Prelievo forzoso o patrimoniale, lo Stato dovrà scegliere

Foggetti Filippo
Filippo Foggetti
1.5.2020
Tempo di lettura: 5'
Sarebbe sicuramente consigliabile pensare a pianificare la propria successione ereditaria e questo non riguarda solamente i grandi patrimoni

Svuotare il conto e mettere i soldi sotto il materasso o nelle cassette di sicurezza non è la soluzione migliore

Un'alternativa potrebbe essere investire in oro fisico, ma qui la raccomandazione è farsi assistere da un professionista del settore

In questi giorni la famigerata “patrimoniale” tiene banco tra le persone, preoccupate dagli scenari economici che si profilano all'orizzonte post covid e dai messaggi sibillini diffusi dai media.

Innanzitutto, occorre fare un distinguo tra patrimoniale e prelievo forzoso.

 
La prima è una tassa sul patrimonio e quindi vengono tassati beni mobili ed immobili.

Con il prelievo forzoso si prelevano direttamente i soldi dal conto corrente. Tanti si ricorderanno di quello che avvenne nel 1992, quando Amato con una misura retroattiva e con gli sportelli bancari chiusi fece applicare un prelievo forzoso del 6 per mille su tutti i conti correnti. 

Per evitare il prelievo forzoso qualcuno propone di trasferire la residenza all'estero ma quest'ultima strada è difficilmente percorribile per tutta una serie di validi motivi: la famiglia, gli amici, il lavoro ecc.

Anche svuotare il conto e mettere i soldi sotto il materasso o nelle cassette di sicurezza non è la soluzione migliore per i vincoli in materia di obblighi di antiriciclaggio.

Quale sia la probabilità che venga attuata una misura del genere è difficile dirlo. Certo si tratterebbe di una acquisizione certa ed immediata di denaro dalle tasche dei cittadini, ma anche la portata del gettito che una misura del genere comporterebbe sarebbe comunque più basso di quello che lo Stato potrebbe ottenere con altre misure.

Veniamo alla patrimoniale. Questa come detto sopra viene applicata sul patrimonio e colpisce quindi conti correnti, investimenti in azioni, in obbligazioni, in fondi comuni d'investimento, e anche gli immobili.

La misura di solito è espressa in percentuale. Qualcuno in questi giorni ha palesato l'ipotesi di un'aliquota del 2%, che porterebbe ad un introito superiore agli 80 miliardi per recuperare le uscite per Corona Virus.

Applicando un imposta in misura percentuale ognuno ne risponderebbe per quanto possiede. Inoltre, può essere che venga posta una franchigia, vale a dire che verrebbe applicata per i redditi e i patrimoni al disopra di una certa soglia minima.

Anche in questo caso qualcuno potrebbe pensare che sia opportuno spostare i soldi all'estero ma esistono comunque obblighi di dichiarazione al fisco italiano. 

Un'alternativa potrebbe essere investire in oro fisico, ma qui la raccomandazione è farsi assistere da un professionista del settore perché il rischio truffe e raggiri è molto alto.

Inoltre, volendo sfruttare questa alternativa esiste il problema di dove depositare l'oro fisico e i costi di custodia connessi.

Un'altra soluzione potrebbe essere investire in altri strumenti, come le forme di risparmio previdenziali e/o alcune polizze vita, però è chiaro che se i costi di gestione di queste polizze sono intorno al 3,5% - 4%, la patrimoniale ve la state facendo con le vostre mani.

Altra possibilità è spostare o investire il capitale in altre forme di accantonamento come gli investimenti in beni di pregio o di arte, ma anche qui come per l'oro è bene affidarsi a dei professionisti.

Che probabilità esiste che queste misure vengano applicate? Di certo non possiamo dirlo. È chiaro che dobbiamo vedere l'evolversi di questa situazione.

Il prelievo forzoso rimane una misura di estrema emergenza e urgenza, facilmente applicabile ma non credo che possa trovare applicazione nel breve periodo.

La patrimoniale, al contrario, merita un discorso a parte, perché se è vero che preoccupa molte persone è anche vero che questa esiste già. Basti pensare all'imposta di bollo del 2 per mille e dell'IMU per gli immobili.

Quindi semmai si può paventare una limatura al rialzo, magari dal 2 al 3 per mille dal 2021, e poi dal 3 al 4 per mille dal 2022 ecc. Queste misure però potrebbero creare dei grossi problemi nel corso del tempo, come limitare gli investimenti finanziari e frenare il mercato immobiliare che continuerebbe la sua fase di discesa, favorendo lo spostamento dei capitali e degli investimenti all'estero.

Quindi oggi molte persone si preoccupano della patrimoniale e di come svuotare il conto senza farsi scoprire, ma è molto probabile che vengano varate altre riforme alternative di tassazione.

Una di queste misure potrebbe essere intervenire ulteriormente sulle pensioni riducendo gli assegni e impendendone la rivalutazione.

Oppure ricorrere come più volte paventato all'aumento dell'iva, che porterebbe un gettito alle casse dello Stato non indifferente, ad una web tax o ad altre tasse sugli scambi monetari dato che oggi sta aumentando molto l'uso della moneta elettronica.

Concludo dicendo che oggi molti sono preoccupati di dover pagare una patrimoniale, che di fatto esiste già. Basti pensare alla c.d. “patrimoniale secca”: mi riferisco all'imposta di donazione/successione e all'imposta di divisione. E consideriamo che dal punto di vista successorio l'Italia è considerata ancora un “paradiso fiscale” ma già esistono da diverso tempo proposte di legge per modificare la tassazione e non certo favorevolmente.

Quindi prima di preoccuparsi di prelievo forzoso o di “nuova” patrimoniale sarebbe sicuramente consigliabile pensare a pianificare la propria successione ereditaria e questo non riguarda solamente i grandi patrimoni.
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