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Nella “Officina” Mps costruisce la banca del futuro

Nella “Officina” Mps costruisce la banca del futuro

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Contributor, Giulio Romano

20 Giugno 2019
Tempo di lettura: 5 min
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Giunge alla seconda edizione “Officina”, l’iniziativa del gruppo Mps per selezionare le migliori startup con le quali avviare progetti operativi e costruire la banca del futuro. Sale sul podio “Ugo”, un app attiva nei servizi di assistenza alle persone non autosufficienti

Selezionare le migliori startup con le quali avviare progetti operativi in comune e costruire la banca del futuro. È la missione di “Officina”, l’iniziativa avviata dal gruppo Mps, arrivata alla sua seconda edizione, per aggregare le iniziative fintech più promettenti e le startup che possono meglio integrarsi con i programmi operativi della banca. Anche quest’anno sono stati selezionati i migliori progetti – scelti tra 220 candidati – quattro sono arrivati in finale (vedi sotto) e al Celebration Day svoltosi a metà maggio è risultata vincitrice una app dal nome insolito, “UGO”, attiva nei servizi di assistenza alle persone non autosufficienti, dove l’istituto senese già eccelle con le polizze fornite dalla joint venture Axa-Mps. “È più di un concorso – ha sottolineato Marco Morelli, Ad del gruppo creditizio – Officina è un modo per sollecitare dall’esterno nuove idee. Le startup sono state affiancate da nostro personale che ha svolto il compito di tutor. Al di là di chi ha vinto, molte di loro lavoreranno con noi e avranno modo di sperimentare anche all’esterno la validità del loro modello di business”.

Ma come si integra “Officina” nel modello di business dell’istituto di credito toscano? Per spiegarlo, Giampiero Bergami, vicedirettore generale e chief commercial officer di Banca MPS, usa il termine di “contaminazione”. “Crediamo – spiega – che la banca, attraverso le startup, possa crescere e assimilare competenze che per tradizione e per vocazione non le appartengono. Allo stesso tempo cerchiamo di trasferire a queste giovani aziende l’approccio tipico delle istituzioni finanziarie. Le sensibilizziamo, ad esempio, sull’importanza di un business plan, sulla necessità di un’adeguata struttura del capitale che possa accompagnare un progetto di sviluppo. Insomma, da un lato la banca assimila e si contamina di idee nuove e dall’altro trasferisce le sue competenze alle nuove realtà. Non ci proponiamo di finanziare le startup con debito o equity, l’obiettivo è piuttosto quello di lavorare assieme con progetti comuni”.

Le nuove iniziative imprenditoriali sono soprattutto attive in un mondo di servizi e ciò che propongono è soltanto ancillare, talvolta, all’attività creditizia tradizionale. Come sta cambiando dunque il mestiere della banca anche per effetto di questi stimoli? “Tra 10-15 anni – sottolinea Bergami – il sistema bancario sarà profondamente diverso da quello attuale, anche se nessuno ha chiaro, per la verità, quale sarà il punto di atterraggio finale. Ciò che osserviamo è un percorso di tentativi per comprendere il ruolo del cambiamento, che non è un qualcosa che avverrà ma una realtà già sotto i nostri occhi. La sollecitazione più forte viene dal processo di digitalizzazione della nostra vita che coinvolge tutto, non soltanto il banking o le attività finanziarie. Questo fa sì che come Banca siamo molto più attenti a quella che si chiama la customer experience del cliente piuttosto che al singolo prodotto. In questo l’esperienza di Officina e le nuove startup ci aiutano. Con UGO, ad esempio, non soltanto offriamo un servizio di caring alla clientela più fragile della banca, ma anticipiamo nuovi bisogni di assistenza e supporto che siamo in grado di soddisfare. Un altro esempio è Garanteasy, che nasce come sistema di archiviazione e gestione delle garanzie sui prodotti comprati dai consumatori. Immagini i possibili sviluppi. Potremmo, ad esempio, affiancarvi una polizza ombrello e protezione su tutti i prodotti acquistati dai clienti. O offrire i più diversi servizi di assistenza. Insomma, nell’era dell’open banking la banca può svolgere un ruolo di aggregatore e facilitatore di nuovi servizi sfruttando la vasta rete di rapporti commerciali su cui tradizionalmente può contare. Ancora una volta è un modo per contaminare il nostro modello e farlo evolvere verso una nuova fase di crescita”.

Il premiato Ugo

Fornisce un accompagnamento su richiesta (caregiver), quando nessun familiare o amico può prendersi cura
della persona non autosufficiente, facendosi trovare all’indirizzo di partenza all’ora stabilita; insieme
all’utente viene raggiunta la destinazione e la persona viene affiancata per tutto il tempo necessario. Ugo nasce per colmare un vuoto nel settore socio assistenziale e per far fronte all’invecchiamento della popolazione e cronicizzazione di molte patologie che mettono le famiglie di fronte a crescenti difficoltà organizzative e psicologiche.

I finalisti

Biorfarm – un social-marketplace che connette i consumatori con piccoli produttori locali nato con l’obiettivo di eliminare le grandi distorsioni create dall’attuale filiera del cibo, creando un modello più sostenibile per produttori e consumatori. Aperto anche ai dipendenti della banca. Biorfarm si è aggiudicato il riconoscimento di Officina Mps per l’innovazione sostenibile.

Garanteasy – piattaforma tecnologica che facilita la gestione di qualsiasi tipo di garanzia sui beni di consumo e si interfaccia con tutti gli attori dell’ecosistema della garanzia: consumatori, negozianti, e-commerce, produttori, assicuratori, centri assistenza, sistemi di pagamento e fidelizzazione.

Talents Venture – attraverso un servizio di credit scoring, un loan origination platform ed un accompagnamento degli studenti al mercato del lavoro, affianca banche ed intermediari nell’implementazione di uno strumento per finanziare l’istruzione universitaria in maniera sostenibile. Con un algoritmo proprietario cerca di stimare il corso di laurea con maggiore possibilità di impiego.

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Contributor , Giulio Romano
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