino ai miracoli delle realizzazioni umane. Ciò che mi entusiasma di più è condividere tutto ciò con i collezionisti, guidandoli in angoli della storia che forse non avrebbero mai esplorato». Lo specialista riconosce poi «l’importanza di trattare questi incredibili oggetti con accuratezza scientifica e rispetto».
Chiosa Miety Heiden, presidente di Phillips per le vendite private: «È innegabile che i collezionisti globali di oggi siano sempre più attratti da oggetti rari e straordinari che esulano dalle categorie tradizionali del collezionismo. Si cerca l’inatteso. In quanto casa d’aste nota per la sua carica innovativa e per la sensibilità di risposta alla domanda del mercato, ampliare l’offerta per includere meraviglie preistoriche è un passo naturale per Phillips. C’è qualcosa di potente nel dialogo visivo che si crea tra un lotto mozzafiato di 66 milioni di anni, presentato accanto a opere seminali dei periodi Moderno e Contemporaneo. La domanda dei clienti ci ha ispirati e non vediamo l’ora di condividere questi tesori con la nostra comunità internazionale di collezionisti»

