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Con Wise Eurizon promuove la formazione delle reti

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Livia Caivano
Livia Caivano

07 Maggio 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • Wise nel 2019 ha già erogato oltre 1500 ore di formazione e certificato circa 188 test di valutazione delle competenze dei rispettivi corsi

  • Per la fine del primo semestre è atteso il coinvolgimento di più di 1000 utenti

Wise è la piattaforma di educazione finanziaria di Eurizon che serve a tenere aggiornate le figure professionali dell’industria ma passare le informazioni fondamentali dei prodotti. A prova di Mifid 2

Uno strumento di formazione ma anche di contatto con le reti distributive per rafforzarne il legame. È a queste finalità che risponde “Wise your business education”, l’impegnativo progetto formativo realizzato da Eurizon per supportare l’educazione finanziaria di chi è a contatto diretto con gli investitori finali, anche per favorire un’informazione omogenea sui prodotti collocati dalla Sgr del gruppo Intesa Sanpaolo.

Secondo il regolamento degli intermediari emanato da Consob nel febbraio 2018, tutti i soggetti che forniscono informazioni o consulenza devono svolgere un percorso di formazione. Il regolamento discende a sua volta dai principi Esma che declinano i contenuti della formazione degli addetti ai lavori. La formazione può svolgersi in aula o attraverso e-learning. Wise di Eurizon promuove l’educazione finanziaria rivolgendosi agli operatori delle reti di distribuzione, prevalentemente quelle esterne alla rete di Banca dei Territori dove si indirizza oltre il 30% del “fatturato” complessivo di Eurizon.

La formazione avviene attraverso video lezioni, test di auto-apprendimento e di verifica finale, perché la competenza possa venire accertata. Sono frequenti i webinar su scenari di mercato e argomenti di attualità finanziaria, video lezioni con programmi certificati in format specifici di learning object e insegnanti d’eccezione molti dei quali provengono dalla Sda Bocconi.

Il sistema ha l’obiettivo di sviluppare la cultura finanziaria all’interno delle imprese di distribuzione di financial advisory, per aiutarle a raggiungere gli obiettivi di formazione finanziaria e rendere i distributori più consapevoli delle caratteristiche del prodotto. La piattaforma finisce per essere hub di conoscenza condivisa, adattabile al contesto e all’utente target, in termini di contenuti e modelli di formazione: incrementa lo sviluppo professionale e le capacità di vendita della rete.

I contenuti vengono strutturati secondo un modello di pick&pack: la rete di distribuzione decide in che modo costruire i percorsi formativi in virtù dei cluster di famiglia professionale alla quale la formazione è destinata. Il direttore di filiale avrà un percorso formativo diverso da quello di un private banker che a sua volta si terrà aggiornato in maniera differente rispetto all’operatore di sportello. Fondamentali per i distributori sono anche gli interventi taylor made: Wise permette la progettazione e il coordinamento di corsi in partnership con le singole reti, in modo da fondere le expertise di due diverse realtà.

La portata dell’impegno profuso da Eurizon nel progetto è ben sottolineata da alcune cifre. Soltanto nel 2019, fino ad aprile, Wise ha erogato oltre 1500 ore di formazione e certificato circa 188 test di valutazione delle competenze dei rispettivi corsi. Per la fine del primo semestre è atteso il coinvolgimento di più di 1000 utenti.

E’ importante tenere conto del fatto che la piattaforma contribuisce alla formazione delle reti di distribuzione anche nell’ottica del rispetto dei nuovi requisiti di product governance introdotti da Mifid2. Secondo la normativa europea infatti l’informativa riguardante i prodotti e l’adeguamento alle esigenze del cliente non è più un problema (solo) dei distributori ma anche dei produttori. Grazie anche al filo diretto che Wise tesse con le reti, la Sgr riesce ad assicurarsi che tutte le caratteristiche dei prodotti vengano comunicate correttamente, in modo che i distributori possano sempre calibrare l’investimento sulle effettive necessità dei loro clienti.

Progetto Icu

Una volta assicurata la formazione di coloro che sono già addetti ai lavori, Eurizon si preoccupa anche di chi si affaccia per la prima volta al mondo del risparmio gestito. Lo fa aderendo al progetto di Assogestioni Il Capitale Umano (Icu), una finestra sul mondo della professione, per far capire a chi è fuori dall’industria quali sono le esigenze delle società di gestione del risparmio. Icu, giunto nel 2019 alla sua terza edizione, è un calendario di incontri che coinvolge gli atenei di tutta Italia. Neolaureati e laureandi con competenze economiche, giuridiche e gestionali hanno l’occasione di entrare in contatto diretto con le principali Sgr del panorama italiano, tra cui Eurizon stessa. Queste descrivono le caratteristiche del settore e le qualità che riscuotono maggiore successo in sede di colloquio. Gli universitari possono quindi incontrare i rappresentanti delle società per capire quali sono le opportunità lavorative che si presentano ai giovani che si avvicinano all’industria.

La narrativa degli incontri è incentrata soprattutto sulla varietà delle figure professionali dell’industria: chi entra in una società del risparmio quali mansioni può svolgere? Il gestore è la figura che più facilmente viene associata all’industria ma il panorama è molto più variegato. Durante gli incontri negli atenei, vengono presentati i diversi job profile che le diverse società cercano. Se l’idea li affascina, i ragazzi inseriscono il loro curriculum all’interno del sito di Icu in modo che le Sgr che partecipano al progetto vi possano attingere in base alle posizioni di stage che mettono a disposizione.

Obiettivo delle società che aderiscono al programma, come Eurizon, è la ricerca di talenti anche all’interno di università in cui il mondo del risparmio gestito non sia familiare e che possano dare un contributo diverso. La seconda fase del progetto dimostra la varietà della formazione di provenienza degli studenti, tant’è che alcuni ragazzi arrivano a Icu dalla facoltà di giurisprudenza (o legislazione di im- presa). Più si fa severa la regolamentazione dell’industria, maggiore diventa la richiesta di figure professionali di diversa provenienza.

Livia Caivano
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