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Powell: con le Cbdc non ci interessa essere i primi

Powell: con le Cbdc non ci interessa essere i primi

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Livia Caivano
Livia Caivano

19 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • “Importante concentrarsi sulla necessità di proteggere una Cbdc da attacchi informatici, contraffazione e frode”

  • “Ma bisogna anche capire in che modo la Cbdc potrebbe influenzare la politica monetaria e la stabilità finanziaria”

Anche se la Cina è pronta a lanciare il suo Yuan digitale, la Federal Reserve non vuole spingere l’acceleratore sull’emissione della valuta digitale americana, la Central Bank digital currency. E’ importante accogliere i vantaggi dell’emissione di una criptovaluta delle Banca Centrale, ma non prima di aver di aver valutato attentamente i rischi. Ecco cosa è emerso durante la “Cross-border payments conference” del Fondo Monetario Internazionale

La Federal Reserve sta lavorando alla sua criptovaluta ma non vuole rischiare di compiere errori solo per essere più veloce degli altri: nel ponderare l’emissione di una moneta digitale transfrontaliera per gli Stati Uniti è più importante “farlo bene che essere i primi”. Ma neanche gli ultimi: “Non vogliamo svegliarci un giorno e capire che il dollaro non è piu una riserva di valore perché non ci siamo accorti che la tecnologia l’ha superato.

 

Lo ha detto Jerome Powell, presidente della Banca Centrale americana, nel corso di una conferenza organizzata dal Fondo Monetario Internazionale lunedì 19 ottobre proprio sul tema delle criptomonete. “Riteniamo che sia più importante fare le cose nel modo giusto – e questo significa che non solo guardiamo ai potenziali benefici di una central bank digital currency (Cbdc), ma anche ai potenziali rischi, e riconosciamo anche gli importanti compromessi necessari”. Quella che viene chiamata anche digital fiat currency non sarebbe altro che la versione digitale di una moneta a corso supportata da una banche centrale – il primo importante passo avanti nel superamento della quasi storica contrapposizione blockchain – banche.

Oggi la Fed, ha spiegato il governatore, non può ignorare la questione e deve anzi valutare i rischi che una la valuta digitale potrebbe comportare: “Ad esempio, la necessità di proteggere una Cbdc da attacchi informatici, contraffazione e frode. Ma anche in che modo la Cbdc potrebbe influenzare la politica monetaria e la stabilità finanziaria?”. Powell ha specificato che la Fed si sta confrontando sul tema con le altre banche centrali. “Sono in corso una serie di esperimenti a Washington – ma anche al Mit di Boston”.

Ma perché si parla come se ci fosse una scadenza a pendere sulla teste delle banche centrali? Da una parte sicuramente l’accelerazione dei pagamenti digitali, innescati dalla pandemia di covid-19.Ma anche l’annuncio di Facebook nel giugno 2019 del lancio della sua valuta digitale, Libra e – ultimo ma non per importanza – lo Yuan digitale, che il governo cinese sta testando proprio in questi giorni. E’ proprio la Cina ad aver invece sottolineato di volere diventare “il primo paese” ad emanciparsi dal sistema di pagamento denominato in dollari e riconosciuto a livello internazionale.

Livia Caivano
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