Al via un nuovo rating per la sostenibilità – nello spazio

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Lo Space Sustainability Rating sarà operativo da inizio 2022 e limiterà rifiuti e collisioni in orbita

Migliaia di nuovi satelliti e detriti si aggiungeranno, nei prossimi anni, alle 9500 tonnellate di materiale umano inviato nello spazio

All’alba di una nuova era spaziale guidata dall’impresa privata il World Economic Forum ha promosso un nuovo strumento per incentivare condotte responsabili, anche al di fuori del pianeta Terra

Fra i grandi nomi che hanno già dichiarato la propria disponibilità a sottoporsi al rating ci sono anche SpaceX, Lockheed Martin e Airbus

Nell’orbita terrestre ci sono oltre 9500 tonnellate di oggetti prodotti dall’uomo. Secondo la European Space Agency, oltre 570 collisioni o altri eventi anomali avrebbero prodotto la “frammentazione” di satelliti e altri oggetti dal 1957 a oggi. Al momento, vengono tracciati oltre 29mila rottami spaziali.

Quando si parla di “space debris” sono questi i numeri sul tavolo. All’alba di una nuova era spaziale fatta di voli turistici, di possibili estrazioni minerarie e di fitte reti satellitari per la trasmissione di Internet il problema della spazzatura spaziale non potrà che farsi più ingombrante. Ai circa 4mila satelliti attualmente attivi, infatti, se ne aggiungeranno presto altre migliaia.

Per lanciare un forte segnale su come la sostenibilità non sia più, soltanto, un affare del pianeta Terra, è stato annunciato il lancio di un nuovo rating per certificare il rispetto dell’ambiente anche da parte delle società spaziali. Lo Space Sustainability Rating (Ssr) è nato su impulso del World Economic Forum ed è stato sviluppato nel corso degli ultimi due anni dalla European Space Agency e dallo Space Enabled Research Group all’interno del MIT Media Lab, BryceTech e della University of Texas di Austin.

L’Ssr è nato con l’obiettivo di “ridurre i detriti spaziali e garantire che le missioni spaziali in rapido aumento lanciate in tutto il mondo siano gestite in modo sicuro e sostenibile”, riducendo, così “il rischio di collisioni”, ha fatto sapere il Wef, “è un passo importante per garantire che il mondo possa continuare a utilizzare e mantenere le risorse dello spazio per le generazioni a venire”.

Alcuni grandi nomi dell’industria aerospaziale hanno supportato l’iniziativa e anticipato la volontà di sottoporre al rating Ssr le proprie attività, quando quest’ultimo sarà operativo, a inizio 2022: Airbus, Astroscale, AXA XL, Elseco, Lockheed Martin, Planet, SpaceX e Voyager Space Holdings.

Il rating attribuirà il suo punteggio, ad esempio, sulla base della trasparenza nella condivisione dei dati, delle misure di sicurezza volte a evitare le collisioni, dei progetti per rimuovere dall’orbita i satelliti al termine delle missioni o valutando la precisione con la quale questi ultimi possano essere rilevati e identificati dalla Terra. Questa condivisione di informazioni, tuttavia, proteggerà gli elementi “sensibili” e “proprietari” in modo da tutelare la concorrenza fra i vari attori.

Il soggetto responsabile per la certificazione, designato al termine di una selezione che ha coinvolto quasi 20 stakeholder, sarà l’Epfl Space Center presso L’istituto federale svizzero della Tecnologia di Losanna.

“Il Forum è molto lieto di sostenere un approccio così innovativo alla sfida globale dei detriti spaziali”, ha commentato Nikolai Khlystov, responsabile per la mobilità e lo spazio del World Economic Forum, “incentivare un comportamento migliore facendo competere gli attori sulla sostenibilità creerà una gara per raggiungere il vertice”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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