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Intermediari finanziari: la flat tax da 100 mila penalizza?

Intermediari finanziari: la flat tax da 100 mila penalizza?

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

12 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’Agenzia delle entrate fornisce dei chiarimenti nel merito e sancisce che gli intermediari finanzia italiani posso dare consulenza ai neo residenti

  • Le attività devono però rimanere depositate all’estero e il conto deve essere intestato al neo residente

L’agevolazione fiscale di 100 mila euro concessa ai neo residenti italiani sui redditi esteri ha penalizzato fino ad oggi gli intermediari finanziari residenti in Italia

Gli intermediari finanziari possono offrire i propri servizi di investimento e intermediazione ai beneficiari della flat tax da 100 mila euro. A dirlo è la stessa Agenzia delle entrate che ha risposto ad un’istanza di consulenza giuridica presentata dall’Associazione italiana del private banking (Aipb). L’agevolazione fiscale da 100 mila euro, introdotto con la Legge di bilancio 2017, riguarda le persone che dall’estero decidono di trasferire in Italia la propria residenza fiscale. In questo caso il governo gli ha concesso una flat tax di 100 mila euro sui redditi e asset esteri.

Questo regime ha però indirettamente penalizzato gli intermediari finanziari italiani che sono rimaste esclusi dalla possibilità di offrire i propri servizi di consulenza ai neo residenti. Questi infatti negli ultimi anni sono stati restii a dare il mandato ad un intermediario italiano perché temevano che questo potesse far decadere il regime di agevolazione fiscale.

E dunque proprio per questo che l’Aipb chiese un chiarimento all’Agenzia delle entrate. La risposta data dall’Amministrazione fiscale fornisce delucidazioni sui criteri di territorialità dei redditi finanziari realizzati tramite l’investimento in azioni, obbligazioni e titoli emessi da enti esteri. La risposta dell’Agenzia delle entrate chiarisce il fatto che gli intermediari italiani possano offrire i loro servi ai neo residenti.

Nel dettaglio, l’Agenzia delle entrate conferma che in relazione alle attività finanziarie estere la presenza di un intermediario italiano che interviene per offrire servizi di gestione, di amministrazione o di consulenza non produce alcuna attrazione dei redditi in Italia, nella misura in cui le attività rimangono depositate su un conto estero a nome del neo residente. Se invece le attività vengono depositate presso un intermediario italiano i redditi da capitale saranno considerati di fronte estera, ma i capital gain saranno considerati redditi italiani e dunque esclusi dalla flat tax.

Giorgia Pacione Di Bello
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