Pianificazione finanziaria: un modello di successo tra cliente e consulente

Tempo di lettura: 3'
In termini generali la pianificazione finanziaria consiste dunque nella definizione degli obiettivi di vita del consumatore, ordinati per priorità e nella conseguente ripartizione delle risorse, economiche e finanziarie, attuali e future, finalizzate al loro raggiungimento

Il processo di pianificazione può essere implementato e aggiornato

La prima fase è quella di definire la relazione professionale

La pianificazione finanziaria è un modello che attribuisce al denaro una finalità. Se dovessimo racchiuderla in un claim mi piacerebbe identificarlo come "obittievo risparmio" che anglosassonizzato diventerebbe "money object".
Per rendere ancora meglio l'idea e metaforizzarla, è un po' come facevano le nostre nonne, prendere delle buste scriverci sopra la destinazione e riempirle del denaro risparmiato.

Inutile nascondersi dietro un dito, queste abitudini sono state uno dei fattori determinanti dell'Italia dell'ultimo secolo.

In termini generali la pianificazione finanziaria consiste dunque nella definizione degli obiettivi di vita del consumatore, ordinati per priorità e nella conseguente ripartizione delle risorse, economiche e finanziarie, attuali e future, finalizzate al loro raggiungimento.

Una sorta di viaggio studiato su una cartina su cui vengono evidenziate le destinazioni strumenti, difficoltà ed obiettivi.

Il viaggio sarebbe tutto quello che ne consegue e descrive quindi, in maniera efficace e lampante, ciò che può essere il processo di pianificazione finanziaria, laddove il ruolo e la responsabilità del consumatore, è e sarà quello di decidere i propri obiettivi di vita; mentre quello della cartina o del navigatore che dir si voglia, sarebbe il ruolo del consulente finanziario.

Un professionista che deve fornire un supporto razionale per la definizione della pianificazione e per il suo monitoraggio oltre che per la definizione successiva degli eventuali correttivi da apportare.

Ovvio che il processo di pianificazione, può essere implementato aggiornato aggiustato, in maniera più o meno corretta, e da ciò dipenderà II grado di efficacia ed il raggiungimento degli obiettivi.

Fondamentale sarà in questo caso poi, che il consumatore – cliente - risparmiatore, sia sempre consapevole del modello di pianificazione che sta adottando, perché solo così sarà in grado di valutare e riconoscere un operatore professionale da un operatore assolutamente non professionale.

Elemento questo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi del processo. Per questo nel 2005 l'ente denominato ISO "International Organization for Standardization", all'interno della normativa internazionale per la protezione del consumatore, ha rilasciato la norma tecnica di qualità denominata Iso 22222, relativa proprio al processo di pianificazione finanziaria.

Questo servizio, è una sorta di processo che aiuta i risparmiatori ad acquisire i propri obiettivi finanziari, laddove la norma internazionale ha specificato sia il metodo che i comportamenti etici, sia le competenze, sia l'esperienza professionale richiesta ai consulenti finanziari.

La Iso 22222 è poi entrata a far parte delle norme nazionali italiane il 28 maggio del 2008, grazie all'adozione dell' UNI - Ente Nazionale Italiano di unificazione - che ha elaborato inoltre, una serie di norme ad essa collegate.

Arrivati a questo punto, per terminare e completare la mia analisi sul processo di pianificazione finanziaria economico patrimoniale personale, occorre definire le 7 fasi che ne caratterizzano il suo corretto svolgimento.

  1. La prima fase è quella di definire la relazione professionale. Ciò consiste essenzialmente nella descrizione di tre componenti il consulente il consumatore è le condizioni con le quali viene erogato il servizio di pianificazione finanziaria. 

  2. La seconda fase riguarda l'acquisizione di informazioni dal consumatore e la definizione dei suoi obiettive e delle sue aspettative. Questa fase riguarderà l'acquisizione di elementi e dettagli che normalmente includono lo stato patrimoniale ed il conto economico personale e familiare del cliente. 

  3. La terza fase analizza e valuta lo status finanziario del consumatore.  Il consulente finanziario deve identificare e rappresentare in maniera comprensibile, i punti di forza e di debolezza della situazione attuale e prospettica del cliente consumatore risparmiatore, affinché si possa procedere allo sviluppo di un processo di pianificazione all'interno di un quadro complessivo di stabilità. 

  4. Nella quarta fase bisogna Sviluppare e presentare il piano finanziario. Il consulente deve dettagliare raccomandazioni adeguate ed utilizzabili che siano capaci di soddisfare le condizioni di coerenza verso gli obiettivi di massima efficienza, in relazione alle risorse economiche disponibili di efficacia, in relazione alla stima del raggiungimento degli obiettivi di rispetto dei vincoli di stabilità, di etica e di ogni altro vincolo rappresentato dal consumatore. 

  5. La quinta fase riguarda l'implementazione del piano finanziario.
    La normativa spiega che la discussione di questa fase, come di quella precedente, debba essere riportata dal consulente, in una documentazione nella quale per ciascuna raccomandazione prodotta venga specificato l'esito. 

  6. Nella sesta fase bisognerà monitorare il piano finanziario e la relazione professionale.
    Ogni attività di monitoraggio si deve concludere con la produzione di un documento che aggiorna l'elenco delle raccomandazioni, evidenziando per ciascuna di esse l'accettazione la modificazione l'eventuale integrazione il rinvio o il rifiuto da parte del consumatore.



  1. La settima fase riguarderà poi la protezione delle aree di pianificazione. Un elemento questo importante è che merita un discorso a parte. 


Riferimenti bibliografici.  

Guida all'educazione finanziaria. Istruzioni per un corretto uso della finanza personale

Gaetano Megale,Sergio Sorgi
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