PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Dividendi esteri: tassazione domestica e rimborso delle imposte

12 Agosto 2019 · Alessandro Montinari · 3 min

Cosa succede alla tassazione se si percepiscono dividendi esteri? La procedura convenzionale prevede il diritto al rimborso delle imposte estere. Questo è però soggetto ai termini e alle modalità stabilite dallo Stato della fonte dei dividendi

Il rischio doppia tassazione dei dividendi esteri

I privati investitori che detengono partecipazioni non qualificate in società estere possono subire una doppia tassazione sui dividendi incassati. La procedura per il recupero delle imposte pagate all’estero è complessa e dipende dallo Stato della fonte.

L’acquisto di partecipazioni in società estere che rappresentino una percentuale di diritti di voto o di partecipazione al capitale o al patrimonio al di sotto di determinate percentuali previste dall’art. 67 del Tuir comporta l’assoggettamento ad imposta in Italia dei dividendi percepiti. Se le partecipazioni sono detenute attraverso una società fiduciaria, per ragioni di privacy o per semplice gestione, o se interviene un qualsiasi intermediario bancario viene applicata da questi soggetti una ritenuta alla fonte a titolo di imposta con aliquota del 26%.

Tale imposta viene calcolata sul c.d. “netto frontiera”. Ossia, sull’importo dei dividendi distribuiti dalla società estera decurtato delle imposte eventualmente trattenute nello Stato della fonte. Al fine di verificare se in tal ipotesi ricorra una doppia tassazione del medesimo reddito, oppure per ottenere la diretta applicazione dell’aliquota concordata tra i due Paesi, occorre esaminare la Convenzione contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia con il Paese di provenienza dei dividendi (art. 10).

Dividendi esteri, tassazione e rimborso: la richiesta

In linea generale il diritto impositivo viene attribuito allo Stato di residenza del contribuente.

Tuttavia il Modello convenzionale prevede la possibilità che il reddito sia tassabile anche nello Stato alla fonte. Ma se la persona che percepisce i dividendi ne è l’effettivo beneficiario l’imposta così applicata non può eccedere una determinata percentuale (normalmente il 10%) dell’ammontare lordo dei dividendi.

Sulla base quindi di tale previsione spetterebbe un rimborso dell’imposta estera qualora l’investitore avesse subito all’estero una tassazione del dividendo in misura superiore al 10%. Deve però dimostrare in tal caso di essere l’effettivo beneficiario dei dividendi fornendo i suoi dati nella domanda di rimborso. Quest’ultima dovrà essere presentata al Fisco estero secondo la procedura ivi prevista. Il modello generalmente contiene un’attestazione di residenza ai fini tributari in Italia, che il contribuente dovrà farsi firmare e timbrare da parte di qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle Entrate italiana.

La richiesta di rimborso deve essere corredata poi dalla documentazione atta a comprovare il prelievo effettivo dell’imposta. Qualora l’investitore ottenga dall’Autorità fiscale estera il recupero della differenza tra le imposte effettivamente subite e l’aliquota convenzionale, la differenza dovrà a sua volta essere assoggettata a tassazione come dividendo. E cioè con le stesse modalità previste per gli utili di fonte estera (ritenuta da parte del sostituto d’imposta o autoliquidazione in dichiarazione).

L’Italia

Relativamente all’Italia, una volta applicata la ritenuta del 26% da parte dell’intermediario che interviene nel pagamento, si esaurisce l’obbligazione tributaria. I dividendi non andranno pertanto inseriti nella dichiarazione dei redditi.

Qualora invece non intervenisse alcun intermediario residente ovvero non fosse stato conferito un mandato alla società fiduciaria allora la tassazione avverrà in dichiarazione mediante una imposta sostitutiva sempre del 26%.

 

Alessandro Montinari
Alessandro Montinari
Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. Collabora da più di un decennio con uno studio boutique del centro di Milano.
Se non vuoi mancare aggiornamenti importanti per te, registrati e segui gli argomenti che ti interessano.